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Peraltro in un\u2019edizione tristissima per l\u2019Italia con Emma che \u2013 nonostante una serie di performance particolarmente provocanti e una canzone molto rock come \u201cLa mia citt\u00e0\u201d &#8211; arriv\u00f2 ventunesima, peggiore risultato di sempre della musica italiana all\u2019Eurovision. Insomma, invece Conchita vinse, proprio perch\u00e9 percepita come nuova e innovativa, capace di sorprendere. Anche coloro a cui non piaceva.<\/p>\n<p>Ecco, Man Ray \u00e8 quella roba l\u00ec e la mostra a <strong>Palazzo Ducale<\/strong> protagonista mercoled\u00ec scorso del nuovo appuntamento con \u201cI mercoled\u00ec (e non solo) della cultura\u201d, nella settimana pi\u00f9 ricca degli appuntamenti di Villa Montallegro \u2013 con una tripletta in pochi giorni fra <a href=\"http:\/\/dev1.dayone.network\/magazine\/fondamenta-2-lo-sguardo-di-giovanna-silva-su-genova\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Fondamenta 2<\/strong><\/a> a Palazzo Rosso, le bellezze dei <a href=\"http:\/\/dev1.dayone.network\/magazine\/oltregiogo-days-al-via-la-seconda-edizione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Paesi dell\u2019Oltregiogo<\/strong><\/a> e per l\u2019appunto Man Ray \u2013 \u00e8 un viaggio nell\u2019innovazione e nella capacit\u00e0 di sorprendere. Anche coloro a cui non piace.<\/p>\n<p>Dichiariamo subito anche i \u201cconflitti di interesse\u201d: se non ricordo male \u00e8 il primo appuntamento dei \u201cMercoled\u00ec della cultura\u201d a Palazzo Ducale dopo che <strong>Francesco Berti Riboli<\/strong>, che di tutto questo \u00e8 cuore e anima, in ogni senso, \u00e8 diventato vicepresidente dello stesso Palazzo Ducale, in tandem con Beppe Costa. Ecco, io dico tranquillamente che di questi conflitti di interesse ne vorrei a decine, perch\u00e9 l\u2019unico mio interesse al conflitto \u00e8 quello contro il brutto, contro l\u2019assuefazione alla mediocrit\u00e0, contro la mancata ricerca della bellezza.<br \/>\nP<\/p>\n<p>oi dico anche che io \u2013 e con me tantissimi dei partecipanti alla visita guidata \u2013 non saremmo stati in grado di comprendere la mostra se non fossimo stati accompagnati da una bravissima guida, che ci ha illuminato, un po\u2019 come le <strong>torce di Man Ray<\/strong> alla sua mostra. Cosa c\u2019entrano le torce? Ora ve lo racconto, come vi racconto tante altre storie sul tema, che sono un altro regalo dei \u201cMercoled\u00ec della cultura\u201d di Villa Montallegro.<\/p>\n<p>Insomma, un giorno Man Ray decise che l\u2019allestimento ideale della sua mostra non sarebbe stato quello con le luci fisse, ma che i visitatori avrebbero dovuto entrare nel museo completamente al buio e poi illuminare le sue opere con una torcia di cui venivano dotati all\u2019ingresso. Ma dopo due settimane l\u2019innovativa idea venne tristemente interrotta: infatti le torce facevano la stessa fine di accappatoi e ciabatte negli alberghi.<\/p>\n<p>E poi abbiamo visto un <strong>metronomo<\/strong> su cui Man Ray ha incollato la fotografia di un occhio e l\u2019opera \u00e8 intitolata provocatoriamente \u201cOggetto da distruggere\u201d e il fatto che l\u2019occhio si veda o sparisca con le oscillazioni del metronomo \u00e8 una metafora della vita. Insomma, il tempo viene scandito in maniera costante, quasi ipnotica, dal metronomo, mentre l\u2019amore, lentamente, col succedersi delle oscillazioni, svanisce.<br \/>\nUna storia e un titolo dell\u2019opera che un giorno vennero prese totalmente alla lettera da un visitatore che prese a martellate il metronomo fino a sfasciarlo.<\/p>\n<p>E poi storie, altre storie, in questa <a href=\"https:\/\/palazzoducale.genova.it\/mostra\/man-ray\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>mostra che durer\u00e0 fino a luglio<\/strong><\/a> e che di storie \u00e8 una fucina. Cominciando da un\u2019opera che mi ha riportato ad altri appuntamenti con i Mercoled\u00ec di Villa Montallegro, a partire da una fotografia, \u201c<strong>Elevage de poussi\u00e8re<\/strong>\u201d, in cui Man Ray trasforma la polvere e i suoi grumi su un\u2019opera di <strong>Marcel Duchamp<\/strong> in un\u2019ulteriore opera d\u2019arte. E qui non si pu\u00f2 non pensare alla polvere raccolta in una stanza di Montallegro poi diventata una splendida opera d\u2019arte vista a Torre San Vincenzo e anche \u2013 visto che viene evocato un paesaggio lunare \u2013 a \u201c<strong>Nuova Terraferma<\/strong>\u201d di <strong>Francesco Jodice<\/strong> con le calate e le banchine del porto di Genova diventate anch\u2019esse una sorta di nuova luna.<\/p>\n<p>E poi la mostra \u00e8 anche l\u2019occasione per vedere come oggetti di vita quotidiana vengano usati dall\u2019artista di formazione newyorkese trasformati in installazioni e sculture: un tornio, un vasetto, il metronomo di cui ho detto, ma anche un ferro da stiro che per\u00f2 non stira perch\u00e9 sotto la piastra Man Ray ci ha messo dei chiodi.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poi la <strong>stanza dei nudi<\/strong>, dove molte donne sono immortalate completamente nude con giochi di luci, di ombre e di stampe. Con una caratteristica particolare: non si tratta di modelle, ma di fidanzate e muse di Man Ray, che evidentemente si trattava bene.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 divertente vedere quanto questo artista sia multitasking. Man Ray \u00e8 uno pseudonimo e muore nel 1976, quello che \u00e8 fondamentalmente l\u2019anno della perdita dell\u2019innocenza, la morte di Pier Paolo Pasolini \u00e8 a novembre 1975, e riesce ad essere innovativo con molte delle tue scelte: dall\u2019impegno in una campagna pubblicitaria per l\u2019elettricit\u00e0, lui che sceglie di chiamarsi raggio di luce, ma in realt\u00e0 d\u00e0 la luce alle sue opere con tecniche come la solarizzazione, la stampa alla gelatina d\u2019argento e la stampa al bromuro d\u2019argento.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 la foto che \u00e8 diventata il simbolo di questa mostra, quella dei manifesti e delle brochure. Si chiama \u201c<strong>Le violon d\u2019Ingres<\/strong>\u201d ed \u00e8 una lunga serie di citazioni. Per capirci si tratta di una delle fidanzate dell\u2019artista \u2013 e ridaje \u2013 ritratta di schiena e con dei simboli di violino ai lati, con il corpo stesso che diventa violino. La modella-fidanzata questa volta \u00e8 Kiki ed \u00e8 perfetta per Man Ray e per il suo mondo di ballerine, danzatrici esotiche, spogliarelliste, contorsioniste, cantanti, modelle e donne che lavoravano nei locali notturni di Montparnasse.<\/p>\n<p>Il pittore-fotografo \u00e8 come fosse un De Andr\u00e8 francese e Kiki \u00e8 come una delle protagoniste delle storie di Faber, con cui Man Ray, a differenza delle altre instaur\u00f2 \u201cun rapporto unico e tempestoso, fatto di separazioni e riconciliazioni, dominato dalla passione\u201d. O almeno cos\u00ec assicurano le note dei cataloghi d\u2019arte. E tutto questo \u00e8 ancora pi\u00f9 bello perch\u00e9 avviene a Montparnasse che, a cavallo tra Ottocento e Novecento e fino alla Seconda guerra mondiale, fu il quartiere pi\u00f9 epico di Parigi, capace di attrarre scrittori, artisti e musicisti provenienti da tutto il mondo: fra cui Modigliani, Picasso, Matisse, Dal\u00ec, Mir\u00f2, Giacometti, Van Gogh e tanti altri.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche una professoressa, che sta visitando autonomamente la visita rispetto a noi, e che mostra a suo figlio il quadro dell\u2019Ottocento, per l\u2019appunto di Ingres, a cui si \u00e8 ispirato Man Ray. E vedere il quadro \u00e8 come attraversare la strada arrivare al Carlo Felice e vedere la Boh\u00e8me. Poi arriva <strong>Francesco Illuzzi<\/strong> e sembra quasi un\u2019ulteriore opera di Man Ray, un\u2019installazione vivente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appena si entra, la prima fotografia, con Man Ray in una fotografia dove ha mezzo viso coperto dalla barba e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":7076,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[381,139],"tags":[30,551],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7075"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7075"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7075\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7076"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7075"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7075"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7075"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}