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Questo significativo caso clinico \u00e8 stato oggetto di un articolo di prossima pubblicazione sull&#8217;<strong>International Journal of Surgery<\/strong>.<br \/><br \/>L&#8217;operazione ha coinvolto un uomo di 60 anni, affetto da disfunzione erettile non responsiva alle terapie orali con inibitori della PDE-I e all&#8217;iniezione intracavernosa di alprostadil. La disfunzione era stata causata da un incidente in moto &#8211; avvenuto anni prima &#8211; nel quale il soggetto aveva riportato fratture multiple delle vertebre lombosacrali, con lesioni midollari incomplete a livello S2-S4. Il paziente, nel 2015, aveva inoltre subito un arresto cardiaco, durante un intervento chirurgico al ginocchio per disordini posturali derivanti dall&#8217;incidente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2024\/02\/gallo-giua-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7396\" srcset=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2024\/02\/gallo-giua-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2024\/02\/gallo-giua-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2024\/02\/gallo-giua-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2024\/02\/gallo-giua.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;urologo Fabrizio Gallo e l&#8217;anestesista Donatella Giua<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00abL&#8217;alto rischio anestesiologico dovuto al precedente arresto cardiaco e l&#8217;impossibilit\u00e0 di eseguire un&#8217;anestesia spinale a causa del pregresso posizionamento di una placca vertebrale lombosacrale ci hanno portato alla proposta di impiantare il dispositivo a tre componenti, in anestesia locale\u00bb spiega <strong>Aldo Franco De Rose<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL&#8217;impianto di una protesi peniena rappresenta una valida opzione terapeutica quando un trattamento farmacologico risulti inefficace o controindicato. Le ricerche riportano tassi di soddisfazione del paziente (e del partner) che variano dal 75% al 100%, a seconda del tipo di protesi. Questi dispositivi sono oggetto di costante sviluppo e hanno raggiunto oggi un&#8217;elevata affidabilit\u00e0 meccanica e di sicurezza. Anche se queste procedure vengono generalmente eseguite in anestesia spinale, alcuni autori riportano risultati incoraggianti con l&#8217;impianto di protesi peniene semirigide o a due componenti in anestesia locale, solitamente con sedazione endovenosa. Fino a oggi, per\u00f2, nessun autore aveva documentato l&#8217;impianto di un dispositivo a tre componenti in anestesia locale\u00bb.<br \/><br \/>I risultati sono stati eccellenti. Il paziente non ha riportato alcun dolore durante l&#8217;intervento e il follow-up \u00e8 stato privo di eventi avversi. Un mese dopo l&#8217;intervento chirurgico \u2013 tempo necessario di attesa post-operatoria \u2013 il paziente ha segnalato il primo rapporto sessuale soddisfacente.<br \/><br \/>Tra le criticit\u00e0 da monitorare, le pi\u00f9 significative sono le possibili infezioni.<br \/>\u00abLa protesi rilascia automaticamente un antibiotico mezz&#8217;ora dopo l&#8217;impianto, riducendo cos\u00ec il rischio di questa eventualit\u00e0. \u00c8 tuttavia necessaria molta attenzione, poich\u00e9 l&#8217;insorgere di un&#8217;infezione impone la rimozione della protesi. A questo proposito, ringrazio Montallegro &#8211; dove ho eseguito diversi interventi negli ultimi tre anni senza alcun problema &#8211; per la grande attenzione alle procedure di sterilit\u00e0 all\u2019interno del blocco operatorio e nel post-operatorio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Alcune domande al Dr. Franco De Rose<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Come si svolge l&#8217;intervento?<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 un intervento che presenta una certa complessit\u00e0 e necessita esperienza, poich\u00e9 richiede tre fasi chirurgiche. La prima consiste nell&#8217;inserimento delle protesi nei due corpi cavernosi del pene. Successivamente, nella fase scrotale-perineale, si posiziona il dispositivo (di gonfiaggio) per l\u2019attivazione della protesi. Conclude l&#8217;intervento la fase pi\u00f9 complessa, quella addominale, dove si posiziona il palloncino della protesi contenente il serbatoio d&#8217;acqua, richiamata ai cilindri per ottenere l\u2019erezione\u00bb.<br \/><br \/><strong>C&#8217;\u00e8 un&#8217;et\u00e0 limite per questo tipo di interventi?<br \/><\/strong>\u00abNo, le protesi peniene vengono impiantate a tutte le et\u00e0. Nei pi\u00f9 giovani, si procede quando la funzionalit\u00e0 erettile \u00e8 compromessa a causa di traumi, incidenti o interventi alla prostata precoci. La fascia d&#8217;et\u00e0 pi\u00f9 comune \u00e8 sopra i 60 anni, quando diverse condizioni &#8211; come diabete, ipercolesterolemia e altre patologie che compromettono la circolazione sanguigna &#8211; rendono necessario l&#8217;impianto di una protesi per una soddisfacente vita sessuale\u00bb.<br \/><br \/><strong>Come funziona la protesi peniena?<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 sufficiente premere la \u201cpompetta\u201d posizionata nello scroto, tra i due testicoli. Ci\u00f2 permette di ottenere un&#8217;erezione; al termine del rapporto sessuale, la protesi pu\u00f2 essere sgonfiata premendo un pulsante facilmente individuabile con palpazione digitale\u00bb.<br \/><br \/><strong>La protesi influisce sulla sensibilit\u00e0 del pene?<\/strong><br \/>\u00abAssolutamente no. La protesi garantisce la completa rigidit\u00e0 del pene durante il rapporto sessuale, senza minimamente compromettere la sensibilit\u00e0 del membro\u00bb.<br \/><br \/><strong>Causa qualche disagio?<br \/><\/strong>\u00abNo, si tratta di una protesi estremamente sofisticata che non causa alcun fastidio o imbarazzo, essendo praticamente invisibile a pene sia flaccido sia in erezione\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aldo Franco De Rose, urologo e andrologo, esecutore della procedura chirurgica, descrive la tecnica utilizzata, oggetto anche di un articolo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":7395,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[141],"tags":[36,143],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7392"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7392"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7392\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7395"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7392"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7392"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7392"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}