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L\u2019Opera al Nero<\/strong>\u201d ospitata nella <strong>Loggia degli Abati<\/strong> e in corso <strong>fino al 30 giugno<\/strong> dal marted\u00ec al venerd\u00ec dalle 10 alle 18 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 19, con riposo il luned\u00ec.<br \/><br \/>E qui va fatta una precisazione: per sua natura proprio la Loggia, all\u2019interno di <strong>Palazzo Ducale<\/strong>, \u00e8 lo spazio destinato a ospitare le mostre pi\u00f9 \u201cminimal\u201d, quelle fatte di molte idee e di non moltissimi contenuti, perch\u00e9 \u2013 a differenza dell\u2019Appartamento del Doge, dello stesso SottoPorticato e a suo modo anche del Munizioniere \u2013 \u00e8 un ambiente fatto a sua volta di tanti piccoli ambienti, un labirinto di stanze (e storie) che si rincorrono e si aprono su altre stanze, come quelle case dove si affacciano in continuazione salottini, stanze e cabine-armadio sul percorso principale.<br \/><br \/>Tutto questo, \u00e8 inutile negarlo, non aiuta le mostre kolossal, quelle in cui i grandi spazi fanno la differenza. Ma \u00e8 perfetto per le \u201cmostre bomboniera\u201d, quelle che invece sono una sorta di piccolo scrigno che si apre su altri scrigni. E se con \u201c<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/calvino-cantafavole-il-racconto-di-massimiliano-lussana\/\" target=\"_blank\">Calvino cantafavole<\/a>\u201d il risultato non era stato epocale \u2013 anche per la qualit\u00e0 dei materiali esposti che, in qualche modo, erano il lato B della grande esposizione dedicata a Calvino alle Scuderie del Quirinale a Roma e quindi, a tratti funzionava un po\u2019 come il decluttering di quello che era stato esposto nella Capitale \u2013 qui invece il risultato \u00e8 perfetto.<br \/>Perch\u00e9 ogni materiale, ogni quadro, ogni libro, ogni immagine esposta ha una sua logica e un suo perfetto inserimento nel racconto. E, soprattutto, racconta la ricerca del \u201cBello\u201d assoluto da parte di Franco Maria Ricci.<br \/><br \/>E anche qui, come spesso capita raccontando \u201cI mercoled\u00ec (e non solo) della cultura\u201d butto l\u00ec idee, concetti, parole, nomi. Che poi aprono mondi come fosse una matrioska di idee, una finestra che si allarga su altre finestre, dove non sai pi\u00f9 dov\u2019\u00e8 l\u2019orizzonte, n\u00e9 da dove sei partito, ma proprio questo \u00e8 il suo bello, la sua ricchezza: e cos\u00ec \u00e8 quasi inevitabile non partire dalla collaborazione fra FMR e <strong>Borges<\/strong>, con \u201c<strong>La biblioteca di Babele<\/strong>\u201d che mette insieme i testi pi\u00f9 esclusivi e amati, ma contemporaneamente pu\u00f2 essere letta insieme ai diciotto volumi dell\u2019<strong>Enciclopedia di Diderot<\/strong>, ma anche a quelli di<strong> Luigi Serafini<\/strong>, che realizz\u00f2 anche lui con Franco Maria Ricci un\u2019enciclopedia, ma senza veri testi e con un alfabeto completamente inventato. <strong>FMR<\/strong>, la rivista, \u00e8 s\u00ec l\u2019acronimo del nome dell\u2019autore e editore, ma se letto alla francese anche <em>Efemer<\/em>, che \u00e8 una parola splendida, \u201cla perla nera\u201d per <strong>Federico Fellini<\/strong>, \u201cla rivista pi\u00f9 bella del mondo\u201d per <strong>Jacqueline Kennedy<\/strong>.<br \/><br \/>Vedere il video nell\u2019ultima sala, che \u00e8 qualcosa fra il magical mistery tour dei Beatles, un filmato psichedelico e la gioia dei colori, racconta la mostra e la vita di Ricci senza una parola, ma semplicemente con le immagini, come sarebbe piaciuto a lui. Particolarmente significativa, quando cedette la rivista per poter realizzare l\u2019altro suo sogno, quello del labirinto, l\u2019immagine della rosa simbolo dell\u2019editrice che perde i petali, come fossero lacrime. L\u2019ultimo editoriale.<br \/>E poi, per l\u2019appunto, il <strong>Labirinto della Masone<\/strong> di <strong>Fontanellato<\/strong>, l\u2019ultimo sogno, in provincia di Parma, dove le forme della razionalit\u00e0 incontrano l\u2019idea della citt\u00e0 ideale, in qualcosa che mette insieme Borges, che infatti sta proprio di fronte, come se gli allestimenti raccontassero la stessa storia da due punti di vista speculari, ma anche la campagna emiliana e i suoi sapori, ma anche Tommaso Campanella, l\u2019utopia, i falansteri e il sogno di Owen o Fourier.<br \/><br \/>\u00c9 come un gioco di rimandi dove si cerca tutto e dove si pu\u00f2 trovare di tutto, questa mostra: i <strong>caratteri Bodoni<\/strong> \u2013 che ovviamente sono il marchio di fabbrica e il cuore del pensiero di FMR \u2013 ma anche il maglione e i colori di Missoni, i biglietti dell\u2019Alitalia, uno diverso dall\u2019altro, che ci sono rimasti in tasca anche dopo la sparizione della compagnia e che, a differenza dei punti Millemiglia, sono maledettamente reali, loro che sembravano quasi finti all\u2019inizio, con quegli scontornati che uscivano come sempre sul nero dominante dell\u2019immaginario di Ricci.<br \/><br \/>E ancora marchi della nostra giovent\u00f9: quello di Poste Italiane \u2013 non l\u2019ultimo, ma che \u00e8 ancora possibile trovare in qualche ufficio postale decentrato dove il restyling giallo e blu non \u00e8 ancora passato e anche in una delle sedi di Sampierdarena \u2013 e quello di Banca Manusardi, che ci riporta alle copertine di Class e di Capital che di Ricci erano l\u2019emulazione ma, non potendo mai eguagliarlo, si limitavano ad omaggiarlo deferenti. Oppure le cucine della Smeg.<br \/><br \/>Insomma, c\u2019\u00e8 dentro il miglior design italiano, ma anche la santificazione della piccola e media impresa che \u00e8 la spina dorsale del nostro Paese, ma anche il racconto \u2013 che oggi ci sembra impossibile \u2013 di quando l\u2019Italia era la quarta potenza al mondo. E non parliamo del Medioevo o di Goffredo di Buglione.<br \/>Questa straordinaria ricerca del bello, sempre e comunque, quasi assoluta, quasi filosofica, si ritrova anche nelle citazioni del classicismo di Canova e nella sala dove, grazie semplicemente a uno specchio, pare di entrare nella biblioteca di FMR, e dove si viaggia dalla via Emilia al West, dal trash al sublime, dalle copie maldestre agli splendidi originali, da Roland Barthes a Ligabue e la sua follia, con Cesare Zavattini e forse anche Francesco Guccini e Umberto Eco come possibili tratti unificanti.<br \/><br \/>Insomma, \u00e8 impossibile non innamorarsi di FMR, a partire dal suo sole dorato che ovviamente risalta straordinariamente in mezzo al nero.<br \/>Non \u00e8 la mostra pi\u00f9 bella di sempre. Ma fa entrare in un mondo. \u00c9 di pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Massimiliano Lussana racconta la mostra dedicata a Franco Maria Ricci, visitabile fino al 30 giugno alla Loggia degli Abati di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":7455,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[381],"tags":[97,551],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7454"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7454"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7454\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7455"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7454"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7454"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}