


{"id":7473,"date":"2024-06-19T17:10:20","date_gmt":"2024-06-19T15:10:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/?p=7473"},"modified":"2024-06-19T17:10:20","modified_gmt":"2024-06-19T15:10:20","slug":"intervista-ad-andrea-giusti-nuovo-primario-di-medicina-interna-dellasl-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/intervista-ad-andrea-giusti-nuovo-primario-di-medicina-interna-dellasl-3\/","title":{"rendered":"Intervista ad Andrea Giusti, nuovo primario di Medicina Interna dell&#8217;ASL 3"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le sfide e le priorit\u00e0 del nuovo primario, che frequenta <strong>Montallegro<\/strong> per l\u2019attivit\u00e0 in libera professione<\/h2>\n\n\n\n<p><strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/specialisti\/andrea-giusti\/\" target=\"_blank\">Andrea Giusti<\/a><\/strong> \u00e8 stato nominato all&#8217;inizio di giugno <strong>nuovo primario di Medicina Interna dell&#8217;ASL 3<\/strong>, proseguendo il percorso iniziato nel 2017 come dirigente medico nella struttura di Reumatologia. Il dottor Giusti, genovese, classe 1974, Specialista malattie metaboliche ossee e metabolismo minerale scheletrico, ha scelto <strong>Montallegro<\/strong> quale sede per l\u2019attivit\u00e0 in libera professione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Quali sono le sfide pi\u00f9 importanti che si trova ad affrontare in questo ruolo?<\/strong><br \/>\u00abLa sfida pi\u00f9 grande \u00e8 sicuramente <strong>la cura e l&#8217;assistenza degli anziani liguri<\/strong>, in particolare genovesi. La nostra regione ha la popolazione pi\u00f9 anziana d&#8217;Italia e una delle pi\u00f9 anziane al mondo. Questa longevit\u00e0 comporta una maggiore incidenza di patologie e fragilit\u00e0. Il ricovero di un paziente anziano \u00e8 complesso perch\u00e9, come dice un collega internista, la nostra \u00e8 la \u201cmedicina del caos\u201d. Il paziente viene ricoverato per un problema, ma spesso la sua fragilit\u00e0 porta a nuove patologie o alla riacutizzazione di altre. Spesso presentano limitazioni funzionali, disabilit\u00e0 derivanti dal ricovero e, talvolta, anche problemi socio-assistenziali. Questo richiede un approccio olistico, multidisciplinare e multiprofessionale, che coinvolga tutti gli attori sanitari: medici, infermieri, OSS, fisioterapisti, terapisti, nutrizionisti, logopedisti\u00bb.<br \/><br \/><strong>&#8211; In questo contesto, quali sono le possibili azioni da intraprendere per migliorare i servizi offerti?<\/strong><br \/>\u00abL&#8217;ASL 3 Genovese da anni ha sviluppato <strong>Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA)<\/strong>, che rappresentano un patrimonio importante per la popolazione. Ci sono diversi PDTA attivi: sullo scompenso cardiaco, sulle fratture, su patologie internistiche di vario tipo, respiratorie e gastroenterologiche.<br \/>Un altro aspetto fondamentale \u00e8 il percorso ospedale-territorio. Non possiamo limitarci a stabilizzare il paziente e rinviarlo a domicilio. Dobbiamo creare un <strong>percorso di continuit\u00e0 assistenziale<\/strong>, identificando i punti di criticit\u00e0 che potrebbero portare a un nuovo ricovero e gestirli attraverso attivit\u00e0 di telemedicina o ambulatoriali. Questo significa migliorare la qualit\u00e0 di vita del paziente, ridurre l&#8217;accesso al pronto soccorso e risparmiare risorse\u00bb.<br \/><br \/><strong>&#8211; Quali sono le maggiori criticit\u00e0 che si trova ad affrontare?<\/strong><br \/>\u00abLa <strong>carenza di personale<\/strong> \u00e8 la principale criticit\u00e0. Mancano medici, infermieri e OSS, conseguenza di una programmazione errata degli ultimi 40 anni. I concorsi vanno vuoti, i medici non si trovano, tanto che si \u00e8 arrivati ad assumere medici ancora in formazione, come \u00e8 successo durante il Covid. Questa difficolt\u00e0 \u00e8 legata anche alla diminuita attrattivit\u00e0 della professione medica, un problema che riguarda soprattutto alcune specialit\u00e0 che richiedono sacrifici importanti.<br \/>Un&#8217;altra criticit\u00e0 \u00e8 l&#8217;<strong>aggressivit\u00e0 verso gli operatori sanitari<\/strong>, che talvolta \u00e8 degenerata in atti di violenza. Anche se sono casi limitati, \u00e8 necessario uno sforzo culturale per invertire la tendenza, enfatizzando i servizi validi ed efficienti e i progetti che portano risultati significativi, non solo gli eventi di malasanit\u00e0 che spesso finiscono alla cronaca\u00bb.<br \/><br \/><strong>&#8211; In questo scenario, come possono collaborare pubblico e privato, per garantire un servizio efficiente ed equo?<\/strong><br \/>\u00abLa sinergia tra pubblico e privato pu\u00f2 aiutare a vincere le sfide che l&#8217;attuale sistema sanitario ci pone e in Italia abbiamo alcune esperienze positive in tal senso. Un esempio lo abbiamo avuto con il Covid, quando pubblico e privato si sono affiancati con obiettivi comuni, portando a un grande risultato. Ricordiamoci sempre che tutto ci\u00f2 che spendiamo in sanit\u00e0, lo recuperiamo in prodotto interno lordo, come evidenziano autorevoli studi della Bocconi.<br \/>In un rapporto che deve essere finalizzato all&#8217;obiettivo comune della salute, la <strong>collaborazione pubblico-privato \u00e8 sempre benvenuta e auspicabile<\/strong>. &nbsp;Questo richiede uno sforzo culturale, idee, personale e professionalit\u00e0. \u00c8 un percorso gi\u00e0 pi\u00f9 rodato in altri paesi, in Italia siamo partiti in ritardo, ma non dobbiamo dimenticarci che gli italiani sono fantasisti e spesso hanno le idee migliori\u00bb.<br \/><br \/><strong>&#8211; Da anni Lei svolge attivit\u00e0 in Montallegro. Di cosa si occupa in struttura?<\/strong><br \/>\u00abIn Montallegro mi dedico principalmente alle <strong>malattie ossee<\/strong>, il mio campo di specializzazione. In particolare, insieme al professor <strong>Bianchi<\/strong>, abbiamo sviluppato un programma per il <strong>trattamento del morbo di Sudeck<\/strong>, una sindrome algodistrofica molto dolorosa, utilizzando un farmaco bifosfonato endovenoso. Siamo l&#8217;unico Paese al mondo a trattare tale patologia con questo farmaco e ci\u00f2 ha attirato <strong>pazienti a Montallegro da tutto il mondo<\/strong>, dimostrando come il privato, con strumenti culturali e competenze, possa diventare il punto di riferimento per la cura di patologie complesse\u00bb.<br \/><br \/><strong>&#8211; Quali sono le novit\u00e0 pi\u00f9 importanti nel campo della ricerca sulle malattie ossee?<\/strong><br \/>\u00abCome ASL 3 Genovese e come gruppo di esperti di malattie ossee, siamo stati i primi in Italia a utilizzare un nuovo farmaco, il <strong>Romosozumab<\/strong>, che \u00e8 rivoluzionario nel trattamento della <strong>fragilit\u00e0 ossea<\/strong>. Pi\u00f9 in generale, la ricerca sta portando a grandi progressi, soprattutto per le <strong>malattie ossee rare<\/strong>, altamente disabilitanti, che colpiscono gi\u00e0 bambini e neonati. Oggi disponiamo di almeno tre o quattro farmaci per il trattamento di queste malattie.<br \/>Mentre nell&#8217;ambito delle malattie meno rare, come le forme di <strong>osteoporosi fratturative<\/strong>, abbiamo schemi terapeutici innovativi e avanzati, frutto della ricerca italiana. Il gruppo genovese, insieme ad altri gruppi di Verona, Milano e Roma, continua a produrre pubblicazioni scientifiche che cambiano il modo di curare i pazienti. Infine, Genova \u00e8 stata la prima citt\u00e0 italiana, nel lontano 2001, ad avere un servizio di <strong>ortogeriatria<\/strong>, un modello di cura per il paziente anziano fratturato, che viene curato assieme dall&#8217;ortopedico e dal geriatra o internista, in collaborazione con i fisioterapisti\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le sfide e le priorit\u00e0 del nuovo primario, che frequenta Montallegro per l\u2019attivit\u00e0 in libera professione Andrea Giusti \u00e8 stato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":7474,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[141],"tags":[956,36],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7473"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7473"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7473\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7474"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7473"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7473"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7473"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}