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E poi il cuore messo in \u201cBook Pride\u201d, la tre giorni della fiera italiana dell\u2019editoria indipendente, giunta alla quinta edizione e mai cos\u00ec importante come quest\u2019anno con Genova capitale italiana del libro. <br \/><br \/>E ancora il sostegno all\u2019esposizione gratuita nella Sala Chierici della Berio della guest star dell\u2019edizione autunnale dei Rolli Days: l\u2019<strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/per-i-rolli-days-loffiziolo-durazzo-fa-il-suo-ritorno-in-pubblico\/\" target=\"_blank\">Offiziolo Durazzo<\/a><\/strong> che ha richiamato migliaia di visitatori, curiosi di ammirarlo sia nella sua splendida legatura in argento cesellato e rubini sia nelle sue pagine interne, tutte tinte di porpora e miniate interamente in oro. Un capolavoro della miniatura rinascimentale che era stato esposto al pubblico l\u2019ultima volta nel 1969 e prende il nome del suo ultimo proprietario, Marcello Luigi Durazzo, che lo don\u00f2 alla Biblioteca Berio nel 1847. \u00c8 una raccolta di salmi e preghiere (uffici) da recitare nelle ore canoniche della giornata, da cui la definizione di \u201clibro d\u2019ore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, Montallegro e cultura sono praticamente un\u2019endiadi, un\u2019espressione che va letta tutta insieme, ma se possibile l\u2019appuntamento di mercoled\u00ec con la visita guidata alla mostra \u201c<strong><a href=\"https:\/\/palazzoducale.genova.it\/mostra\/calvino-cantafavole\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Calvino Cantafavole<\/a><\/strong>\u201d in corso fino al 7 aprile 2024 a Palazzo Ducale, alla Loggia degli Abati e a Casa Luzzati, \u00e8 di quelli che pi\u00f9 di tutti hanno avuto un valore aggiunto dal sapore di Villa Montallegro e quindi dalla visita guidata.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 \u201cCalvino Cantafavole\u201d \u00e8 quasi il secondo tempo di \u201c<strong>Favoloso Calvino<\/strong>\u201d, la mostra che \u00e8 in corso contemporaneamente a quella di Genova a <strong>Roma<\/strong> alle <strong>Scuderie del Quirinale<\/strong> e che \u00e8 stata visitata alla sua apertura anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme al presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, ripetendo lo schema che era gi\u00e0 stato sperimentato con il progetto \u201cSuperbarocco\u201d, in cui Genova, Palazzo Ducale e Roma, Scuderie del Quirinale sono state per qualche mese lo stesso posto, superando ogni barriera spaziotemporale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, ovviamente, una mostra dedicata a uno scrittore, sia pure visionario, non \u00e8 di immediata comprensione. Un quadro lo guardi e ti piace o no, ma uno scrittore lo leggi ed \u00e8 chiaro che leggerlo in una mostra non \u00e8 semplicissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, complice una guida di Laigueglia davvero appassionata e coinvolgente, ne \u00e8 uscito un grande mercoled\u00ec e una grande cultura che ha trasformato quelli che potrebbero sembrare oggetti, libri, immagini e video affastellati in uno splendido percorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Che, come sempre in \u201cGenovese, per caso\u201d provo a raccontarvi trasferendovi le emozioni, festeggiando anche il record di adesioni ai vari gruppi di visita arrivati sulla mail di <strong>Francesco Berti Riboli<\/strong>, con il suo leggendario inchiostro verde diventato smeraldo.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, siamo partiti dal racconto dell\u2019<strong>orto di Calvino<\/strong> &#8211; evidentemente un ottimo stimolo nel Ponente ligure che mi ha riportato alla memoria lo splendido \u201cElogio del pomodoro\u201d di Cervo Ligure firmato da Pietro Citati, uno dei pi\u00f9 bei libri che abbia letto negli ultimi anni \u2013 decisivo per capire la <em>weltanschauung <\/em>come dicono quelli che parlano bene, dello scrittore sanremese.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi l\u2019orto, e quindi le coltivazioni, e quindi il padre che lo svegliava tutti i giorni alle quattro e mezza per raccogliere frutta e verdura, e quindi l\u2019iscrizione ad agraria, che non sembrerebbe il primo posto a cui si pensa per uno dei maggiori scrittori italiani del Novecento.<\/p>\n\n\n\n<p>E ancora due intere sale dedicate all\u2019amore di Calvino per l\u2019infanzia e per il mondo delle favole, con anche la sua passione per \u201c<strong>Viperetta<\/strong>\u201d di<strong> Antonio Rubino<\/strong>, ma stiano tranquilli i tifosi blucerchiati, perch\u00e9 \u00e8 solo un omonimo. E campeggia a fianco di una seggiolina di legno colorata che diventa essa stessa personaggio, alle figure dei libri per bambini e soprattutto del \u201cCorriere dei piccoli\u201d. E il mondo della fiaba, oltre ovviamente ai libri di Calvino, trionfa anche al bookshop, che \u00e8 quasi una definizione di aderenza a ci\u00f2 che si vede in mostra, al suo spirito. A tratti, come fosse una sala aggiuntiva, una delle migliori.<\/p>\n\n\n\n<p>E tutto questo riporta a ci\u00f2 che Calvino ha scritto: il barone rampante sull\u2019albero \u00e8 il giardino di villa Meridiana, la citt\u00e0 mai citata \u00e8 chiaramente Sanremo, quella industriale ovviamente Torino dove Italo va a lavorare alla Einaudi.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutto questo, i libri della casa editrice dello Struzzo sono i pi\u00f9 presenti nelle sale, ma alternati a presenze completamente diverse e pi\u00f9 inattese: tanti numeri de \u201c<strong>Il Vittorioso<\/strong>\u201d che ha fatto sognare una generazione di ragazzi, ma anche il \u201cLibro della quinta classe elementare\u201d e il \u201cLibro per la quinta classe dei centri urbani\u201d (si tenga conto che \u00e8 pubblicato nel 1942), ma anche la collezione de \u201c<strong>Il politecnico<\/strong>\u201d di <strong>Elio Vittorini<\/strong>, i manifesti del Piccolo con le opere di Bertolt Brecht rilette da Giorgio Strehler e l\u2019Adelchi di Vittorio Gassmann, quasi una risposta a quello di Carmelo Bene. Con osservazioni sul fatto che, ancora nel 1955, i due terzi degli italiani parlavano esclusivamente dialetto e non la lingua italiana, che poi si \u00e8 diffusa grazie alla televisione, alla Rai e al maestro Manzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u2013 in questa mostra molto disordinata e affascinante proprio perch\u00e9 completamente disorganica e un po\u2019 folle, senza un percorso bene definito, ma che lascia il percorso proprio al visitatore &#8211; non mancano i riferimenti, anche visivi, alla <strong>musica<\/strong>: Calvino scrisse anche una canzone, \u201c<em>Sul verde fiume Po<\/em>\u201d, per Cantafavole, che era una diretta emanazione del gruppo dei Cantacronache, il primo esempio di canzone politica in Italia. Poi, un capolavoro \u00e8 un\u2019altra cosa, ma questo \u00e8 il racconto della mostra, non la hit parade. Si ricorda l\u2019amicizia di Calvino con Virgilio Savona e Lucia Mannucci, cio\u00e8 met\u00e0 del Quartetto Cetra, ma anche con <strong>Luciano Berio<\/strong>, cio\u00e8 il compositore pi\u00f9 difficile da capire per chi ama il pop e la sala dei tarocchi \u2013 meraviglia di Finalborgo \u2013 con i libri di<strong> Franco Maria Ricci<\/strong>, ma anche le tele di <strong>Lele Luzzati <\/strong>che riportano all\u2019<strong>ultimo tour di Fabrizio De Andr\u00e8<\/strong>, con Luvi e Cristiano sul palco insieme a lui, e il video del concerto al Teatro Brancaccio di Roma con l\u2019organizzazione di Adele Di Palma e per l\u2019appunto le immagini di Luzzati, i giganteschi personaggi delle carte che poi avevano il loro trionfo in \u201cVolta la carta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si dir\u00e0: non c\u2019\u00e8 mostra senza quadri. Eccoli: <strong>Enrico Baj<\/strong> con la sua follia programmatica, uno splendido <strong>Massimo Campigli<\/strong>, \u201cTeatro con attrici\u201d, i teatrini, e poi la sala del \u201cGenius loci\u201d, tutta dedicata alla Liguria: il lido di Albaro con le tende, <strong>Rubaldo Merello<\/strong> con i suoi quadri fatti di puntini di colore, e <strong>Eso Peluzzi<\/strong>, il cantore della Valbormida che, se non ci vai, non scopri quanto \u00e8 bella.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, questa mostra, una roba strana.<br \/>Ma l\u2019unico modo di raccontare uno scrittore: con le suggestioni.<br \/><br \/>A \u201cX Factor\u201d direbbero che \u2013 soprattutto con la guida \u2013 arrivano tutte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra sar\u00e0 visitabile fino al 7 aprile 2024 a Palazzo Ducale, alla Loggia degli Abati e a Casa Luzzati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":7297,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[381],"tags":[383,551],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7296"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7296"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7296\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7297"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7296"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7296"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7296"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}