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Per fare solo qualche esempio, sul piano clinico, l\u2019evoluzione della ricerca ha reso comprensibili e meglio affrontabili le patologie oncologiche, sviluppando seri e fondamentali programmi di prevenzione. Oggi conosciamo l\u2019importanza del microbiota intestinale, gli aspetti neuroendocrini dell\u2019apparato digerente e cos\u00ec via. Questo significa diagnosi migliori e migliori cure. La tecnologia ha poi consentito il raggiungimento di nuovi traguardi, un tempo neppure immaginabili: per quanto concerne il mio campo di lavoro la possibilit\u00e0 di trasformare l\u2019endoscopia da diagnostica a operativa, con la conseguente capacit\u00e0 di rimuovere polipi, asportare corpi estranei, calcoli delle vie biliari, affrontare e risolvere emorragie digestive. L\u2019intestino tenue, un tempo organo semi sconosciuto e mal esplorabile, oggi viene valutato per via endoscopica con una microcamera che viene deglutita dal paziente. E quante altre cose!\u00bb<\/p>\n<p><strong>Manuele Furnari<\/strong> \u00abPosso identificare almeno tre aspetti strutturali, che non riguardano quindi i cambiamenti legati al progredire delle conoscenze mediche. Il primo \u00e8 una maggior regolamentazione: il medico \u00e8 tenuto a seguire le evidenze scientifiche e a motivare le proprie scelte, c&#8217;\u00e8 meno spazio all&#8217;intuizione e alla sperimentazione non controllata, il che si traduce in maggior standardizzazione delle cure a livello nazionale e internazionale. Per contro c&#8217;\u00e8 anche un maggior imbrigliamento del medico frenato dalle innumerevoli attivit\u00e0 burocratiche e medico-legali da espletare. Il secondo riguarda il rapporto medico paziente. I pazienti sono mediamente pi\u00f9 informati: ottima cosa; ma si \u00e8 passati dal medico onnisciente e totipotente, al medico che deve giustificare come mai non suggerisce le terapie che i pazienti leggono sui social o su Google. Il terzo aspetto \u00e8 una maggior assistenza tecnologica: dalle cartelle elettroniche fino all&#8217;integrazione dell&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) nella pratica clinica quotidiana\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Quale \u00e8 il futuro della sua specializzazione? Quali sono i trend che trasformeranno il suo lavoro e quali elementi resteranno immutati?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Paolo Massa<\/strong> \u00abCi aspetteranno sicuramente trasformazioni a oggi impensabili visto il fermento continuo della ricerca e della tecnologia. Ma accanto a ci\u00f2 occorrer\u00e0 conservare l\u2019ascolto del paziente, lo studio, l\u2019onest\u00e0 intellettuale, l\u2019umanit\u00e0. Il nuovo deve essere inserito su un terreno che conservi i cardini morali della nostra bella professione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Manuele Furnari<\/strong> \u00ab\u00c8 difficile prevedere come evolver\u00e0 la Gastroenterologia nel lungo termine. Negli ultimi anni si \u00e8 assistito alla progressiva scoperta del microbiota intestinale e allo sviluppo della robotica e dell&#8217;IA. Il microbiota \u00e8 di fatto un organismo plurimicrobico presente prevalentemente a livello intestinale, in simbiosi con il nostro organismo, fondamentale per la nostra sopravvivenza per molteplici aspetti tra cui la corretta maturazione del sistema immunitario e la regolazione del metabolismo. Immagino un futuro in cui fin dall&#8217;infanzia si possa sapere le malattie a cui sar\u00e0 predisposto l&#8217;individuo grazie all&#8217;analisi del nostro pool genetico e del microbiota, con la possibilit\u00e0 di modularlo al fine di prevenire o curare le malattie. Per quanto riguarda l&#8217;innovazione tecnologica esistono gi\u00e0 prototipi robotici per la colonscopia e software di intelligenza artificiale in grado di riconoscere le lesioni del colon. Immagino dunque la presenza di device miniaturizzati in grado di esplorare il tratto digerente in maniera non invasiva, capaci di riconoscere autonomamente le lesioni riscontrate e di formulare la diagnosi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Pratica o ha praticato qualche sport? Ha un hobby o appartiene alla categoria di professionisti che come hobby hanno il lavoro?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Paolo Massa<\/strong> \u00abDa giovane ho praticato molti sport, senza mai eccellere in nessuno. Oggi posso dire che amo il mio lavoro e ne sono assorbito moltissimo. Un piccolo spazio lo riservo alla lettura e alla montagna, grande passione che condivido con l\u2019amore della mia vita, mia moglie Giuliana\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Manuele Furnari<\/strong> \u00abHo praticato diversi sport, senza mai per\u00f2 eccellere in uno di essi: nuoto, calcio, arrampicata. Recentemente ho deciso di imparare a giocare a tennis; pi\u00f9 che sport sono hobby. E ammetto di aver considerato per anni il lavoro come un hobby. Una passione che mi permettesse di andare volentieri a lavoro e al tempo stesso di girare e conoscere molte persone interessanti. Tuttavia non \u00e8 poi un hobby cos\u00ec sano per il fisico come potrebbe essere lo sport o viaggiare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; A che cosa ha rinunciato per la professione o per un intervento urgente (un viaggio, un incontro, una festa, una vacanza)?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Manuele Furnari<\/strong> \u00abPurtroppo un po&#8217; tutte queste cose. Molti incontri, cene e vacanze sono passati in secondo piano proprio per la passione per questo lavoro. Mi considero per\u00f2 una persona piuttosto attiva e ho sempre cercato di conservare una vita sociale, sebbene questo significasse farlo anche quando il fisico e la testa dicevano &#8220;devi riposare&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Cosa pensa la sua famiglia del suo impegno?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Paolo Massa<\/strong> \u00abForse ho rinunciato a vivere completamente la mia famiglia poich\u00e9 impegnato con il lavoro, ma per mia fortuna i momenti belli della mia vita li ho vissuti tutti. Posso dire di essere felice come medico e come uomo: l\u2019augurio che faccio ai miei colleghi giovani \u00e8 quello di poter lavorare con passione e dedizione e di avere alle spalle una famiglia partecipe, comprensiva, solidale e amorevole\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Manuele Furnari<\/strong> \u00abIo credo che alla fine ci si circondi delle persone che condividono o hanno condiviso con noi un progetto o un\u2019idea di vita e come tali riconoscono e supportano tale impegno. L&#8217;importante \u00e8 non dare per scontato questo supporto o pensare che non costi nessun sacrificio per chi ci sta attorno. Deve esserci reciprocit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>&#8211; <a href=\"http:\/\/dev1.dayone.network\/specialisti\/paolo-massa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La scheda di Paolo Massa<\/a><br \/>\n&#8211; <a href=\"http:\/\/dev1.dayone.network\/specialisti\/manuele-furnari\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La scheda di Manuele Furnari<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda parte dell\u2019intervista (qui la prima parte) a Paolo Massa e Manuele Furnari, specialisti in Gastroenterologia, ai quali abbiamo chiesto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":6892,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1120,139],"tags":[371,977,976],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6891"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6891"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6891\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6892"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6891"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}