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E lui \u00e8 un sadico del piacere dell\u2019arte, capace di organizzare una visita a una galleria d\u2019arte moderna o addirittura alla pinacoteca divisionista di Tortona, nella terra di mezzo fra Piemonte, Liguria e Lombardia, dopo libagioni con gli amici. Dove a essere soggetti del divisionismo \u2013 nel senso strettamente letterale della parola \u2013potevano essere gli amici satolli e mezzi \u2018mbriachi del combinato disposto fra il Timorasso e le poesie immortali di <strong>Francesco Illuzzi<\/strong>.<br \/><br \/>Ma, stavolta, per questo mercoled\u00ec (e non solo) della cultura, se possibile, la parola \u201cspeciale\u201d ha un significato ancor pi\u00f9 forte, proprio perch\u00e9 da un lato parliamo di sale normalmente chiuse e dall\u2019altro si tratta di un\u2019ala del museo dove si espongono opere che non sono certamente prive di valore, ma che in un\u2019ideale gerarchia dell\u2019importanza pittorica vengono dopo quelle esposte nelle sale \u201cnormali\u201d del palazzo. Insomma, se fosse una partita di calcio saremmo fra gli infortunati, gli squalificati, la panchina e la tribuna, cio\u00e8 mezza Juventus di oggi per omaggiare proprio Berti Riboli che (nessuno \u00e8 perfetto) \u00e8 un \u201cgobbo\u201d sfegatato. Eppure, anche fra le riserve possono esserci anche dei campioni. Per restare nella metafora, Garcia a Napoli teneva in panchina Kvara e Zielinski\u2026 Poi, Garcia non ha fatto una bella fine, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<br \/><br \/>L\u2019ultimo tassello di questo parallelismo fra calcio e arte \u00e8 la curatrice di tutto questo, <strong>Margherita Priarone<\/strong>, che \u00e8 una fantasista dell\u2019esposizione dell\u2019arte, capace di saltare l\u2019uomo e di dribblare ogni esposizione paludata e con la forza e la capacit\u00e0 di raccontare la verit\u00e0 e nient\u2019altro che la verit\u00e0 con una passione e una capacit\u00e0 di divertire e interessare coloro che ascoltano davvero trascinante. Persino per chi, come chi scrive, non ha Pierfrancesco Piola, Luca Cambiaso, Domenico Fiasella, Bernardo Strozzi, Giovanni Andrea De Ferrari, Domenico Piola, Gioacchino Assereto e tutte le loro famiglie \u2013 perch\u00e9 qui ci sono generazioni e generazioni alle prese con la pittura \u2013 fra i propri principali beni culturali pittorici.<br \/>E cos\u00ec questo mercoled\u00ec diventa un viaggio attraverso gli allestimenti voluti da <strong>Franco Albini<\/strong>, con tanto di pezzi moderni e di sedie da spiaggia, ma anche una lettura filologica di tutta la storia, comprese le vicissitudini di Palazzo Bianco.<br \/><br \/>Cos\u00ec Margherita riesce a entusiasmarsi raccontando le storie dei restauratori e le loro specificit\u00e0 nell\u2019operare: \u201cGuardate come si vede che questi restauri risalgono agli anni Cinquanta, con reintelaiatura e schiacciamento della tela di Bernardo Castello\u201d. E non manca nulla, nemmeno l\u2019arte di illuminare i quadri \u201ccon le luci che qui nel deposito non sono ancora sufficientemente studiate, ma ci arriveremo\u201d, ma anche ad accarezzare con gli occhi opere che lei pensa meriterebbero l\u2019esposizione principale, ma sono qui semplicemente perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 abbastanza spazio o non ci sono abbastanza custodi per tutti nelle sale \u201cufficiali\u201d o anche perch\u00e9 sono disorganiche rispetto a una narrazione artistica scelta ai piani inferiori.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, possono essere mille i motivi per cui un quadro \u00e8 qui e non nelle sale visitabili tutti i giorni.<br \/>E qui arriviamo al racconto anche fisico di tutto questo: perch\u00e9 Palazzo Bianco ha addirittura due depositi, questo che \u00e8 una vera e propria esposizione aggiunta e un deposito pi\u00f9 tradizionale nei sottotetti come ce lo immaginiamo con le tele pi\u00f9 grandi adagiate in orizzontale e un ulteriore spazio dedicato alle cornici, catalogate anch\u2019esse per la scelta di Albini di esporre i quadri quasi tutti \u201cnudi\u201d e senza cornice \u201ccome coleotteri\u201d, come venne scritto e non per fare un complimento alla scelta. Molto minimalista, ma a mio parere anche molto azzeccata.<br \/>Ma lo straordinario e preziosissimo racconto di Margherita Priarone, oltre che sui particolari artistici, si concentra anche sulle vicissitudini storiche delle collezioni e a tratti si dipana come un romanzo giallo, con il racconto di interminabili discussioni a Palazzo Tursi in consiglio comunale dedicate alle attribuzioni e alla loro veridicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E c\u2019\u00e8 anche una protagonista assoluta di questo \u201cVeramente falso\u201d, come fosse un disco di Fiorello applicato alla pittura: <strong>Caterina Marcenaro<\/strong>, la curatrice che port\u00f2 a Genova Albini, ma che non andava troppo per il sottile quando c\u2019era da esporre qualcosa che magari non era un Van Dyck, un Rubens o un Tiziano, ma veniva venduto proprio come se fosse un Tiziano originale.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, certo, un giorno, come il bimbo che dice che il re \u00e8 nudo ne \u201cI vestiti nuovi dell\u2019imperatore\u201d, Camillo Manzitti si present\u00f2 tranquillo tranquillo e disse: \u201cPeccato che per\u00f2 l\u2019originale di questo quadro sia esposto in un altro Paese e che quindi questa sia una copia\u201d. Poi, come detto, la questione divenne un tormentone, anche politico.<br \/>In qualche caso, il dubbio sull\u2019autenticit\u00e0 di alcuni quadri esposti resta ancor oggi, come l\u2019\u201dEcce homo\u201d di Caravaggio contestato da alcuni, ma al momento \u201cautentico\u201d; ma altri casi sono clamorosi, come una serie di dipinti &#8211; anche belli, va detto &#8211; attribuiti a Van Dyck, che vennero smascherati uno a uno quando si spieg\u00f2, semplicemente con l\u2019ausilio delle guide turistiche e dei cataloghi dei musei, uno a uno dove stavano realmente i quadri impropriamente attribuiti al pittore fiammingo: \u201dNo, guardate questo, quello vero intendo, \u00e8 esposto a Londra\u201d. \u201cNo, ragazzi, vi sbagliate quest\u2019altro \u00e8 a Madrid\u201d. \u201cMa non vi siete accorti che questa \u00e8 la copia identica di quello originale che sta a Vienna?\u201d. Insomma, non propriamente un successone, da cui per\u00f2 le gestioni successive del museo, in una sorta di ex malo bonum, hanno per\u00f2 tratto un percorso diverso e ora reale, verrebbe da dire con un ossimoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni sala \u00e8 l\u2019occasione per Margherita Priarone per raccontare le sue avvincenti storie, come se \u2013 oltre al deposito pregiatissimo dei quadri \u2013 fosse portatrice di un deposito delle storie.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, queste storie, anche quando raccontano quadri falsi, sono capolavori veri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Massimiliano Lussana racconta lo speciale Mercoled\u00ec della cultura che Montallegro ha dedicato all&#8217;ampio spazio del Deposito di Palazzo Bianco, in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":7328,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[381],"tags":[383],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7327"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7327"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7327\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7328"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7327"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7327"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7327"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}