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E quando c\u2019\u00e8 di mezzo anche <strong>Villa Montallegro<\/strong> funziona cos\u00ec, in un circolo virtuoso dell\u2019arte.<br \/>Tutto questo per dire che siamo tornati a <strong>Palazzo Rosso<\/strong>, dove gi\u00e0 eravamo stati per raccontare delle scelte di <strong>Franco Albini<\/strong>, dei suoi allestimenti, dell\u2019ufficio e dell\u2019appartamento del curatore che diventano essi stessi esposizione, della scala ottagonale che \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi pericoli esistenti in natura per noi non snellissimi \u2013 rubensiani, direbbe Vittorio Sgarbi \u2013 che siamo una categoria dello spirito. Lo stesso <strong>Francesco Berti Riboli <\/strong>\u00e8 rubensiano per dire dell\u2019anima e motore dei mercoled\u00ec di Montallegro; <strong>Giorgio Maietta Farnese<\/strong> \u00e8 caravaggesco, con il metabolismo pi\u00f9 straordinario esistente in natura; <strong>Luca Spigno <\/strong>sembra uno di quei diavoletti sorridenti e un po\u2019 sadici delle illustrazioni di Gustavo Dor\u00e8, dove la Divina Commedia diventa ancora pi\u00f9 infernale nei primi trentatre canti, tanto pi\u00f9 duri dei personaggi paciarotti disegnati da Francesco Gonin per i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni e la sua versione originale.<br \/><br \/>Insomma, abbiamo risalito i pericolosissimi gradini ottagonali, ma semplicemente perch\u00e9 quando sei dentro Palazzo Rosso non usciresti mai, alla ricerca di ogni particolare, e infatti questa volta ci siamo soffermati personalmente sulle sale dei \u201c<strong>presepi alla genovese<\/strong>\u201d, una mostra che ospita le statuine artistiche non inserite nel contesto del presepe, ma raggruppati a seconda dei personaggi: Bambini con Bambini, pastori con pastori, cammelli con cammelli e via di questo passo e anche in questo caso con il razionalismo di Albini a contrappuntare il tutto. Vetrinette dalle forme geometriche con il vetro e le strutture di metallo minimalisti appoggiati su uno strato di stoffa vellutata rossa, ma anche in questo caso il meno invasiva possibile, proprio a tradurre anche qui il pensiero di Albini. Che pu\u00f2 piacere o no, ma \u00e8 un grande valore aggiunto che rende unici i Musei di Strada Nuova rispetto ad analoghe esposizioni in Italia o nel mondo.<br \/>Ecco, c\u2019\u00e8 la prova provata di quello che vi ho detto all\u2019inizio: siamo arrivati a riga 25 di questo capitolo di \u201cGenovese, per caso\u201d e ancora \u2013 preso da Palazzo Rosso \u2013 non ho ancora iniziato a raccontare il vero oggetto di questo Mercoled\u00ec (e non solo) della cultura, che \u00e8 l&#8217;<strong>Appartamento Reale di Anton Giulio II Brignole Sale<\/strong>.<br \/>Quasi un \u201cPalazzo Rosso due \u2013 la vendetta\u201d rispetto al primo capitolo quando eravamo andati alla scoperta dell\u2019appartamento della Signora, delle sue toilettes, della biblioteca e del piano nobile.<br \/>Invece, questa \u00e8 una storia gioiosamente peccaminosa.<br \/><br \/>Perch\u00e9 il marchese, oltre alla moglie e ai suoi numerosi figli, sei, roba che nemmeno i neocatecumenali pi\u00f9 incalliti, che aveva sistemato nel palazzo di fronte, aveva questo appartamento privato che riservava alle amiche, diciamo cos\u00ec, e che \u2013 a tratti \u2013 dal colore rosso di fondo, agli specchi ovunque, elemento felicemente voyeuristico, al letto-alcova, sembrano presi di peso dai pi\u00f9 divertenti film di Tinto Brass.<br \/>\u00a0E cos\u00ec siamo andati alla scoperta di tutti gli spazi privati delle \u201cmezzarie\u201d di Palazzo Rosso e della vita del marchese Anton Giulio Il Brignole Sale: la piccola Galleria di dipinti, il Salottino degli specchi, la Sala della Grotta e, giusto per restare in tema, l\u2019Alcova. Che non \u00e8 nemmeno un\u2019idea originale, ma un\u2019importazione dalla Francia. Il Marchese ebbe infatti modo di ammirare nella reggia di Versailles l\u2019Alcova del Delfino, decidendo al suo ritorno a Genova di trasformare casa sua in un ambiente altrettanto lussuoso e spettacolare.<br \/>E qui a raccontare la storia chiamo in aiuto anche l\u2019invito con cui Villa Montallegro ci ha convocato, facendoci venire l\u2019acquolina in bocca anche se era il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia e non ancora Natale: \u201c<em>Anton Giulio era un uomo colto, raffinato, esteta e amante del lusso, che si concedeva spese folli: un esempio su tutti la piccola carrozza per i suoi cani. Altra sua grande passione erano le donne: oltre alla moglie Isabella, numerose erano le relazioni extraconiugali del Marchese.<br \/>A questo atteggiamento libertino si contrappone per\u00f2 una grande personalit\u00e0 politica: fu ambasciatore della Repubblica di Genova a Parigi e Milano, dove si contraddistinse per le sue fini abilit\u00e0 diplomatiche<\/em>\u201d.<br \/>E qui, in qualche modo si pu\u00f2 anche dire che forse sono doti che non si contrappongono e che le \u201cfini abilit\u00e0 diplomatiche\u201d erano necessarie al \u201cpovero\u201d marchese per gestirsi tutte le sue donne, come sa chiunque debba divincolarsi fra il pubblico femminile.<br \/><br \/>Cos\u00ec abbiamo visto di tutto e di pi\u00f9: la stanza con i contorni gi\u00e0 pronti per diventare la quadreria, come fosse il lavoro di un architetto disegnato \u201cin brutta\u201d, la sala da pranzo immaginata per l\u2019appunto all\u2019interno di una grotta dove \u00e8 di roccia persino il tavolo, le porte di armadi nascosti che danno su cabine armadio che nemmeno Chiara Ferragni, le chinoiserie sul parquet con i monogrammi di famiglia, i guardaroba e i bagnetti come dependances delle sale, la vista su via Garibaldi e su Palazzo Tursi, la Galleria degli specchi in miniatura, in un tourbillon di scoperte che si rincorrevano fra loro.<br \/>E poi, come sempre, i racconti della squadra di Raffaella Besta, Margherita Priarone e Martina Panizzutt, che arricchiscono il tutto di particolari, come l\u2019acqua che ha lasciato il segno ancora su un soffitto e la nostra guida ci racconta che \u00e8 eredit\u00e0 di un incendio che si sprigion\u00f2 e che fu spento con acqua di mare, che ha lasciato segni di salsedine e di salmastro un po\u2019 ovunque sulla muratura.<br \/><br \/>Poi, quasi in un circolo virtuoso di via Garibaldi, appena usciti, in vico Boccanegra c\u2019\u00e8 il Teatro di Strada Nuova dove si formano i ragazzi che si preparano ad essere divulgatori alla prossima edizione dei Rolli Days e il loro professore Giacomo Montanari parla nuovamente del marchese, della sua passione per la cultura e della sua gioia di gestire la biblioteca.<br \/>Con Anton Giulio che si segna minuziosamente i libri dati e avuti, come il pi\u00f9 scrupoloso dei bibliotecari.<br \/>E con la biblioteca che abbiamo appena visto nel Mercoled\u00ec (e non solo) della cultura di Villa Montallegro, un cerchio si chiude.<br \/>Meglio della O di Giotto.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Massimiliano Lussana ci racconta l&#8217;alcova del Marchese libertino Ci sono mercoled\u00ec (e non solo) della cultura che raddoppiano, triplicano, si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":7355,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[381],"tags":[383,427],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7354"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7354"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7354\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7355"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}