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L&#8217;apparecchiatura per questo tipo di ammalati \u00e8 tra le pi\u00f9 moderne che la scienza medica possa oggi offrire e le stanze sono dotate di tutti quei servizi, dal telefono alla radio, all&#8217;aria condizionata, richiesti per un confortevole soggiorno\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec i quotidiani genovesi annunciarono, all&#8217;inizio del gennaio 1952, l&#8217;avvio dell&#8217;attivit\u00e0 di <strong>Montallegro<\/strong>. L&#8217;uomo che aveva immaginato la struttura nei minimi dettagli e convinto imprenditori e medici a sostenerlo in questa impresa, era morto due anni prima, il 27 febbraio 1950. Era<strong> Giovanni Battista Edoardo Amedeo Riboli<\/strong>, di cui oggi si celebrano i 75 anni dalla scomparsa. Fu una vita da film, la sua, o meglio, cento vite in una vita sola.<\/p>\n<p>Nato in via Portici, a Lavagna, il <strong>12 maggio 1875<\/strong> (quest&#8217;anno si celebrano anche i 150 anni dalla sua nascita), figlio dell&#8217;ebanista Antonio e di Maria Geronima Zappettini, come molti fu costretto a prendere la via del mare, per emigrare oltreoceano. Accadde nel 1894, alla morte del padre. Edoardo G.B. Riboli scelse il <strong>Venezuela<\/strong>, dove la presenza ligure aveva gi\u00e0 ottenuto successi economici e sociali dall&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento. Fu convinto da uno dei titolari della Bisagno, Oliva &amp; Compa\u00f1ia, fondata dal chiavarese Bruno Lagomaggiore nel 1854 a Maracaibo, capitale dell&#8217;estado Zulia, una ditta specializzata nell&#8217;esportazione di caff\u00e8 e nell&#8217;importazione di prodotti dall&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Riboli inizi\u00f2 dal basso: teneva i contatti con i piccoli centri sparsi nei &#8220;llanos&#8221; o nelle regioni andine, spingendosi fino in Colombia, per verificare le produzioni delle piantagioni e rifornire le fattorie dei prodotti importati, affrontando viaggi a cavallo lunghi settimane. Neppure la febbre gialla lo ferm\u00f2. In circa dieci anni di lavoro intenso, divenne socio e poi titolare dell&#8217;azienda che, nel 1905, cambi\u00f2 nome in Riboli &amp; Compa\u00f1ia e, vent&#8217;anni dopo, in <strong>Riboli, Abbo &amp; Compa\u00f1ia<\/strong>. Si trattava di un grande emporio (l&#8217;Almac\u00e9n Italiano) &#8211; con sedi per la vendita al dettaglio e all&#8217;ingrosso &#8211; e soprattutto di un ufficio import-export e attivit\u00e0 finanziarie. Esportava caff\u00e8, cacao, cotone, prodotti dell&#8217;allevamento, delle foreste e delle miniere; importava farina, burro, cappelli Borsalino, liquori e macchinari dagli Stati Uniti. Era anche agente della Navigazione Generale Italiana e corrispondente della National City Bank di New York e del Banco Holandes de las Indias Occidentales. Una divisione si occupava di edilizia e l&#8217;altra gestiva una piccola flotta di traghetti.<\/p>\n<p>Nel <strong>1936<\/strong> Riboli cedette la maggioranza delle quote e si trasfer\u00ec definitivamente in Italia, dove gi\u00e0 da oltre un decennio trascorreva sei mesi all&#8217;anno. Qui invest\u00ec in immobili e si dedic\u00f2 ad attivit\u00e0 filantropiche, soprattutto a Lavagna, finanziando strutture di assistenza e restauri della basilica di Santo Stefano e della chiesa di Nostra Signora del Carmine. Di grande rilievo fu il suo contributo all&#8217;ampliamento dell&#8217;ospedale inaugurato nel 1902 e all&#8217;acquisizione di apparecchiature operatorie e radiologiche. Un impegno tale che il 25 settembre 1967 la struttura sanitaria gli venne dedicata (oggi denominata Ospedali riuniti Leonardi e Riboli).<\/p>\n<p>La sua ultima avventura fu proprio la nascita di Montallegro, che non pot\u00e9 vedere compiuta. Il compito di concludere quanto aveva iniziato tocc\u00f2 alla moglie Maria Parilli.<\/p>\n<p>Con <strong>Riccardo Berti Riboli<\/strong>, specialista in oftalmologia e nipote di Edoardo Riboli, ricordiamo la figura del nonno.<\/p>\n<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-7771 size-medium\" src=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/02\/riccardo-berti-riboli-683x1024-1-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/02\/riccardo-berti-riboli-683x1024-1-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/02\/riccardo-berti-riboli-683x1024-1.jpg 683w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>&#8211; Quali sono i ricordi tramandati in famiglia sulla figura di suo nonno?<\/strong><br \/>\n\u00abMio padre, Roberto, mi ha trasmesso l&#8217;immagine di un uomo dolce e sensibile. Una sensibilit\u00e0 che dimostr\u00f2, una volta rientrato in Italia, con l&#8217;impegno per ottenere un regio decreto per cui i figli potessero portare sia il cognome originario Berti \u2013 Maria Parilla spos\u00f2 infatti in seconde nozze Edoardo, dopo che rimase vedova, con due figli piccoli &#8211; sia il suo: un segno di enorme affetto. Oltre a questa sensibilit\u00e0, dai racconti di pap\u00e0 emergeva la figura di persona integerrima e determinata, il vero padre di famiglia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; C&#8217;\u00e8 qualche aneddoto particolare che le \u00e8 stato raccontato?<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec, mio padre mi raccontava spesso di quando chiese a suo padre, mio nonno, perch\u00e9 portasse scarpe un po&#8217; usurate. La risposta fu: &#8216;Roberto, io alla tua et\u00e0 ero in maniche di camicia nella giungla venezuelana, cercando di costruire un&#8217;impresa e una fortuna&#8217;. Una lezione di vita, a detta di mio padre, che lo spinse a non tirarsi mai indietro di fronte al lavoro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Com&#8217;\u00e8 nata la spinta di Edoardo verso il mondo della sanit\u00e0?<\/strong><br \/>\n\u00abLa sua spinta nasce dall&#8217;affetto per i suoi due figli, entrambi medici. Purtroppo, mio nonno mor\u00ec prima dell&#8217;inaugurazione. L&#8217;idea era quella di creare una struttura all&#8217;avanguardia. Montallegro, infatti, era un centro all&#8217;avanguardia terapeutica, ospitava la famosa bomba al cobalto, uno dei primi trattamenti antitumorali, vantava i migliori professionisti ed era attenta, fin dal primo giorno, alla cura di ogni dettaglio. Tutti elementi piuttosto rari nelle strutture private del tempo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Una lungimiranza imprenditoriale che stupisce.<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8 la capacit\u00e0 di guardare oltre il proprio tempo e di inventare qualcosa di nuovo. L&#8217;intuizione \u00e8 nata dai figli medici, che hanno proposto l&#8217;idea. Ma non era scontato che il finanziatore, in questo caso il nonno, ci credesse e investisse. La sua forza \u00e8 stata proprio questa: credere nel progetto e portarlo avanti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Qual \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 importante dell&#8217;eredit\u00e0 di Edoardo oggi?<\/strong><br \/>\n\u00abNon avendolo conosciuto di persona, spero, a nome mio e di Francesco, di aver ereditato una parte della sua lungimiranza. Gli insegnamenti tramandati in famiglia sono i valori su cui abbiamo fondato il nostro modo di affrontare la professione e l&#8217;attivit\u00e0 imprenditoriale. Sono contento di vedere in mio cugino Francesco una sorta di uomo dei primi del &#8216;900, con principi ben saldi. Mentre io, nello svolgimento della professione, non ho mai promesso cose che non sarei stato in grado di realizzare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Montallegro oggi \u00e8 avanguardia, innovazione e cura del paziente. Tre aspetti di cui Edoardo sarebbe orgoglioso.<\/strong><br \/>\n\u00abLo spero vivamente. Che la sua creatura sia sopravvissuta e si sia evoluta \u00e8 un segnale forte. Montallegro compete con se stessa per migliorarsi, superando i propri limiti, ed \u00e8 questo che la rende un punto di riferimento. Credo che mio nonno, se potesse vederci, ne sarebbe fiero. Al di l\u00e0 dei risultati, c&#8217;\u00e8 una correttezza di fondo che guida il nostro operato: non vendiamo la luna, ma ogni giorno in Montallegro lavoriamo per offrire il miglior servizio possibile a ciascun paziente\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDomani entrer\u00e0 in funzione la moderna casa di cura \u00abVilla Montallegro\u00bb che, come \u00e8 stato recentemente reso noto, \u00e8 stata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":7765,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[651,36],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7764"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7764"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7764\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7772,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7764\/revisions\/7772"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7765"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7764"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7764"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7764"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}