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Ancora oggi rappresenta la patologia tumorale pi\u00f9 frequente nelle donne, con quasi <strong>55.000 nuovi<\/strong> casi in Italia stimati nel 2022, costituendo il <strong>30,3%<\/strong> di tutti i tumori che colpiscono le donne. Interessa tutte le fasce di et\u00e0, anche se la fascia maggiormente colpita \u00e8 quella dai 50 ai 70 anni.<br \/>\nL\u2019incidenza di questo tumore \u00e8 in leggera crescita, soprattutto nelle donne pi\u00f9 giovani, ma la <strong>mortalit\u00e0 \u00e8 in diminuzione<\/strong>, con una riduzione del <strong>6%<\/strong> nel 2020 rispetto al 2015, pur rimanendo la prima causa di morte per tumore nelle donne. Proprio per questo, ogni sforzo per aumentare la prevenzione, allargando gli screening alla pi\u00f9 ampia platea possibile, \u00e8 fondamentale e va sostenuto.<\/p>\n<p>Abbiamo chiesto ad alcuni specialisti che lavorano anche in Montallegro di approfondire il tema. A partire dal <strong>valore della prevenzione<\/strong> e l&#8217;importanza del <strong>Pink Day<\/strong>.<br \/>\n\u00abLa prevenzione ha il valore pi\u00f9 elevato in assoluto, quello di salvare la vita. In linea generale, la prevenzione consente di anticipare la diagnosi e questo di conseguenza comporta una prognosi migliore correlata a una chirurgia meno invasiva e a terapie oncologiche meno aggressive. \u2013 spiega <strong>Matteo Celenza<\/strong>, specialista in Radiodiagnostica \u2013 Il Pink Day \u00e8 un ottimo strumento per sensibilizzare la popolazione femminile riguardo alla problematica del tumore al seno, ma soprattutto a quanto sia oggigiorno risolvibile proprio grazie alla prevenzione\u00bb.<\/p>\n<h3>Prevenzione del tumore al seno: quando fare i controlli<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-6886\" src=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/nicoletta-gandolfo-242x300.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"248\" \/>Quali indicazioni possiamo dare alle donne per fare prevenzione (et\u00e0 del primo esame, cadenza degli stessi)? Ecco la risposta di <strong>Nicoletta Gandolfo<\/strong>, Direttore del Dipartimento Immagini e Coordinatore della Breast Unit Asl3, con studio anche in Montallegro.<br \/>\n\u00abNelle donne tra i 50 e i 70 anni la <strong>mammografia<\/strong> con cadenza biennale pu\u00f2 ridurre la mortalit\u00e0 fino al 40%. Mentre, nelle donne tra i 40 e i 50, sottoporsi a una mammografia annuale pu\u00f2 ridurre il tasso di mortalit\u00e0 fino al 20%. La mammografia \u00e8 lo strumento di prevenzione secondaria pi\u00f9 adeguato nelle donne dai 40 anni in poi, fino a raggiungere le donne over 70, dove il rischio di insorgenza, aumentando con l\u2019et\u00e0, \u00e8 piuttosto elevato. Naturalmente, essa pu\u00f2 e deve \u2013 in certi casi \u2013 essere associata all\u2019<strong>ecografia<\/strong>, preferibilmente eseguita dallo stesso radiologo senologo.<\/p>\n<p>Quando lo studio della storia medica familiare o personale mette in luce specifiche caratteristiche di rischio, per esempio di aver ereditato una mutazione genetica che aumenti le probabilit\u00e0 di ammalarsi, la consulenza genetica per l\u2019utilit\u00e0 di eventuale esecuzione di<strong> test genetici<\/strong> per la <strong>ricerca di mutazioni nei geni BRCA 1 e 2<\/strong> possono essere utili strumenti di prevenzione.<\/p>\n<p>In caso di positivit\u00e0 di questi test, \u00e8 possibile rafforzare le misure di controllo, usando anche la <strong>risonanza magnetica<\/strong> per identificare il tumore in una fase precoce qualora dovesse presentarsi, oppure ricorrere alla <strong>mastectomia preventiva<\/strong>, ovvero alla rimozione chirurgica del seno. Nei casi di mutazioni in BRCA1\/2, legate anche al rischio di tumore ovarico, la mastectomia pu\u00f2 essere accompagnata anche dalla rimozione di tube e ovaie. In caso di assenza di familiarit\u00e0 o mutazioni genetiche la risonanza magnetica rappresenta solo un esame di approfondimento in casi e indicazioni selezionate, quali per esempio la stadiazione preoperatoria o il monitoraggio della risposta alla chemioterapia preventiva (detta neoadiuvante) in un tumore gi\u00e0 accertato biopticamente, oppure in caso di sospetta rottura di impianti protesici, o in altre condizioni patologiche specifiche meno frequenti\u00bb.<\/p>\n<h3>L&#8217;autopalpazione<\/h3>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-6887 size-medium\" src=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/CELENZA-MATTEO-1-683x1024-200x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/> Il primo passo per la prevenzione, ancor prima che le analisi strumentale, passa dall&#8217;osservazione attenta del proprio corpo. \u00abNel tempo che passa tra il controllo e quello successivo, \u00e8 molto importante praticare l&#8217;<strong>autopalpazione<\/strong>, mensilmente e in lontananza rispetto al ciclo mestruale, per avere una piena consapevolezza della conformazione del proprio seno e la massima attenzione nel caso sopraggiungessero noduli e\/o formazioni solide. \u2013 spiega ancora <strong>Matteo Celenza <\/strong>(nella foto a sinistra)- Altrettanto importante \u00e8 porre attenzione ad altre manifestazioni che posso essere indicative dell&#8217;insorgenza di un cancro al seno, come un arrossamento persistente della cute in una determinata zona della mammella e\/o un ispessimento cutaneo che talvolta assume il tipico aspetto &#8220;a buccia d&#8217;arancia&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>Conferma <strong>Piero Fregatti<\/strong>, chirurgo senologo: \u00ab<span class=\"s2\">L\u2019autopalpazione va fatta ogni mese a circa 10 giorni di distanza dal ciclo mestruale. Questo \u00e8 il concetto cardine. In Italia siamo purtroppo ancora indietro. In America si chiama <em>Breast Awareness<\/em>. Parole stupende. Aver la consapevolezza del proprio seno. Chi meglio della donna stessa pu\u00f2 conoscere il proprio seno?<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-6897 size-medium\" src=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/FREGATTI-PIERO-203x300.jpg\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"300\" \/>Quindi solo facendo in maniera corretta l\u2019autopalpazione si raggiunge questa consapevolezza. Ricordo che \u00e8 l\u2019unico strumento efficace di prenvenzione secondaria per le giovani donne. Non l\u2019ecografia che non \u00e8 un esame di screening e andrebbe eseguito solo in presenza di sintomo clinico. Quindi donne conoscetevi e conoscete il vostro seno. Al primo cambiamento (di consistenza, di asimmetria, comparsa di noduli, dolore) andate da un senologo clinico: sar\u00e0 lui a consigliarvi l\u2019esame d\u2019immagine da fare\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><strong>Nicoletta Gandolfo<\/strong> per\u00f2 ricorda: \u00abL&#8217;efficacia dell&#8217;autopalpazione in termini di screening \u00e8 molto bassa, questo significa che costituisce un di pi\u00f9 rispetto alla sola visita e alla mammografia a partire dall&#8217;et\u00e0 consigliata, ma non pu\u00f2 sostituirle. Per\u00f2 \u00e8 importante \u201cconoscere\u201d il proprio seno e segnalare al medico i cambiamenti individuati: anche un ingrossamento dei linfonodi ascellari potrebbe rappresentare un campanello d\u2019allarme\u00bb.<\/p>\n<h3>I progressi nelle cure<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-6888 size-medium\" src=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/paolo-meszaros-682x1024-200x300-1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/>Aldil\u00e0 della prevenzione che, come abbiamo visto, \u00e8 essenziale per ridurre l&#8217;incidenza di mortalit\u00e0 di questo tumore, anche le prospettive mediche hanno fatto passi da gigante. <strong>Paolo Meszaros <\/strong>(nella foto a sinistra), responsabile S.S.D. Chirurgia Senologica e Breast Unit \u2013 ASL 4, con studio anche in Montallegro, non ha dubbi: \u00abL\u2019intervento chirurgico rimane un cardine nel percorso di cura, affiancato dai nuovi farmaci chemioterapici e biologici e dal trattamento radiante\u00bb.<br \/>\nConferma <strong>Matteo Celenza<\/strong>: \u00abLe prospettive sono sempre pi\u00f9 rosee, si tratta di una problematica purtroppo molto frequente ma altres\u00ec sempre pi\u00f9 risolvibile e guaribile, soprattutto se la diagnosi \u00e8 precoce\u00bb.<\/p>\n<p>Conclude <strong>Nicoletta Gandolfo<\/strong>: \u00abIn ogni tumore mammario \u00e8 importante valutare essenzialmente due fattori: l\u2019estensione e la biologia del tumore e conseguentemente il grado di aggressivit\u00e0 del tumore, per pianificare in maniera adeguata le cure pi\u00f9 efficaci per quella paziente in quel momento della propria vita con quel tipo di tumore. La figura dell\u2019oncologo oggi gioca un ruolo determinante nella scelta del piano terapeutico, della sequenzialit\u00e0 e della tipologia delle cure mediche e chirurgiche e nel follow up. Oltre ai farmaci convenzionali, quali i chemioterapici utilizzati prima o dopo l\u2019intervento chirurgico e alla terapia ormonale sostitutiva o agli inibitori delle aromatasi per quei tumori cosiddetti ormo-sensibili, oggi sono sempre pi\u00f9 disponibili le terapie a bersaglio molecolare, note anche come farmaci biologici mirati e l\u2019immunoterapia in combinazione con la chemioterapia, per una terapia sempre pi\u00f9 personalizzata, basata sulla biologia del tumore che andremo a trattare.<\/p>\n<p>Infine la possibilit\u00e0 anche di curare e prendere in carico le donne con tumore al seno metastatico, garantendone la continuit\u00e0 della cura e la gestione di eventuali complicanze nel loro percorso terapeutico. Tutto questo presuppone un unico requisito indispensabile: che la persona sia seguita dalla diagnosi alla terapia e nel follow up da professionisti esperti e dedicati alla senologia, che lavorino in un centro dedicato e collaborino, condividendo le scelte terapeutiche pi\u00f9 adeguate e mirate a quella paziente con quel tipo di tumore. \u00c8 dimostrato che farsi trattare in un centro dedicato (le cosiddette Breast Unit o Centri di Senologia) o comunque da professioni dedicati che collaborino in un team aumenta fino al 18% le possibilit\u00e0 di sopravvivenza rispetto quelle curate in strutture non specializzate, avendo anche una migliore qualit\u00e0 di vita\u00bb.<\/p>\n<h3>Interventi sempre meno invasivi<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-6586\" src=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/canavese-216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"347\" \/>La riduzione della mortalit\u00e0 negli ultimi anni \u00e8 stata accompagnata da interventi chirurgici sempre meno invasivi. Ce lo ricorda <strong>Giuseppe Canavese <\/strong>(nella foto a sinistra), specialista in\u00a0<strong>chirurgia senologica<\/strong>, con particolare attenzione agli aspetti oncologici di questo ambito. \u00abIl concetto di chirurgia conservativa si \u00e8 sviluppato sempre di pi\u00f9 e non soltanto per la mammella, ma ultimamente anche per quanto riguarda i linfonodi ascellari, andando oltre il concetto della sola rimozione del linfonodo sentinella. Oggi anche nei casi di quadrantectomia con uno o due linfonodi sentinella positivi \u00e8 possibile pensare a un risparmio degli altri linfonodi ascellari riducendo l&#8217;invasivit\u00e0 dell&#8217;intervento senza aumentare il rischio prognostico. Cos\u00ec come \u00e8 in corso di studio una chirurgia conservativa dei linfonodi ascellari anche dopo una chemioterapia preventiva (neoadiuvante).<\/p>\n<p>Lo stretto rapporto tra gli specialisti e le maggiori conoscenze della biologia dei tumori mammari ha fatto s\u00ec che in un numero pi\u00f9 significativo di casi &#8211; quando si tratta di tumori aggressivi anche se di piccole dimensioni anche senza linfonodi ascellari interessati da malattia &#8211; sia preferibile far precedere la chemioterapia alla chirurgia. Questo ha uno scopo ben preciso: quello di capire la risposta del tumore alla chemioterapia, informazione che si pu\u00f2 ottenere al momento della chirurgia. E questa informazione \u00e8 fondamentale per impiegare successivamente terapie target (anticorpi monoclonali, immunoterapia, inibitori tirosinchinasi, eccetera). L&#8217;obiettivo evidente \u00e8 quello di prolungare la sopravvivenza libera da malattia il pi\u00f9 a lungo possibile e questo \u00e8 diventato una realt\u00e0\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da 30 anni il mese di ottobre si colora di rosa per la prevenzione del tumore al seno e culmina [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":6840,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[139,141],"tags":[1128,911,1129,1130,903],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6834"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6834"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6834\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6844,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6834\/revisions\/6844"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6834"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6834"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6834"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}