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Per affrontare le vacanze con la giusta consapevolezza &#8211; dopo il primo intervento dello specialista <strong>Gian Paolo Bezante<\/strong> (<a href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/ipertensione-come-gestire-la-terapia-in-estate\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui l&#8217;articolo<\/a>) &#8211; abbiamo rivolto queste domande alla dottoressa <a href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/specialisti\/elisa-modonesi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Elisa Modonesi<\/strong><\/a>, consulente del <strong>Servizio di Cardiologia di Montallegro<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Dottoressa Modonesi, chi soffre di pressione alta deve prendere precauzioni particolari quando viaggia, per esempio in aereo o durante lunghi tragitti in auto?<\/strong><br \/>\n\u00abL&#8217;imperativo \u00e8 mantenere sempre una <strong>corretta idratazione<\/strong>. Uno stato di disidratazione mette il rene in una condizione di stress che pu\u00f2 alterare il metabolismo e l&#8217;eliminazione dei farmaci antipertensivi, rendendone l&#8217;effetto meno prevedibile. Di conseguenza, durante qualsiasi viaggio, che sia in aereo o in auto, \u00e8 fondamentale garantire un adeguato apporto di liquidi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Per un soggetto iperteso, l&#8217;ambiente di vacanza \u2013 mare o montagna \u2013 richiede approcci terapeutici differenti?<\/strong><br \/>\n\u00abAssolutamente. L&#8217;ambiente climatico ha un&#8217;influenza diretta. Al <strong>mare<\/strong>, l&#8217;effetto vasodilatatore del caldo tende a <strong>ridurre i valori pressori<\/strong>; per questo, terapie con farmaci diuretici o con alcuni vasodilatatori &#8211; che possono causare edemi agli arti inferiori &#8211; vengono spesso rimodulate o temporaneamente sospese. In <strong>montagna<\/strong>, al contrario, l&#8217;<strong>altitudine pu\u00f2 indurre un rialzo pressorio<\/strong>, specialmente nei soggetti predisposti. \u00c8 quindi essenziale che il paziente disponga di un piano terapeutico flessibile, concordato con il proprio medico, che includa indicazioni su come adeguare la terapia e che preveda l&#8217;automonitoraggio costante dei valori\u00bb.<\/p>\n<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-4933 size-medium\" src=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/12\/elisa-modonesi-683x1024-200x300.jpg\" alt=\"Elisa Modonesi\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/12\/elisa-modonesi-683x1024-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/12\/elisa-modonesi-683x1024.jpg 683w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>&#8211; Esiste una correlazione tra l&#8217;assunzione di farmaci antipertensivi e un&#8217;aumentata fotosensibilit\u00e0?<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec, alcuni principi attivi, in particolare certi <strong>diuretici<\/strong>, possono indurre <strong>fotosensibilizzazione<\/strong>. \u00c8 documentata un&#8217;associazione tra l&#8217;uso prolungato di<strong> idroclorotiazide<\/strong>, un diuretico comune in molte terapie antipertensive, e un aumentato rischio di sviluppare carcinomi come basaliomi ed epiteliomi. Per i pazienti che assumono questo principio attivo, \u00e8 mandatorio l&#8217;uso di una fotoprotezione elevata, con un fattore non inferiore a 30 o 50\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sono i sintomi estivi che un paziente iperteso non deve sottovalutare e quando \u00e8 necessario l&#8217;intervento medico?<\/strong><br \/>\n\u00abSintomi come<strong> vertigini<\/strong>, <strong>capogiri<\/strong> o la percezione di un <strong>battito accelerato<\/strong> (tachicardia) devono essere interpretati come possibili segnali di ipotensione o disidratazione. La comparsa improvvisa di <strong>palpitazioni<\/strong>, <strong>dispnea<\/strong> (fiato corto) o una <strong>sensazione di stordimento<\/strong> impone un immediato automonitoraggio della pressione e un&#8217;attenta valutazione per decidere se sia sufficiente contattare il proprio medico o se sia necessario rivolgersi a un pronto soccorso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Come deve essere gestita l&#8217;attivit\u00e0 fisica estiva in un paziente iperteso, specialmente se in terapia?<\/strong><br \/>\n\u00abL&#8217;<strong>attivit\u00e0 fisica con temperature elevate \u00e8 fortemente sconsigliata<\/strong> in quanto aumenta significativamente il rischio di disidratazione. \u00c8 pertanto cruciale programmare l&#8217;esercizio nelle ore pi\u00f9 fresche. Per i pazienti in terapia con diuretici, l&#8217;aumento della sudorazione indotta dall&#8217;esercizio ha un effetto che si somma a quello del farmaco, potenziando la perdita di liquidi e sali minerali. In questi casi, la terapia diuretica deve essere attentamente riconsiderata dal medico, che potr\u00e0 valutarne la sospensione o la sostituzione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; \u00c8 consigliabile una visita di controllo prima della partenza per le vacanze e una al rientro per adeguare la terapia?<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8 buona norma consultare il proprio medico o cardiologo prima della stagione estiva per definire un piano d&#8217;azione personalizzato. Il paziente deve ricevere indicazioni precise su come e quando ridurre la terapia e su come ripristinarla al mutare delle condizioni. La chiave \u00e8 l&#8217;<strong>automonitoraggio pressorio<\/strong>: una riduzione della terapia \u00e8 giustificata solo da un effettivo e documentato calo dei valori, non dalla sola presenza della stagione calda. Al rientro, un monitoraggio pi\u00f9 frequente permette di identificare il momento corretto per ritornare al regime terapeutico standard, seguendo le indicazioni gi\u00e0 ricevute\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Se un paziente rileva variazioni pressorie significative, come deve comportarsi per evitare un pericoloso &#8220;fai da te&#8221;?<\/strong><br \/>\n\u00abL<strong>&#8216;autogestione improvvisata \u00e8 assolutamente da evitare<\/strong>. L&#8217;obiettivo della consultazione medica preventiva \u00e8 proprio quello di educare il paziente, fornendogli gli strumenti per gestire le variazioni in modo autonomo ma controllato e sicuro. Il paziente deve seguire uno schema terapeutico concordato, non agire d&#8217;impulso. In presenza di dubbi o di scenari non previsti, il riferimento deve essere sempre e solo il proprio medico curante\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arriva l&#8217;estate e con essa la voglia di partire. 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