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Tutto \u00e8 filato senza intoppi, n\u00e9 tecnici n\u00e9 medici, con ritmi \u201ctelevisivi\u201d. Merito di un&#8217;organizzazione accurata, messa a punto dallo staff di Montallegro, nonostante si trattasse per la struttura di una prima assoluta. Abbiamo chiesto ai protagonisti di raccontarci le loro emozioni e di svelarci qualche \u201cdietro le quinte\u201d.<\/p>\n<h3><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-6803 size-medium\" src=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/edoardo-raposio.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/>Edoardo Raposio: \u00ab\u00c8 stato un evento dal grande valore didattico\u00bb<\/h3>\n<p><em>moderatore e direttore Cattedra Chirurgia Plastica UNIGE<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sono state le difficolt\u00e0 nel coordinare e moderare un evento di questa complessit\u00e0?<\/strong><br \/>\n\u00abNessuna difficolt\u00e0, \u00e8 stato solo un piacere istruttivo. Si \u00e8 visto il grandissimo lavoro alle spalle, perch\u00e9 tutti i collegamenti, tecnici e a distanza, hanno funzionato benissimo. Io ho solo usufruito del piacere di assistere all&#8217;evento, incontrare tanti amici, conoscerne dei nuovi e scoprire la sede TSV70, veramente notevole\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Cosa \u00e8 emerso dal confronto tra Botti e Bernardini?<\/strong><br \/>\n\u00abAbbiamo avuto la possibilit\u00e0 di assistere ad approcci differenti, anche se molto codificati, per cui il valore didattico di ambedue le esperienze \u00e8 stato lineare e ben compreso da tutti. Le domande sono state pochissime, non perch\u00e9 non ci fosse interesse, ma proprio perch\u00e9 era tutto estremamente chiaro. La diversit\u00e0 dei quattro interventi a cui abbiamo assistito ci ha permesso di vedere differenti tecniche impiegate, ma anche un diverso approccio dovuto alle esperienze personali dei due chirurghi, che sono al top a livello nazionale\u00bb.<\/p>\n<h3><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-6804 size-medium\" src=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/riccardo-berti-riboli.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/>Riccardo Berti Riboli: \u00abSemplificare i passaggi pi\u00f9 complessi \u00e8 il dono dei grandi chirurghi\u00bb<\/h3>\n<p><em>Comitato scientifico Villa Montallegro, voce narrante dalle sale operatorie<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sono state le sensazioni vissute in sala operatoria?<\/strong><br \/>\n\u00abSensazioni molto belle, come professionista e come chirurgo. Un po&#8217; un ritorno al passato, perch\u00e9 quando mi sono specializzato ci insegnavano anche questa chirurgia, seppur in maniera diversa rispetto a quella attuale, per tecniche, strumenti e materiali a disposizione. Ho avuto il piacere e l&#8217;emozione di commentare passaggi chirurgici in mano a professionisti, stelle di prima grandezza, con la paura di dire sempre una parola di troppo. A volte meglio tacere e lasciar parlare loro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Osservati da vicino, quali sono i punti di forza di questi due chirurghi affermati?<\/strong><br \/>\n\u00abInnanzitutto la capacit\u00e0 didattica. Conosco da tanti anni Francesco Bernardini e sentirlo parlare mentre opera \u00e8 come sfogliare un libro di anatomia, con passaggi perfettamente delineati. Giovanni Botti, egualmente, ha la capacit\u00e0 di esprimere una chirurgia di altissimo livello, estremamente pulita. Alle volte, si dice in gergo, sembra quasi che operi su un modello plastico e non su un essere umano, con una precisione nei passaggi assolutamente piacevole da vedere, e comprensibile anche per i non addetti ai lavori. Ed entrambi hanno la capacit\u00e0 di semplificare anche i passaggi pi\u00f9 complessi. Umanamente parlando, sono due splendide persone, capaci di rapportarsi col paziente. \u00c8 un aspetto da sottolineare. Noi pensiamo sempre da chirurghi, ma sotto lo strumentario guidato dalle nostre mani, c&#8217;\u00e8 un essere umano che si affida a noi, con le sue emozioni e incertezze\u00bb.<\/p>\n<h3>Luca Spigno: \u00abPeccato per l&#8217;assenza di alcuni chirurghi genovesi\u00bb<\/h3>\n<p><em>Comitato Scientifico Villa Montallegro<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8211; Qual \u00e8 il bilancio dell&#8217;evento, rispetto alle attese?<\/strong><br \/>\n\u00ab\u00c8 stato un evento molto interessante, estremamente ben condotto in sala operatoria e in aula, apprezzato da tutti i discenti. Se devo fare un appunto, mi spiace che ci fossero pochi chirurghi genovesi. Considerata la qualit\u00e0 dell&#8217;evento, di primissimo livello, sia per i nomi dei chirurghi, sia per il suo svolgimento tecnico, \u00e8 stato un peccato. D&#8217;altra parte per\u00f2, la presenza di chirurghi da tutta Italia \u00e8 stata molto significativa\u00bb.<\/p>\n<h3>Luca Cevasco: \u00abLavorare in diretta richiede assoluta perfezione\u00bb<\/h3>\n<p><em>anestesista (in sala con Francesco Bernardini)<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sensazioni ha vissuto in sala chirurgica? Anche a livello empatico?<\/strong><br \/>\n\u00abCollaboro da anni con Bernardini, fin da subito si \u00e8 creata un&#8217;ottima intesa professionale e umana, utile a ridurre la tensione di un lavoro cos\u00ec duro. Per me non \u00e8 stata la prima assoluta in fatto di chirurgia in diretta, ma sicuramente c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tensione, perch\u00e9 a porte aperte occorre che tutto sia perfetto. I margini di sicurezza sono molto elevati, ma l&#8217;imprevisto pu\u00f2 sempre capitare. Fortunatamente non \u00e8 capitato\u00bb.<\/p>\n<h3>Donatella Giua: \u00abI grandi chirurghi hanno modi semplici\u00bb<\/h3>\n<p><em>anestesista (in sala con Giovanni Botti)<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sensazioni ha vissuto in sala chirurgica? Anche a livello empatico?<\/strong><br \/>\n\u00abConoscevo il mitico Giovanni Botti, solo di fama, un personaggio leggendario. Ho lavorato con lui come avessimo sempre lavorato insieme. Gentile, educatissimo, i ferri chirurgici un prolungamento della sua mano. Un&#8217;artista della chirurgia. Ancora una volta la dimostrazione che i grandi uomini hanno modi semplici\u00bb.<\/p>\n<h3>Stefania Traverso: \u00ab\u00c8 stato un evento didattico e formativo anche per noi strumentisti\u00bb<\/h3>\n<p><em>capo sala blocco operatorio Montallegro (in sala con Giovanni Botti)<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sensazioni ha vissuto in sala chirurgica? Anche a livello empatico?<\/strong><br \/>\n\u00abNonostante fosse la prima volta che lavoravo con lui e fosse un intervento con una nuova tecnica, ci siamo trovati in perfetta armonia. Devo dire che \u00e8 stato molto bravo Riccardo Berti Riboli nel ruolo di commentatore, che ha facilitato l&#8217;insieme dell&#8217;evento. \u00c8 stato un evento didattico e formativo anche per noi strumentisti\u00bb.<\/p>\n<h3>Cinzia Gasparini: \u00abUn&#8217;\u00e9quipe serena e coordinata facilita il lavoro\u00bb<\/h3>\n<p><em>strumentista (ha coadiuvato Francesco Bernardini)<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sensazioni ha vissuto in sala chirurgica? Anche a livello empatico?<\/strong><br \/>\n\u00abLavoro da oltre un anno con Bernardini, quindi c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 un ottimo feeling lavorativo. Anche l&#8217;organizzazione \u00e8 stata perfetta, le telecamere non hanno mai invaso gli spazi di lavoro e non c&#8217;\u00e8 stato alcun problema. Credo che a livello empatico, trovarsi con un&#8217;\u00e9quipe serena e coordinata, sia qualcosa di molto utile in sala operatoria, per lavorare con maggiore tranquillit\u00e0 e sicurezza\u00bb.<\/p>\n<h3>Rinaldo Ronco: \u00abEcco come abbiamo organizzato la parte tecnica\u00bb<\/h3>\n<p><em>responsabile IIT Montallegro<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sono state le difficolt\u00e0 tecniche e organizzative della giornata?<\/strong><br \/>\n\u00abLa principale difficolt\u00e0 \u00e8 stata combinare le esigenze del service audio e video con le nostre infrastrutture e il nostro sistema di trasmissione dati, cercando di prevedere e prevenire eventuali criticit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sono stati i mezzi tecnici impiegati?<\/strong><br \/>\n\u00abIn totale gli operatori tecnici erano sei, suddivisi fra le due sale operatorie e la regia. Abbiamo impiegato due telecamere fisse, una endoscopica e una mobile, e microfonato i chirurghi. I chirurghi avevano a disposizione un monitor dove potevano vedere quanto trasmesso e osservare anche il campo operatorio dell&#8217;altra sala. Il tutto con combinazione di immagini a richiesta del chirurgo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Ci sono stati degli inconvenienti, il proverbiale \u201cbello della diretta\u201d?<\/strong><br \/>\n\u00abIl giorno della diretta abbiamo verificato il funzionamento di un monitor di una delle sale, che sarebbe servito al chirurgo per seguire la diretta, e c&#8217;\u00e8 stato un momento di panico perch\u00e9 sembrava che il video dell&#8217;endoscopio non arrivasse. Per\u00f2 tutto si \u00e8 risolto nel giro di qualche minuto\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La complessit\u00e0 di un evento di chirurgia in diretta. 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