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In questa intervista incontriamo <a href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/specialisti\/mauro-di-stadio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Mauro Di Stadio<\/strong><\/a>, professore in Chirurgia Pediatrica Podologica per il corso di Laurea in Podologia dell\u2019Universit\u00e0 di Genova e titolare di Incarico di Alta Specializzazione in \u201cTrattamento delle deformit\u00e0 del piede\u201d presso l\u2019IRCCS G. Gaslini di Genova, per esplorare alcune delle problematiche ortopediche pi\u00f9 comuni nell&#8217;infanzia. Lo abbiamo incontrato in <strong>Montallegro<\/strong>, struttura che da anni ha scelto per la sua attivit\u00e0 chirurgica di libera professione.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sono le problematiche ortopediche che riscontra pi\u00f9 comunemente nei bambini che giungono alla sua osservazione clinica?<\/strong><br \/>\n\u00abLe problematiche variano significativamente in base all&#8217;et\u00e0 del bambino. Nel periodo neonatale, la displasia dell&#8217;anca e il piede torto rappresentano le patologie pi\u00f9 frequentemente riscontrabili. Successivamente, con la crescita, si possono presentare alterazioni della deambulazione e difetti nell&#8217;allineamento degli arti inferiori. Infine, in et\u00e0 prepuberale, le deviazioni della colonna vertebrale diventano pi\u00f9 comuni\u00bb.<\/p>\n<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-7867 size-medium\" src=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/04\/Di-Stadio-Mauro-768x1024-1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/04\/Di-Stadio-Mauro-768x1024-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/04\/Di-Stadio-Mauro-768x1024-1.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>&#8211; Partiamo dalla displasia congenita dell&#8217;anca. Esistono fattori di rischio e segnali da osservare?<\/strong><br \/>\n\u00abLa displasia congenita dell&#8217;anca \u00e8 una malformazione caratterizzata da un incompleto sviluppo dell&#8217;articolazione in cui la testa del femore non si allinea correttamente con la cavit\u00e0 acetabolare. La gravit\u00e0 pu\u00f2 variare da una lieve instabilit\u00e0 fino alla lussazione completa. Le cause non sono sempre definite, ma si riconoscono fattori predisponenti come la <strong>presentazione podalica<\/strong> e la <strong>familiarit\u00e0<\/strong> e il <strong>sesso femminile<\/strong> \u00e8 sicuramente il pi\u00f9 colpito. Nei neonati, i sintomi non sono evidenti, ma alcuni segni &#8211; come l&#8217;asimmetria delle pieghe cutanee di cosce e glutei e la limitata abduzione delle anche &#8211; possono essere indicativi. Esistono poi test specifici, come i segni di Ortolani e Barlow che indirizzano verso la diagnosi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Come si tratta questa patologia?<\/strong><br \/>\n\u00abIl trattamento dipende dall&#8217;et\u00e0 in cui il paziente giunge alla nostra osservazione. Nei primi mesi, se il sospetto clinico \u00e8 confermato con l\u2019ecografia, si pu\u00f2 utilizzare un<strong> tutore<\/strong> che mantiene le anche in flessione e abduzione, favorendo il corretto posizionamento della testa femorale durante la maturazione articolare. In casi diagnosticati pi\u00f9 tardivamente, pu\u00f2 essere necessaria una <strong>riduzione in anestesia<\/strong> seguita da una immobilizzazione. Successivamente, in alcuni casi, si deve ricorrere alla <strong>chirurgia per la riduzione a cielo aperto<\/strong>. Pi\u00f9 tardivamente la soluzione chirurgica \u00e8 sempre pi\u00f9 spesso necessaria, talvolta coinvolgendo non solo i tessuti molli, ma anche la struttura scheletrica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Come si manifesta il piede torto congenito?<\/strong><br \/>\n\u00abIl piede torto congenito \u00e8 una malformazione che colpisce un neonato su ogni 1.000 nati vivi. Pi\u00f9 comune nei <strong>maschi<\/strong>, \u00e8 caratterizzata da un atteggiamento non correggibile manualmente in cui il piede, nella forma pi\u00f9 tipica, \u00e8 ruotato verso il basso e l&#8217;interno e con la pianta rivolta medialmente (tecnicamente equino varo supinato). Nella maggior parte dei casi \u00e8 idiopatico, cio\u00e8 non si accompagna ad altri processi morbosi, ma pu\u00f2 essere anche associato a patologie neurologiche o genetiche, configurando il cosiddetto piede torto atipico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Come e quando si pu\u00f2 intervenire?<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8 fondamentale <strong>intervenire precocemente<\/strong>, idealmente entro le prime due settimane di vita. In questa fase, le ossa sono prevalentemente cartilaginee e quindi pi\u00f9 facilmente modellabili, migliorando cos\u00ec l&#8217;esito del trattamento. La <strong>metodica di Ponseti<\/strong> \u00e8 attualmente la scelta terapeutica pi\u00f9 diffusa a livello globale e consiste nell&#8217;applicazione di immobilizzazioni femoro-podaliche rinnovate ogni 7\/10 giorni che correggono in maniera graduale la deformit\u00e0, principalmente nelle componenti di varismo e supinazione.<br \/>\nNell&#8217;80% dei casi, \u00e8 poi necessario un <strong>piccolo intervento chirurgico<\/strong> che consiste in una tenotomia del tendine di Achille per correggere anche l&#8217;equinismo residuo, a cui fa seguito la confezione di un\u2019<strong>immobilizzazione<\/strong> mantenuta questa volta per 3 settimane consecutive. Successivamente, si passa alla fase di mantenimento con l&#8217;utilizzo a tempo pieno di un <strong>tutore di Denis-Brown per 3 mesi<\/strong>, riducendone poi gradualmente l&#8217;uso fino alla sola notte fino ai quattro o cinque anni di et\u00e0, con una tendenza attuale a prolungarne l&#8217;utilizzo per prevenire le recidive che comunque si possono verificare in circa il 25% dei casi. L&#8217;attenzione dei genitori al trattamento \u00e8 fondamentale per il successo della metodica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Oltre al piede torto, ci sono altre deformit\u00e0 del piede che riscontra frequentemente nei bambini?<\/strong><br \/>\n\u00abIl <strong>metatarso varo<\/strong>, il <strong>piede talo valgo<\/strong> e l&#8217;<strong>astragalo verticale<\/strong> congenito sono altre deformit\u00e0 presenti alla nascita, caratterizzate da un atteggiamento anomalo del piede il cui trattamento varia a seconda della specifica condizione. In genere, il metatarso varo e il piede talo valgo si risolvono pi\u00f9 facilmente, mentre l&#8217;astragalo verticale congenito, spesso associato ad altre problematiche, richiede un percorso terapeutico spesso pi\u00f9 complesso\u00bb.<\/p>\n<p><em>L&#8217;immagine in apertura \u00e8 stata generata con intelligenza artificiale.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prosegue il ciclo di approfondimenti dedicati ai pi\u00f9 piccoli. 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