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Il solo ricettario \u201c<strong>Cucina di strettissimo magro<\/strong>\u201d (Gaspare Dellepiane, Genova, 1880) ne annovera ben 15! Non c&#8217;\u00e8 modo di codificare un piatto di questo genere, anche se nell&#8217;attualit\u00e0 la versione pi\u00f9 diffusa e praticata \u00e8 certamente il polpettone di patate e fagiolini.<br \/>Preparazione piuttosto semplice e versatile, \u00e8 assai amata dai liguri proprio per la sua natura variabile, che lascia la libert\u00e0 a ciascuno di personalizzare la ricetta secondo le proprie preferenze, le disponibilit\u00e0 di ortaggi, la stagionalit\u00e0, eccetera&#8230;<br \/>Che cos&#8217;\u00e8 veramente il polpettone? Una pasqualina senza pasta? Una frittata cotta al forno? Il retaggio di un raviolo nudo antico? Forse tutte e nessuna di queste cose, perch\u00e9 \u00e8 un composto autonomo a base di uova, formaggio grattugiato, aglio e prezzemolo sminuzzati (o altre erbe aromatiche), olio d&#8217;oliva e ortaggi di natura diversa. L&#8217;insieme \u00e8 poi cucinato al forno, se disponibile, altrimenti in passato si ricorreva al <em>sottestare<\/em>, cio\u00e8 porre sotto il testo di terracotta o di ghisa &#8211; sorta di campana, arroventata dalla fiamma viva, che calata a cupola sopra le tegami da cuocere ricoperta di brace ardente, simulava la cottura al forno &#8211; oppure in padella, avendo cura di rivoltare pi\u00f9 volte il preparato. E anche in questo caso siamo a una cucina quasi arcaica, spontanea, concreta ed estremamente variabile, come sempre accade nell&#8217;ambito popolare. Le notizie storiche sul polpettone sono piuttosto scarse, forse perch\u00e9 si chiama cos\u00ec solo in epoca pi\u00f9 recenti, mentre in passato remoto gli si attribuivano altri nomi, come <strong>scciattamajo<\/strong> o <strong>scarbassa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La traduzione letterale di sciattamaio \u00e8 &#8220;schiatta marito&#8221;, ingozza marito, pare, per quanto questa specialit\u00e0 fosse gradita ai mariti, tanto da rimpinzarsi all&#8217;inverosimile. Quanto al termine Scarbassa, altro nome attribuito al polpettone, sul vocabolario di Giovanni Casaccia come prima definizione troviamo &#8220;cestone&#8221;: specie di cesta per <em>sommeggiare<\/em>, ma in seconda battuta compare proprio il &#8220;polpettone&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso, possiamo consolarci gustando un buon polpettone, poich\u00e9 nella sua modestia \u00e8 una specialit\u00e0 eccellente e versatile, ottimo come cibo da scampagnata, per uno spuntino veloce o come accompagnamento a una buona insalata estiva. Proprio per queste ragioni, c&#8217;\u00e8 da augurarsi di trovare pi\u00f9 spesso un buon polpettone all&#8217;altezza della tradizione in molte trattorie e ristoranti della Liguria, cercando di abbandonare quelli che talvolta appaiono come complessi di inferiorit\u00e0 verso cibi straordinari che hanno fatto la storia popolare di una cucina unica come quella ligure.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La ricetta \u2013 di Daniela Vettori<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>per 4 persone<\/strong><br \/><em>300 g di fagiolini<br \/>600 g di patate<br \/>3 uova<br \/>60 g di Parmigiano Reggiano grattugiato<br \/>olio extravergine di oliva<br \/>1 spicchio d&#8217;aglio<br \/>5 g funghi secchi (facoltativo)<br \/>80 g di pane grattugiato<br \/>maggiorana qualche rametto<br \/>sale fino marino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Spuntare e lavare i fagiolini, pelare, tagliare a cubetti le patate, immergere i funghi in una tazza con acqua tiepida, lessare le verdure in abbondante acqua salata, scolarle e tritarle grossolanamente.<\/p>\n\n\n\n<p>In una padella con qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva, stufare i funghi sgocciolati e tritati con l&#8217;aglio. Unire le patate, i fagiolini e rosolare per 4-5 minuti, schiacciandoli con i rebbi della forchetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasciare intiepidire, aggiungere il formaggio, le uova leggermente sbattute, la maggiorana e un po&#8217; di sale. Amalgamare con cura fino a ottenere un composto omogeneo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ungere con un po&#8217; d&#8217;olio l&#8217;interno di una teglia antiaderente, spolverarlo col pane grattato e versarvi l&#8217;impasto di patate e verdure. Livellare, cospargere la superficie di pangrattato e irrorare con un filo di olio extravergine di oliva. Punto e . Con i rebbi della forchetta tracciare delle righe parallele in diagonale.<\/p>\n\n\n\n<p>Cuocere in forno a fuoco medio (180-200 \u00b0C) per circa 30 minuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la superficie sar\u00e0 leggermente dorata e croccante, sfornare il polpettone e lasciarlo intiepidire a temperatura ambiente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Salute nel piatto \u2013 di Luca Spigno<\/h3>\n\n\n\n<p>Tante <strong>fibre<\/strong>, un discreta quota di<strong> carboidrati<\/strong> e di <strong>grassi<\/strong>, in buona percentuale insaturi, giusta quota di <strong>proteine<\/strong>. Questo \u00e8 in sintesi il polpettone di patate e fagiolini. Dai fagiolini derivano principalmente le fibre. Pur essendo legumi (come i fagioli, i ceci o le lenticchie), si differenziano dagli altri ortaggi della stessa famiglia per il bassissimo contenuto di calorie, 18 ogni 100 g, la modesta quota di proteine che contengono e l&#8217;alto contenuto, appunto, in fibre. I carboidrati li troviamo invece abbondantemente rappresentati nelle patate, l&#8217;altro elemento caratterizzante del piatto. Questi tuberi contengono prevalentemente amido e potassio. Le proteine provengono dall&#8217;albume dell&#8217;uovo e dal Parmigiano Reggiano, mentre la quota di grassi insaturi (omega 3) deriva dall&#8217;olio di oliva che, nella cottura al forno, preserva le proprie caratteristiche salutari rispetto al suo utilizzo in padella. Complessivamente un piatto leggero e nutrizionalmente adeguato alle esigenze di tutti.<br \/><br \/><strong>DATI NUTRIZIONALI<br \/><\/strong>100 g di polpettone sono 140 calorie<br \/>55% carboidrati, 20% proteine, 25% grassi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ricetta del polpettone, piatto estivo ligure dagli eccellenti aspetti nutrizionali Proseguiamo con le ricette estive tratte dal libro \u201cLiguria [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":7548,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[140],"tags":[536,8],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7547"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7547"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7547\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7548"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}