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Lo abbiamo incontrato in <strong>Montallegro<\/strong>, struttura che da anni ha scelto per l\u2019attivit\u00e0 in libera professione, per un <strong>dialogo &#8220;a tu per tu&#8221;<\/strong> che va oltre il camice, alla scoperta della vocazione, delle passioni e della visione che guidano il suo lavoro quotidiano.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Prof. Formica, c\u2019\u00e8 stato un evento o una persona che l\u2019ha ispirata nella scelta della professione medica?<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec, sono nato in una famiglia di medici, mio padre era ortopedico. Ho sempre respirato quest&#8217;aria e sono rimasto affascinato dal suo lavoro, con una predilezione per l&#8217;ambito chirurgico. Ricordo le immagini e i video di interventi che guardava: la visione potrebbe turbare un bambino, invece a me interessava. Avere una persona che ti spiega la propria professione pu\u00f2 attrarre o allontanare: nel mio caso, la figura paterna mi ha decisamente affascinato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; E perch\u00e9, tra le tante specialit\u00e0, ha scelto proprio l&#8217;Ortopedia?<\/strong><br \/>\n\u00abQuando si entra a Medicina si ha una visione d&#8217;insieme e l\u00ec ho capito che mi piaceva l&#8217;ortopedia, la biomeccanica articolare. \u00c8 un&#8217;attivit\u00e0 spiccatamente manuale, in cui si ragiona su concetti quasi meccanici per ricostruire parti del nostro corpo. \u00c8 un po&#8217; come usare le mani per aggiustare qualcosa a casa, ma lo si fa in sala operatoria\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sono stati i progressi pi\u00f9 significativi che ha visto nella sua specialit\u00e0 negli ultimi 15-20 anni?<\/strong><br \/>\n\u00abIn ambito ortopedico, i progressi sono stati enormi, soprattutto nei <strong>materiali<\/strong> e nelle<strong> tecnologie<\/strong>. Se parliamo di chirurgia protesica, traumatologia o chirurgia vertebrale, i materiali si sono evoluti tantissimo: siamo passati dall&#8217;acciaio al titanio, fino agli impianti in carbonio, con un&#8217;incredibile evoluzione in termini di biocompatibilit\u00e0, integrazione con l&#8217;osso e resistenza all&#8217;usura nel tempo. A questo si aggiungono le tecnologie di imaging, la navigazione intraoperatoria, la realt\u00e0 aumentata e la robotica che si interfacciano tra loro per garantirci una precisione di impianto sempre maggiore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; C&#8217;\u00e8 un episodio particolarmente significativo o emozionante che ricorda della sua carriera?<\/strong><br \/>\n\u00abSicuramente il <strong>primo approccio con la sala operatoria<\/strong>, da giovanissimo studente di medicina. L\u00ec dentro \u00e8 tutto diverso rispetto a ci\u00f2 che si vede nelle corsie: c\u2019e grande pulizia, precisione e bisogna prestare la massima attenzione a ci\u00f2 che si fa e si tocca. Vedere il paziente addormentato e poter lavorare su di lui \u00e8 un&#8217;esperienza che emoziona profondamente, un momento di grande impatto emotivo. Ci sono studenti che, al primo approccio, svengono o si sentono male e capiscono di non essere portati per la chirurgia. Per me, invece, le sensazioni provate sono state la conferma della mia vocazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Che consiglio darebbe a un giovane medico che vuole avvicinarsi alla sua specialit\u00e0?<\/strong><br \/>\n\u00abPu\u00f2 sembrare una banalit\u00e0, ma il consiglio \u00e8 di essere estremamente preparati culturalmente. Oggi, con internet, \u00e8 facile accedere a video di tecniche chirurgiche, ma questa \u201cfacilit\u00e0\u201d non deve mai prescindere da uno studio accurato della letteratura scientifica. <strong>Prima del gesto chirurgico, \u00e8 fondamentale l&#8217;indicazione<\/strong>: bisogna sapere quale risultato dar\u00e0 quella tecnica su quel determinato paziente. Un gesto tecnico perfetto eseguito su un&#8217;indicazione sbagliata garantir\u00e0 sempre un insuccesso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; C&#8217;\u00e8 qualcosa che vorrebbe cambiare del sistema sanitario italiano?<\/strong><br \/>\n\u00abNella complessit\u00e0 del sistema sanitario nazionale, permane una forte dicotomia tra gli ospedali pubblici e le strutture private convenzionate. Queste ultime potrebbero e dovrebbero dedicarsi alla chirurgia elettiva, non d&#8217;urgenza, cos\u00ec da decongestionare i grandi ospedali e permettere loro di concentrarsi sulle patologie complesse e gli interventi urgenti. Inoltre, \u00e8 cruciale <strong>ottimizzare le risorse economiche<\/strong>, che dovrebbero essere maggiormente dedicate al personale medico e all&#8217;acquisizione di tecnologie all&#8217;avanguardia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Togliamo il camice. Quali sono i suoi hobby preferiti?<\/strong><br \/>\n\u00abAmo moltissimo sciare, la <strong>montagna<\/strong> \u00e8 il luogo dove mi sento in assoluto pi\u00f9 libero e tranquillo. Quindi gli sport invernali, ma anche le camminate estive all&#8217;aria aperta, soprattutto in posti poco affollati. Noi medici vediamo tantissime persone ogni giorno, per cui nel tempo libero si cerca un po&#8217; di pace. E poi il <strong>tennis<\/strong>, la mia grande passione fin da quando ero piccolo. Non dico che fossi una giovane promessa, ma quasi&#8230; poi ho smesso verso i 16-18 anni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Dritto o rovescio, qual \u00e8 il pezzo forte della casa?<\/strong><br \/>\n\u00abUn tempo era il dritto. Adesso, devo dire, vado molto fiero del mio rovescio a una mano, d&#8217;altri tempi. D&#8217;altronde, il mio idolo \u00e8 sempre stato <strong>Roger Federer<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; E in montagna, c\u2019\u00e8 una valle o una cima che \u00e8 il suo luogo del cuore?<\/strong><br \/>\n\u00abLa <strong>Val Veny<\/strong>, in Val d&#8217;Aosta. \u00c8 un posto strepitoso, dove d&#8217;inverno si scia in uno scenario incredibile sotto i ghiacciai del Monte Bianco, e d&#8217;estate si fanno passeggiate spettacolari\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; La carriera medica \u00e8 totalizzante. Come riesce a mantenere un equilibrio con la vita privata?<\/strong><br \/>\n\u00abFamiglia, amici, figli sono importantissimi e <strong>bisogna saper tracciare una linea netta tra il lavoro e la vita privata<\/strong>, perch\u00e9 altrimenti la nostra professione fagocita tutto. \u00c8 esponenziale: pi\u00f9 fai, pi\u00f9 faresti. Io ho quindi imparato a ritagliarmi i miei spazi, decidendo che ci sono giornate da dedicare alla famiglia, allo sport o ad andare a vedere le mie figlie giocare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Qual \u00e8 il suo legame con Montallegro?<\/strong><br \/>\n\u00abPosso dire di esserci nato e cresciuto. Ho sempre visto mio padre lavorare qui; lo aspettavo nel piazzale quando ero ragazzino. \u00c8 una struttura dove mi sento a casa: \u00e8 veramente una seconda casa. C&#8217;\u00e8 poi un&#8217;organizzazione rodata, in cui mi basta alzare il telefono per organizzare in un attimo ci\u00f2 che \u00e8 meglio per il paziente, da un esame radiologico a un trattamento fisioterapico, fino a un intervento chirurgico. Qui posso lavorare in modo tranquillo e sereno\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il direttore della Clinica Ortopedica dell\u2019IRCCS Ospedale San Martino. 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