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Insomma, si viaggia dai Lloyd\u2019s al Palazzo dei Rolli pi\u00f9 disorganico rispetto a tutto il resto, proprio perch\u00e9 mette insieme il pozzo rinascimentale e le vetrate liberty, il siglo de Oro e il passaggio al Novecento.<\/p>\n<p>Da qui, poi, si entra a \u201c<a href=\"https:\/\/www.palazzodellameridiana.it\/mostra-barocco-segreto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Barocco segreto<\/strong><\/a>\u201d che \u00e8 una mostra, come sempre curata da <strong>Anna Orlando<\/strong> quando \u00e8 in ballo Palazzo della Meridiana, che \u00e8 quasi uno \u201cspin-off\u201d del progetto Superbarocco \u201cufficiale\u201d, come un bootleg per i cultori di musica clandestina, i concerti registrati e commercializzati che sono chicche per amatori, ricercatissime dagli appassionati.<\/p>\n<p>E cos\u00ec si spazia dalla vetrinetta degli argenti, con particolare attenzione alla pinza per il pane, alla bugia per le candele e, soprattutto, allo smoccolatoio per i pezzi di stoppini che cadevano dalle candele. E da qui nasce il detto \u201c<em>reggere la candela<\/em>\u201d che ha sempre interessato noi ragazzi un po\u2019 sfigatini e un po\u2019 timidi quando venivamo coinvolti da qualche amico superfigo in un\u2019uscita di gruppo, dove ovviamente i finalizzatori erano loro e noi si giocava in difesa che nemmeno Blessin, poi evocato spiritualmente anche quando si parla di arte luterana tedesca rispetto a quella cattolica italiana.<\/p>\n<p>Il passaggio successivo sono le acquesantiere con la Madonnina pi\u00f9 presente in ogni edicola genovese, e anche qui un tocco di classe della nostra guida quando ci dice che, persino all\u2019Oviesse di Campetto, \u00e8 possibile imbattersi nella splendida immagine di questa Vergine, fra un camerino prova e una placca antitaccheggio.<\/p>\n<p>Le vetrinette successive sono quelle delle maioliche ed \u00e8 l\u2019occasione di imparare la differenza fra ceramica e maiolica e di vedere lo splendido colore blu cobalto, su ispirazione cinese, con un ottimo uso della chimica e dello studio delle temperature nel realizzare questi piatti e oggetti, a partire dal \u201cpiatto del re\u201d che non \u00e8 necessariamente regale, ma lo era la portata a cui era destinato, circostanza necessaria e sufficiente a farlo amare da tutti noi golosi. Praticamente, ti aspetteresti di trovarlo in una delle cene di <strong>Francesco Berti Riboli<\/strong> che \u00e8 l\u2019anello mancante fra il signore rinascimentale, il Mecenate moderno e tanto altro, una specie di essere mitologico, met\u00e0 uomo e met\u00e0 gourmand.<\/p>\n<p>Si passa poi ai quadri che non hanno il fuoriclasse della situazione, il Caravaggio o il Messi della pittura, ma tanti ottimi lavoratori di centrocampo, con cui si vincono i mondiali.<\/p>\n<p>E i soggetti lasciano pi\u00f9 libert\u00e0 a tutti: rispetto a Roma, infatti, dove di fatto l\u2019unico committente \u00e8 la Curia ed esce il Bernini della situazione, qui i committenti sono molto di pi\u00f9 \u2013 banchieri, armatori, nobili genovesi \u2013 e quindi si moltiplicano i soggetti ed anche i pittori, dove ritroviamo la famiglia De Ferrari, i Piola, Magnasco e tante nostre antiche conoscenze del precedente <a href=\"http:\/\/dev1.dayone.network\/magazine\/progetto-superbarocco-a-palazzo-bianco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cMercoled\u00ec della cultura\u201d a Palazzo Bianco<\/a>.<\/p>\n<p>Ma ogni quadro racconta una storia, ad esempio con Ercole rappresentato in sembianze da donna, anche bella prosperosa, che \u00e8 molto anni Duemila come concetto, un Pride del Barocco. Oppure, tanti altri soggetti che sono come rappresentazioni teatrali, dove il soggetto religioso \u00e8 quasi annullato dai movimenti scenografici dei protagonisti, che sono una rappresentazione vivente, una prova generale su tela. Insomma, semiologicamente, il contesto conta molto pi\u00f9 del testo, che poi \u00e8 sempre lo stesso; infatti, le storie religiose rappresentate si contano sulle dita di due mani, non c\u2019\u00e8 troppa fantasia degli artisti e dei committenti.<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 la sala dove invece i quadri sono con le cornici, dove la cornice spesso fa il quadro, come fosse un insegnamento filosofico. O, ancora, cito fior da fiore, la storia di Bernardo Strozzi, monaco che usciva dal convento per dipingere, con un apposito permesso dei superiori. Su su fino ai grandi cartelami di legno, che sono veri e propri apparati scenografici per le Chiese e i loro oratori, spesso strappati alle tarme. Come fossero manifesti viventi di eventi e storie religiose.<\/p>\n<p>E ovviamente \u2013 e anche qui siamo a una grande divisione religiosa e filosofica del mondo \u2013 i protestanti e quindi gli artisti nordici che limitano sempre pi\u00f9, fino a farli scomparire, i soggetti religiosi e invece quelli cattolici che hanno proprio la rappresentazione di Cristo, della Madonna e dei Santi al centro dei loro soggetti e dell\u2019uso della luce e dei colori. Due mondi.<\/p>\n<p>Insomma, \u00e8 una sorta di antologia di tanti temi questa mostra.<\/p>\n<p>Uniti dalla parola \u201csegreto\u201d, dove per \u201csegreto\u201d si intende qualcosa che non \u00e8 mai stato pubblicamente esposto prima e che le curatrici hanno strappato alle case private e alla storica riservatezza dei genovesi per renderle visibili a tutti, per qualche mese, come un\u2019\u201dedizione limitata\u201d che si apre al mondo e che gi\u00e0 si sa che poi torner\u00e0 nelle rispettive case.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 quello che d\u00e0 il valore alle serie limitate. Non il fatto di essere commercializzate, ma di sapere che dopo tot mesi non ne verranno pi\u00f9 prodotte e solo chi le ha assaggiate, viste, gustate, indossate, pu\u00f2 dire di esserci stato e di averle vissute.<\/p>\n<p>Magari un po\u2019 nostalgico o accolto dall\u2019incredulit\u00e0 degli amici.<\/p>\n<p>Ma fedele a un verso di De Andr\u00e8: \u201c<em>\u00c8\u00a0stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ecco, questa mostra \u00e8 esattamente cos\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 multitasking il \u201cMercoled\u00ec (e non solo) della cultura\u201d che stiamo per raccontare, perch\u00e9 parte dal Barocco per arrivare ai [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":6739,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[381,139],"tags":[383],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6738"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6738"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6738\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6739"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6738"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6738"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6738"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}