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Figure che, con differenti modalit\u00e0, hanno contribuito alla crescita, alla reputazione e alla vita quotidiana della struttura.<br \/>\nA cavallo di un momento tradizionalmente dedicato alla riflessione, Montallegro vuole dedicare un pensiero commosso a cinque professionisti e amici che ci hanno lasciato in questi mesi.<\/p>\n<h3>Maria Virginia Berti Riboli<\/h3>\n<p>Scomparsa in aprile, <strong>Maria Virginia Berti Riboli<\/strong>, per tutti &#8220;<strong>Marvi<\/strong>&#8220;, azionista storica di Villa Montallegro, era la sorella del dottor <strong>Riccardo Berti Riboli<\/strong> (cugina di Francesco Berti Riboli), specialista in Oftalmologia. Questa la testimonianza del fratello.<br \/>\n\u00abIl ricordo di mia sorella Maria Virginia \u00e8 una miscellanea di sensazioni e sentimenti spesso contrastanti. Ho vissuto con lei un rapporto di grandi contrasti nella nostra giovent\u00f9, confrontandomi con una persona formata a rigori quasi \u201cvittoriani\u201c che spesso si scontravano con le mie esuberanze di fratello con diciannove anni in meno. Il nostro rapporto per\u00f2 \u00e8 cambiato nel tempo, trasformandosi da un confronto serrato a quella profonda complicit\u00e0 che abbiamo progressivamente lasciato maturare e trasformarsi in un\u2019unione estremamente solida. Abbiamo condiviso momenti difficili con una visione comune, scoprendo finalmente quanto eravamo fratelli e insieme abbiamo cercato soluzioni. La sua morte \u00e8 avvenuta all\u2019improvviso e senza segni premonitori. La sera precedente, durante una cena a casa mia, scherzavamo in assoluta normalit\u00e0 e la mattina successiva Marvi era volata via, quasi avesse voluto accomiatarsi senza clamore e in assoluta coerenza con il suo stile\u00bb.<\/p>\n<h3>Pierluigi Santi<\/h3>\n<p>Scomparso in giugno, <strong>Pierluigi Santi<\/strong> \u00e8 stato una figura luminosa della chirurgia plastica italiana, gi\u00e0 presidente della Sicpre (Societ\u00e0 italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica). Noto chirurgo presso l&#8217;ospedale policlinico San Martino, ha guidato la chirurgia plastica dell&#8217;Istituto nazionale per la ricerca sul cancro (IST), fondato dal padre, il professor Leonardo Santi, oggi 98enne. Ne traccia un ritratto il dottor <strong>Francesco Filippi<\/strong>, specialista in chirurgia plastica.<br \/>\n\u00abHo conosciuto il professor Santi nei primi anni da neolaureato, frequentando la scuola di specialit\u00e0 in chirurgia plastica a Genova, da lui diretta. I miei primi passi, dove ho imparato la professione, li ho seguiti presso l&#8217;Istituto Tumori di Genova. Era un chirurgo molto conosciuto a livello internazionale per la ricostruzione mammaria post oncologica, e quella \u00e8 stata la mia base di conoscenza della chirurgia mammaria. Sono stato suo assistente per diversi anni. Sono stati anni intensi: l&#8217;IST cresceva velocemente e la scuola ha formato tanti chirurghi plastici liguri e non solo. Il professor Santi \u00e8 sicuramente \u201cpadre&#8221; di molti di noi. Sono anni che ricordo con grande affetto, non solo dal punto di vista lavorativo e scientifico, ma anche per i rapporti interpersonali, data la giovane et\u00e0 e il piacere di condividere momenti anche al di fuori del lavoro\u00bb.<\/p>\n<h3>Riccardo Ghio<\/h3>\n<p>Figura di riferimento per la medicina interna e l&#8217;ematologia genovese, <strong>Riccardo Ghio<\/strong> &#8211; scomparso a giugno &#8211; ha rappresentato un&#8217;eccellenza accademica e clinica. Professore Ordinario di Medicina Interna all&#8217;Universit\u00e0 di Genova dal 1995, ha dedicato la sua carriera all&#8217;alta formazione, dirigendo per anni (dal 2003 al 2010) le Scuole di Specializzazione in Ematologia e Medicina Interna. La sua intensa attivit\u00e0 di ricerca, con oltre 300 pubblicazioni e collaborazioni con enti come il Consiglio nazionale delle ricerche, si \u00e8 concentrata su aree cruciali come le mielodisplasie, il mieloma e le malattie ematoncologiche dell&#8217;anziano. Parallelamente, ha ricoperto ruoli istituzionali di prestigio, come quello di Consigliere dell&#8217;Ordine dei Medici e Chirurghi della Provincia di Genova dal 1996. Montallegro ha avuto l&#8217;onore di essere stata a lungo la sede della sua attivit\u00e0 professionale. Lo ricorda cos\u00ec la figlia Cristina.<\/p>\n<p>\u00abIl ricordo che conservo di te \u00e8 scolpito nel silenzio dei momenti difficili, in quella forza silenziosa che hai saputo mantenere anche quando la vita ti metteva alla prova. Hai affrontato la malattia con una dignit\u00e0 che ha trasformato il dolore in coraggio, la paura in esempio. Non ti sei mai lamentato, anche quando tutto sarebbe stato motivo per arrendersi. Hai continuato a sorridere, a preoccuparsi pi\u00f9 per noi che per te stesso, mostrando un amore che andava oltre ogni limite.<\/p>\n<p>La tua forza \u00e8 stata il tuo ultimo grande insegnamento. Ci hai fatto vedere che il vero valore di una persona non si misura da ci\u00f2 che possiede, ma da come affronta ci\u00f2 che perde. E tu, pap\u00e0, hai camminato a testa alta fino alla fine, lasciandoci un\u2019eredit\u00e0 fatta non di cose, ma di valori: il coraggio, la gentilezza e il rispetto per la vita, anche nei suoi passaggi pi\u00f9 duri.<br \/>\nGrazie, pap\u00e0, per averci mostrato cosa significa essere forti. Continuer\u00f2 ad onorarti vivendo con la stessa dignit\u00e0 con cui tu hai affrontato ogni tuo giorno\u00bb.<\/p>\n<h3>Roberto Tramalloni<\/h3>\n<p>Ad agosto \u00e8 scomparso improvvisamente <strong>Roberto Tramalloni<\/strong>, all&#8217;et\u00e0 di 74 anni. Dal 2015 era il <strong>Direttore sanitario di Montallegro<\/strong>. La sua visione e competenza erano maturate in un percorso di altissimo profilo, che lo aveva visto Direttore sanitario dell\u2019Ospedale Galliera e, prima ancora, dell\u2019Istituto Giannina Gaslini. Una testimonianza del suo operato arriva da <strong>Carlo Valchi<\/strong>, vice direttore sanitario di Montallegro.<br \/>\n\u00abMi ha accolto e, dietro una figura che in prima battuta poteva apparire austera, mi ha fatto crescere nella direzione sanitaria. Lo ha fatto grazie alle sue doti di professionalit\u00e0 e preparazione, derivanti da una storia professionale di alto livello, condite da spunti di puntuale e sottile ironia. La mancanza \u00e8 grandissima, tanto pi\u00f9 per me che negli ultimi anni ho vissuto una convivenza quotidiana, attraversando anche un periodo di particolare difficolt\u00e0 come quello del Covid. Mi auguro che gli insegnamenti e l&#8217;esperienza maturati grazie a lui possano essere di indirizzo per tutti quelli che lavoreranno nella direzione sanitaria nei prossimi anni\u00bb.<\/p>\n<h3>Roberto Angelo Rezzo<\/h3>\n<p>A settembre \u00e8 mancato il chirurgo generale <strong>Roberto Angelo Rezzo<\/strong>, figura storica di Montallegro. La testimonianza di <strong>Luca Spigno<\/strong> ne delinea il profilo umano e professionale.<br \/>\n\u00abRoberto Rezzo, Bobo per gli amici. Una persona estremamente competente, sia dal punto di vista professionale \u2013 \u00e8 stato un grande chirurgo in Montallegro \u2013 sia per le sue doti umane eccezionali. Ha cominciato come medico di guardia, poi come aiuto del professor Gemma e infine come primo operatore; per oltre 40 anni ha lavorato in Montallegro. \u00c8 una persona che tutti noi ricordiamo con affetto, ancora di pi\u00f9 per il fatto che ci ha lasciato poco pi\u00f9 di un mese fa, e ci ha lasciato proprio qua in Montallegro, dove professionalmente \u00e8 cresciuto ed \u00e8 vissuto tutta la vita. \u00c8 stato anche l&#8217;ultimo luogo dove lui ha salutato questa terra\u00bb.<\/p>\n<p>Il nostro particolare ricordo di quest\u2019anno va a loro, unitamente al suffragio per i nostri cari (familiari e amici), fondatori, amministratori e consulenti dell\u2019Azienda scomparsi negli anni scorsi. Una preghiera dedicata a tutti loro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2025 \u00e8 stato un anno segnato da alcune dolorose scomparse per la famiglia di Montallegro. 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