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Franco De Cian e dagli aiuti<strong> Stefano Di Domenico<\/strong> e <strong>Matteo Mascherini<\/strong>, con il supporto dell&#8217;anestesista <strong>Gianfranco Mazzarello<\/strong> e lo staff infermieristico interno.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Prof. De Cian, quali erano le condizioni cliniche pre-operatororie del paziente?<\/strong><br \/>\n\u00abSi trattava di un paziente giovane, 48enne, praticamente asintomatico. Il paziente infatti riferiva soltanto dispnea da sforzo e senso di soffocamento. Il sovrappeso &#8211; peraltro non eccessivo &#8211; non lo aveva indotto a farsi visitare per quello che lui definiva un progressivo gonfiore addominale. Non era dunque evidente alcun problema di salute di rilievo; le condizioni generali e di stato nutrizionale erano ottimali per tollerare un intervento di elevata complessit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali erano le dimensioni e le caratteristiche della neoplasia?<\/strong><br \/>\n\u00abLa massa, di dimensioni superiori a 30 cm, includeva il rene e il surrene destro e il grasso perirenale. Tutti gli organi addominali erano spostati a sinistra e la vena cava era stata fortemente compressa, con lo sviluppo di circoli collaterali. Non si evidenziavano secondariet\u00e0; la presenza di un importante rischio di disseminazione della malattia e di una preponderante componente necrotica della neoformazione sconsigliavano una valutazione bioptica. Abbiamo quindi deciso di procedere in tempi brevi a un intervento chirurgico con intento radicale\u00bb.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-7010\" src=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/mont1-300x262.png\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"306\" \/><\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sono stati i passaggi dell&#8217;operazione?<\/strong><br \/>\n\u00abPer consentire un\u2019asportazione in sicurezza del voluminoso tumore, il paziente \u00e8 stato preliminarmente sottoposto a una embolizzazione dell\u2019arteria renale, cos\u00ec da ridurre la vascolarizzazione della massa e il rischio di sanguinamento intraoperatorio. La procedura veniva eseguita sempre in Montallegro dal dott. <strong>Giulio Bovio<\/strong>. Veniva quindi eseguito un intervento chirurgico in anestesia generale di asportazione della massa, insieme con rene e surrene destro, legatura dei vasi renali e surrenalici destri e di numerosi circoli venosi e arteriosi neoformati. La procedura &#8211; della durata di circa tre ore &#8211; \u00e8 andata a buon fine senza necessit\u00e0 di emotrasfusioni. La massa tumorale \u00e8 stata completamente asportata senza alcuna rottura o danni agli organi circostanti non infiltrati dalla neoplasia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sono state le difficolt\u00e0 maggiori di un intervento cos\u00ec complesso?<\/strong><br \/>\n\u00abLa chiave per riuscire ad asportare masse cos\u00ec grandi del retroperitoneo \u00e8 avere un\u2019attenta pianificazione preoperatoria, che si traduce intraoperatoriamente in un perfetto controllo dei vasi principali, parlo principalmente di vena cava e aorta. Nel caso specifico i vasi arteriosi renali, che nutrivano il tumore, sono stato obliterati mediante embolizzazione percutanea come primo atto dell&#8217;intervento. \u00c8 inoltre necessario programmare sulla base dell&#8217;imaging (TC, RM) quale sia l&#8217;entit\u00e0 della chirurgia e a quali organi si debba estendere per consentire una radicalit\u00e0 oncologica, premesso il mantenimento di una accettabile qualit\u00e0 di vita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; A distanza di qualche settimana, quali sono le condizioni del paziente?<\/strong><br \/>\n\u00abIl paziente ha avuto un decorso regolare, sta bene, si alimenta e ha ripreso a lavorare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Di fronte a notizie analoghe di neoplasie voluminose, scoperte quasi per caso, ci si domanda come sia possibile non accorgersene. \u00c8 possibile fare prevenzione e quali sintomi non bisogna trascurare?<\/strong><br \/>\n\u00abLo spazio del retroperitoneo \u00e8 estremamente dilatabile e &#8211; per masse che crescono lentamente &#8211; i sintomi, spesso aspecifici, possono insorgere anche dopo mesi o addirittura anni. Non esistono allo stato attuale programmi di prevenzione secondaria. Il consiglio \u00e8 di non sottostimare mai un fastidio lombare, una alterazione dell&#8217;alvo o un calo ponderale e di rivolgersi immediatamente a un professionista. Anche tumefazioni addominali, del tronco o degli arti devono essere indagate precocemente. Dopo la visita clinica, eventualmente corredata da esami del sangue, un\u2019ecografia potrebbe mettere in luce problematiche da indagare pi\u00f9 specificamente con la TC o la RM (in base alla sede); l&#8217;ecografia, come imaging di primo livello, non comporta radiazioni n\u00e9 richiede mezzi di contrasto ed \u00e8 un esame che possiamo definire routinario\u00bb.<\/p>\n<p><em>Nella foto in apertura, da sx a dx: Dr Giulio Bovio, Dr Gianfranco Mazzarello, Dr Stefano Di Domenico, Prof De Cian, Dr Matteo Mascherini<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla fine dello scorso novembre, nella blocco operatorio di Montallegro, l\u2019equipe del prof. Franco De Cian, Direttore della U.O. 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