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Ne ha persino di positivi (scherzo, a scanso di equivoci). Camminare per via Giustiniani, via San Bernardo, arrivare a Santa Maria di Castello, a Sarzano e a San Lorenzo e imbattersi in un centro storico che vive e splende, dove ogni portone e ogni vetrina riservano sorprese architettoniche e di design \u00e8 qualcosa che riempie il cuore e la vista, l\u2019anima e le viscere. S\u00ec, anche le viscere, perch\u00e9 ti ribolle un po\u2019 il sangue vedendo quel che queste strade potrebbero essere 365 giorni all\u2019anno, 366 nei bisestili, e non sempre sono.<\/p>\n<p>Insomma, la fatina buona di tutto questo, met\u00e0 Maga Mag\u00f2, met\u00e0 Amelia la fattucchiera, \u00e8 <strong>Betta Rossetti<\/strong>, colei che pi\u00f9 di tutti ha creduto nel DiDe, il distretto del design e che \u2013 ora possiamo dirlo \u2013 ha stravinto la sua scommessa. Che sembrava una follia. E indubitabilmente lo era, ma follia rigorosamente erasmiana. Innanzitutto, perch\u00e9 Elisabetta Rossetti \u00e8 lei stesso design vivente: con i suoi abbinamenti di colori, con il suo sorriso contagioso, con la sua forza di prenderti per sfinimento coinvolgendoti in questo progetto. E ha ragione lei, ha assolutamente ragione lei. La dimostrazione, la prova del nove, la certificazione definitiva che tutto ci\u00f2 che ho scritto fin qui \u00e8 assolutamente vero?<\/p>\n<p>Il \u201cmercoled\u00ec (e non solo) della cultura\u201d di Villa Montallegro che si \u00e8 trasferito all\u2019interno della BeDesign Week.<br \/>\nStavolta era davvero mercoled\u00ec e l\u2019incontro di cui siamo stati protagonisti in via San Bernardo 19, una delle nuove sedi \u201cilluminate\u201d dall\u2019edizione 2023 della manifestazione sul design \u2013 e mai metafora fu pi\u00f9 adatta, visto che il titolo di quest\u2019anno \u00e8 \u201cScintille di design\u201d e l\u2019energia \u00e8 il tema conduttore che lega tutte le centinaia di installazioni ed eventi della manifestazione \u2013 \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 interessanti e \u201csani\u201d (e anche in questo caso la parola non \u00e8 usata a caso) che mi sia mai capitato di moderare.<br \/>\nDiceva tutto gi\u00e0 il titolo: \u201c<strong>Design e salute: umanizzare luoghi e strumenti di cura<\/strong>\u201d. E anche il sottotitolo non scherzava: \u201cIl design, inteso come elemento fondamentale nella creazione di ambienti e strumenti che favoriscono la cura e il benessere delle persone\u201d.<\/p>\n<p>\u201cVaste programme\u201d, avrebbe detto il generale De Gaulle. E confesso che, quando sono stato coinvolto, sono stato immediatamente affascinato dal tema, ma anche un po\u2019 impaurito dal fatto che fosse in qualche modo percepito troppo \u201calto\u201d: di fronte alla malattia e soprattutto ad alcune malattie, preoccuparsi del design non rischia di essere eccessivo? Invece, tutto il mio scetticismo \u00e8 stato spazzato via dal pubblico che ha affollato il palazzo, tanto che \u00e8 stato necessario tre volte aggiungere sedie \u2013 di design \u00e7a va sans dire \u2013 per provare a fare sedere coloro che erano in piedi ai lati della corte del palazzo.<br \/>\nE qui arriva il \u201cBetta Rossetti in doppio petto\u201d, il secondo folle erasmiano di questa storia, <strong>Francesco Berti Riboli<\/strong> che \u00e8 uno dei sostenitori da sempre di questa Genova BeDesign Week, ma soprattutto \u00e8 uno che crede moltissimo in questo concetto di umanizzazione dei luoghi di cura (anche) con il design e che lo declina ogni giorno a Villa Montallegro.<\/p>\n<p>Insieme a loro ho trovato un\u2019ottima squadra: <strong>Niccol\u00f2 Casiddu<\/strong>, direttore del Dipartimento di Architettura e design, <strong>Mario Ivan Zignego<\/strong> e <strong>Silvia Pericu<\/strong>, professori allo stesso Dipartimento dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova, che hanno detto tante cose, mostrato la possibilit\u00e0 per il design di interagire con il concetto di salute, ma soprattutto hanno usato tre parole che a me \u2013 e mi \u00e8 parso guardando il pubblico davanti a noi anche a chi ascoltava \u2013 piacciono moltissimo. Le parole sono \u201cPersone\u201d, \u201cUmanesimo\u201d e soprattutto \u201cBellezza\u201d, che magari non salver\u00e0 il mondo come dice il principe Miskin di Dostoevskij, ma potrebbe salvare qualche paziente. E sarebbe gi\u00e0 moltissimo.<\/p>\n<p>E poi <strong>Davide D\u2019Aprile<\/strong>, uomo marketing di BBraun ci ha fatto vedere come \u201cdesign\u201d e \u201cGermania\u201d non sempre siano ossimori e come strumenti apparentemente \u2013 e non solo apparentemente, trattandosi di sale operatorie \u2013 asettici, come bisturi e dintorni, possano essere belli. Insomma, non tutti i tedeschi vanno in giro con calzini corti bianchi e sandali infradito.<br \/>\nAndiamo avanti: perch\u00e9 <strong>Matteo Cresti<\/strong> e <strong>Giampaolo Bonaldi<\/strong>, uomini di Esaote, ci hanno raccontato di come ci siano macchine diagnostiche, per risonanze e esami molto delicati, anche e soprattutto psicologicamente per i pazienti, in cui l\u2019\u00abeffetto claustrofobia\u00bb si somma alla preoccupazione e a volte anche alla paura insita in questo tipo di esami.<br \/>\nEcco, anche a questo serve il design, a fare stare meglio chi deve fare un esame delicato, ad ascoltare le sue paure, ad aiutare l\u2019approccio. E l\u2019esempio dei mattoncini \u201cLego\u201d che circondano gli strumenti per i bambini ha fatto capire benissimo il concetto persino a me.<\/p>\n<p>Mica finita. Perch\u00e9 <strong>Massimiliano Marchica<\/strong>, di CoeLux, ci ha raccontato di come la luce sia importante nei luoghi della salute e di come creando un \u201ccielo\u201d sopra le teste dei pazienti sia possibile svoltare nell\u2019approccio alle visite e ai reparti, con un azzurro chiaro, ma caldo, che ci ha accompagnato attraverso fotografie talmente belle che sembravano rendering. E invece erano vere.<br \/>\nInfine, ciliegina sulla torta, <strong>Andrea Puppo<\/strong>, direttore della Struttura complessa di Ginecologia e Ostetricia dell\u2019ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, che ha ribaltato il punto di vista o, meglio, l\u2019ha completato, raccontandoci la stessa storia, ma vista dal punto di vista dei medici, alle prese con problemi di spazio e di norme, magari giuste, che in qualche modo interferiscono pesantemente col lavoro del medico. Se un corrimano in corridoio contribuisce a rendere problematico il lavoro di chi \u00e8 in corsia, evidentemente la declinazione dell\u2019ospedale novecentesco non \u00e8 quella giusta.<\/p>\n<p>E devo ringraziare tutti loro, tutti coloro che ho citato e anche tutto il pubblico \u2013 che vedevo interessato, a tratti quasi avvinto da queste storie \u2013 perch\u00e9 hanno usato anche un linguaggio \u201cbello\u201d: tecnico, ma non specialistico; serissimo, ma non paludato; scientifico, ma non incomprensibile.<br \/>\nPerch\u00e9 la Bellezza \u00e8 anche quella dell\u2019uso delle parole. E in questo strano e fascinoso \u201cMercoled\u00ec della cultura\u201d, cos\u00ec diverso da tutti gli altri, di Bellezza ne abbiamo incontrata davvero tanta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In quattro edizioni \u2013 e qualche anno in pi\u00f9, perch\u00e9 ci si \u00e8 messa di mezzo la pandemia \u2013 la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":7085,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[381,139],"tags":[1143,383],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7084"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7084"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7084\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7085"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7084"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7084"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7084"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}