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Cosa significa essere un professionista al Gaslini oggi?<\/strong><br \/>\n\u00abHo l&#8217;onore di dirigere questo dipartimento e &#8211; avendo visto molte realt\u00e0 ospedaliere &#8211; posso dire che la forza immensa del Gaslini risiede nei suoi <strong>professionisti<\/strong> e nel suo <strong>management<\/strong>. C&#8217;\u00e8 una fusione speciale: noi professionisti, ci definiamo &#8220;<em>Gasliniani<\/em>&#8221; perch\u00e9 condividiamo uno spirito di servizio unico verso bambini che spesso nessun altro vuole o pu\u00f2 curare: bambini che arrivano da noi dopo percorsi difficili. Le porte del Gaslini sono sempre aperte.<br \/>\nAltrettanto straordinario \u00e8 il ruolo del management, pienamente consapevole dell&#8217;importanza dello sviluppo tecnologico e dei servizi, tanto da mettere a disposizione di clinici e pazienti tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario. La filosofia di fondo \u00e8 chiara: evitare gli sprechi \u00e8 fondamentale, ma senza cadere in un risparmio che significhi rinunciare a ci\u00f2 che serve. Per questo si investe in tecnologie avanzatissime per la cardiochirurgia, la neurochirurgia e la robotica: quest&#8217;ultima da me molto utilizzata, data anche la mia specializzazione in urologia. La direzione supporta questi investimenti a condizione che siano volti a servire al meglio, senza sprechi o iniziative ingiustificate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Il Gaslini sta vivendo una trasformazione epocale con il progetto del &#8220;Nuovo Gaslini&#8221; e il Padiglione Zero. Come cambier\u00e0 l&#8217;ospedale e l&#8217;esperienza per i pazienti?<\/strong><br \/>\n\u00abCambia radicalmente l&#8217;organizzazione del lavoro, un modello che peraltro stiamo gi\u00e0 iniziando ad applicare. Si passer\u00e0 da una logica di singola specialit\u00e0 a una basata su <strong>piattaforme per intensit\u00e0 di cura e competenze<\/strong>. Il <strong>Padiglione Zero<\/strong> incarner\u00e0 l&#8217;alta specializzazione: una terapia intensiva e semi-intensiva molto ampia, una piattaforma unica di sale operatorie e piattaforme diagnostiche avanzate. Anche le degenze saranno organizzate per aree (chirurgica, ostetrica, ecc.) e non pi\u00f9 per singolo reparto. \u00c8 un modello organizzativo completamente diverso, che mette il paziente al centro, gestito per intensit\u00e0 di cura, con un ruolo fondamentale del governo infermieristico delle piattaforme. \u00c8 un impegno enorme, ma entusiasmante\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Il Gaslini \u00e8 noto anche per accettare casi pediatrici estremamente complessi, a volte rifiutati altrove. Questa apertura incondizionata \u00e8 un punto d&#8217;orgoglio?<\/strong><br \/>\n\u00abAssolutamente. Ma il chirurgo da solo non fa nulla. La vera forza del Gaslini \u00e8 la <strong>multidisciplinariet\u00e0 spinta<\/strong>. Abbiamo anestesisti e rianimatori eccezionali che vanno a prendere bambini in condizioni critiche, magari in altre parti d&#8217;Italia o del mondo, li stabilizzano, li mettono in circolazione extracorporea se necessario, li trasportano qui. Questo \u00e8 possibile grazie a tutto lo staff: medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici, tutti con competenze altissime e dedicati ai bambini. Il bello del Nuovo Gaslini sar\u00e0 proprio potenziare questa capacit\u00e0 di accogliere, stabilizzare, operare e poi restituire i bambini alle loro famiglie e ai loro territori. Non ci sono nicchie, \u00e8 un lavoro d&#8217;insieme\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Nel suo dipartimento, quali sono le frontiere pi\u00f9 innovative che state esplorando?<\/strong><br \/>\n\u00abCome dipartimento, abbiamo diverse punte di diamante. Penso alla <strong>chirurgia dell&#8217;epilessia farmacoresistente<\/strong>, dove i neurochirurghi intervengono con tecniche mininvasive guidate da macchinari sofisticati senza grandi incisioni. Penso alla <strong>chirurgia della colonna<\/strong>, dove un robot permette di posizionare viti e stabilizzare le vertebre in modo computerizzato estremamente preciso. La <strong>cardiochirurgia<\/strong> \u00e8 ad altissimo livello. Come chirurgo viscerale, con specialit\u00e0 in urologia e chirurgia generale pediatrica, vedo una grande eccellenza nella<strong> chirurgia toracica<\/strong>, che da noi \u00e8 molto sviluppata, e nella <strong>chirurgia oncologica pediatrica<\/strong>. Per quanto mi riguarda pi\u00f9 da vicino, la<strong> robotica e la chirurgia mininvasiva<\/strong> ci permettono di trattare patologie urologiche e digestive complesse con approcci che altrove richiederebbero interventi open, rendendo pi\u00f9 agevole il recupero funzionale dei bambini\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Parallelamente al suo impegno primario, lei ha ripreso una collaborazione pi\u00f9 strutturata con Montallegro. Quali sono le motivazioni e gli obiettivi?<\/strong><br \/>\n\u00abHo sempre mantenuto un legame con <strong>Montallegro<\/strong>, fin dagli anni novanta: non l&#8217;ho mai interrotto del tutto. Recentemente, per\u00f2, il mio impegno si era concentrato maggiormente sulla libera professione intramoenia al Gaslini &#8211; che ritengo fondamentale &#8211; e su missioni internazionali. Ora, su richiesta di alcuni pazienti che cercano quel &#8220;qualcosa in pi\u00f9&#8221; in termini di comfort o specificit\u00e0 che Montallegro pu\u00f2 offrire in regime di intramoenia allargata e &#8211; dopo un incontro stimolante con il dottor Berti Riboli &#8211; ho deciso di riprendere con pi\u00f9 continuit\u00e0. Altri colleghi del Gaslini lavorano regolarmente a Montallegro e penso sia positivo. L&#8217;idea \u00e8 sviluppare qui l&#8217;attivit\u00e0 urologica, che \u00e8 la mia branca principale \u2013 penso a ricostruzioni peniene, chirurgia genitale \u2013 e quella chirurgia addominale &#8220;tranquilla&#8221; che non necessita della tecnologia robotica, che rimane naturalmente in intramoenia al Gaslini\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Come \u201cGaslini\u201d, ha partecipato a molte missioni internazionali: Baghdad, Kazakistan, Haiti, Angola. Cosa rappresentano queste esperienze per lei e per l&#8217;Istituto?<\/strong><br \/>\n\u00abUno degli obiettivi strategici del Gaslini \u00e8 fare rete, sia tra pari sia a scopo formativo. Le missioni cui ho partecipato, organizzate dall&#8217;Istituto con programmi strutturati, hanno principalmente questo scopo: andiamo per insegnare, per trasferire competenze e modelli organizzativi, non per sostituirci ai colleghi locali. \u00c8 stato un impegno notevole, a volte continuativo per mesi da parte di specializzandi, con la mia supervisione periodica. Cosa ho dato? Formazione, forse modelli per migliorare la qualit\u00e0 delle cure. Cosa ho ricevuto? Un&#8217;infinit\u00e0. Se ho dato uno, ho ricevuto cento. Ho imparato modi diversi di vivere e di rapportarsi, ho affrontato patologie che qui, fortunatamente, non vediamo quasi pi\u00f9. Vedere dieci casi terribili l\u00ec mi prepara ad affrontare quell&#8217;unico caso simile che potrei vedere qui. \u00c8 uno scambio prezioso: noi portiamo tecnicismo, loro ci arricchiscono con la loro esperienza e umanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel precedente incontro, il professor Girolamo Mattioli &#8211; Direttore UOC Chirurgia pediatrica presso IRCCS Gaslini di Genova e Professore associato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":7775,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[141],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7891"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7891"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7891\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7892,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7891\/revisions\/7892"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7775"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7891"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}