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In realt\u00e0, la scelta definitiva \u00e8 stata influenzata dagli studi durante il liceo scientifico e, probabilmente, da una tendenza a voler aiutare il prossimo. La professione medica, in fondo, presuppone sempre un intervento in favore di chi soffre e ha bisogno di essere curato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Come \u00e8 arrivato a specializzarsi in cardiologia?<\/strong><br \/>\n\u00abLa scelta non \u00e8 stata casuale. Credo che l&#8217;aspetto pi\u00f9 importante della mia carriera sia stato l&#8217;aver intrapreso un percorso formativo che non si \u00e8 mai interrotto, proseguendo anche, dopo la prima specialit\u00e0 in cardiologia, con una seconda in radiodiagnostica. La prima volta che mi sono confrontato con la medicina pratica, come si usava allora, \u00e8 stato in una sala di anatomia settoria. La prima prova era vedere come reagivi di fronte a un cadavere. L\u2019impatto iniziale \u00e8 stato impegnativo, non tanto per la vista, quanto per l&#8217;idea di &#8220;aggredire&#8221; un corpo umano. Forse anche per questo mi sono sempre dedicato a tecniche cliniche e di diagnostica per immagini.<br \/>\nHo iniziato a frequentare la corsia di Semeiotica medica, al terzo anno, con il compianto professor <strong>Alessandro Polleri<\/strong>, a cui devo tantissimo. A furia di \u201csberlotti\u201d sulla nuca, ho imparato ad apprezzare l&#8217;esame obiettivo, i toni cardiaci, i soffi. All&#8217;epoca non c&#8217;erano ecografie, si usava il poligrafo, il vettorcardiogramma. Dal quarto anno ho iniziato a frequentare come studente interno la Cattedra di Malattie dell\u2019apparato cardiovascolare, con il <strong>professor Caponnetto<\/strong>: \u00e8 da l\u00ec \u00e8 iniziato il mio percorso. All&#8217;inizio degli anni 2000, con l&#8217;evoluzione della cardio TC e della risonanza magnetica cardiaca, ho deciso di prendere la seconda specialit\u00e0 in radiodiagnostica per capire a fondo il funzionamento di questi strumenti. Oggi, la radiologia applicata alla cardiologia \u00e8 una delle branche con i maggiori margini di sviluppo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; C\u2019\u00e8 un episodio particolarmente emozionante della sua carriera che ricorda con piacere?<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec, un momento di grande emozione \u00e8 stato nel 2005, quando sono stato nominato<strong> fellow dell&#8217;American College of Cardiology<\/strong>. Essere l\u00ec, alla cerimonia, insieme a cardiologi di fama mondiale, e ricevere quell&#8217;attestato \u00e8 stato un momento molto significativo per me\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Che consiglio darebbe a un giovane che vuole intraprendere la sua specialit\u00e0?<\/strong><br \/>\n\u00abUn consiglio che vale sempre: cercare di <strong>scegliere un percorso per cui si prova un vero interesse<\/strong>. Il cammino del medico non si ferma alla laurea o alla specialit\u00e0, ma continua per tutta la vita. Trovare spunti che motivano a studiare e ad aggiornarsi permette di svolgere una professione che chiede grandi sacrifici, soprattutto familiari. Quando fai i turni di sabato, domenica o durante le festivit\u00e0, la famiglia passa in secondo piano. Avere una profonda soddisfazione interiore per ci\u00f2 che si fa \u00e8 la spinta per andare avanti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Se potesse cambiare qualcosa nell&#8217;attuale sistema sanitario italiano, da dove partirebbe?<\/strong><br \/>\n\u00abIl problema del sistema sanitario nazionale, a mio avviso, non \u00e8 tanto legato alle competenze professionali, quanto a una carenza strutturale di base che riguarda tutta la pubblica amministrazione: il <strong>supporto informatico<\/strong>. Se un paziente si sottopone ad accertamenti in un struttura e pochi giorni dopo viene ricoverato in un&#8217;altra struttura a pochi chilometri di distanza, deve ripetere tutto perch\u00e9 i sanitari non hanno modo di accedere agli esami precedenti. Questo vale per le analisi del sangue come per la diagnostica per immagini. Se queste risorse fossero organizzate in modo strutturale, avremmo un risparmio enorme e una drastica riduzione dei tempi di attesa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Togliamo il camice. Quali sono i suoi hobby?<\/strong><br \/>\n\u00abHo sempre praticato diversi sport. Uno dei miei primi hobby era la moto, con cui ho girato un po&#8217; l&#8217;Europa. Purtroppo nel 1994, l&#8217;anno in cui \u00e8 nata mia figlia Beatrice, un incidente mi ha sbriciolato tibia, perone e astragalo. Ho dovuto interrompere calcio, calcetto e tennis e ho iniziato una <strong>carriera golfistica<\/strong>, con alti e bassi legati al tempo a disposizione. Spero, quando andr\u00f2 in pensione, di avere pi\u00f9 tempo per migliorare.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Nel frattempo, il golf \u00e8 diventata una grande passione.<\/strong><br \/>\n\u00abDal 2020 partecipiamo anche a una sorta di Ryder Cup tra l&#8217;American College of Cardiology e la Societ\u00e0 Europea di Cardiologia. \u00c8 un evento che ci permette di girare il mondo e confrontarci, un appuntamento che \u00e8 sopravvissuto anche al Covid\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Come si riesce a mantenere un equilibrio tra una professione cos\u00ec totalizzante e la vita privata?<\/strong><br \/>\n\u00abPurtroppo questo segreto non ce l&#8217;ho. Anni fa mi sono separato: quindi devo dire che proprio non ho la formula magica. Anzi, spero che qualcuno un giorno possa essere in grado di trasmettermela\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Infine, qual \u00e8 il suo legame con Montallegro?<\/strong><br \/>\n\u00abSvolgere la libera professione in Liguria per chi lavora nel pubblico \u00e8 complesso, perch\u00e9 il sistema \u00e8 molto rigido, a partire dagli orari. Da qui \u00e8 nata la collaborazione con Montallegro, che permette di sviluppare l&#8217;attivit\u00e0 nel rispetto delle regole ma con la flessibilit\u00e0 necessaria. Il rapporto con<strong> Francesco Berti Riboli<\/strong> si \u00e8 consolidato nel tempo; \u00e8 un imprenditore lungimirante che valorizza la capacit\u00e0 professionale dei suoi consulenti. Devo ringraziarlo per la fiducia che mi ha concesso circa 20 anni fa: spero di aver dimostrato di essere stato all&#8217;altezza delle sue aspettative\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gian Paolo Bezante, dirigente medico dell\u2019Unit\u00e0 Operativa Clinica di Malattie dell\u2019apparato cardiovascolare dell\u2019IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":5529,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[141],"tags":[727],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7984"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7984"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7984\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7985,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7984\/revisions\/7985"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5529"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7984"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7984"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7984"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}