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Ma ci sono anche i luoghi del cuore del barocco, con alcuni quadri e alcuni autori esposti in chiese, palazzi dei Rolli e pezzi di citt\u00e0, alcuni non conosciutissimi. E poi ci sono le esposizioni non ufficiali che rientrano nel \u201cProgetto\u201d, pur non essendo la mostra vera e propria. E infine, in questa specie di storia circolare, in questa \u201cAlla fiera dell\u2019Est\u201d del Barocco e del Superbarocco, ci sono i quadri esposti sempre, tutto l\u2019anno, e da sempre nei Musei di Strada Nuova, lo scrigno dei tesori dei pittori protagonisti di questa storia.<\/p>\n<p>E dove c\u2019\u00e8 arte, come sempre, c\u2019\u00e8 <strong>Villa Montallegro<\/strong> e ci sono <strong>I Mercoled\u00ec<\/strong> (e non solo) <strong>della cultura<\/strong>, che in qualche modo sono un \u201cProgetto Supercultura\u201d permanente, qualcosa che resta al di l\u00e0 dei singoli eventi.<\/p>\n<p>Il nostro viaggio in tutto questo parte quindi da <strong>Palazzo Bianco<\/strong>, che del barocco \u00e8 una delle capitali mondiali.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9, stavolta, si tratta di un\u2019esperienza unica, grazie al cuore e alla passione nel raccontarlo di <strong>Margherita Priarone<\/strong>, <strong>Raffaella Besta<\/strong> e <strong>Loredana Pessa<\/strong>, che probabilmente sulla carta di identit\u00e0 alla voce \u201cstato civile\u201d hanno scritto \u201cconiugata col barocco\u201d, accettando di buon grado anche la poligamia per tutte e tre.<\/p>\n<p>Insomma, ci sono le storie di <strong>Gregorio e Lorenzo De Ferrari<\/strong>, che sono padre e figlio, che dipingono uno sopra l\u2019altro sulla stessa tela e, se nessuno ci avesse avvertito, la differenza di mano \u00e8 assolutamente impercettibile, con tanto di autoritratto del secondo, il figlio Lorenzo (la cui mamma fra l\u2019altro era <strong>Margherita Piola<\/strong>, figlia dell\u2019altro pittore <strong>Domenico Piola<\/strong> in una famiglia con il pennello in mano al posto del biberon fin dall\u2019infanzia), che inserisce il suo volto in mezzo ad altre figure, come fosse un disturbatore, un Gabriele Paolini dei quadri che sbuca dietro il suo intervistatore. E, anche nella parte sotto di questa grande tela ci sono sovraimpressioni, come i dischi ristampati con l\u2019edizione che aggiunge il singolo sanremese.<\/p>\n<p>A un certo punto, ti aspetteresti di veder sbucare fuori dal quadro anche il volto paciarotto di <strong>Francesco Berti Riboli<\/strong> \u2013 che, intendiamoci, rispetto a me che scrivo \u00e8 un figurino \u2013 che \u00e8 il mecenate che spesso i pittori omaggiavano sulle proprie tele e quelli robusti avevano anche pi\u00f9 spazio, perch\u00e9 il barocco \u00e8 pi\u00f9 ricco di figure e di passione rispetto ad altri periodi \u201cmagri\u201d come Munch o Schiele pieni di ossa.<\/p>\n<p>Insomma, scherzi a parte, il segreto dei Mercoled\u00ec (e non solo) della cultura di Villa Montallegro \u00e8 quello di raccontare le opere e le mostre con seriet\u00e0, ma senza seriosit\u00e0 ed \u00e8 una distinzione importantissima.<\/p>\n<p>E quindi il pomeriggio a Palazzo Bianco diventa uno show, dove si impara, ma ci si diverte pure. Ad esempio, si ricordano i corsi per i pittori barocchi \u201cCome fare geometria (prospettiva, ecc.) senza conoscerla\u201d, peraltro portatori di ottimi risultati, a giudicare dalle opere esposte.<\/p>\n<p>Oppure, in quadri come Cristo e la samaritana e altri l\u2019impressione che la luce che sprigiona dai quadri sia il racconto di incontri galanti e non religiosi, come in effetti sono. O, ancora, in uno zibaldone di trovate che forse \u00e8 l\u2019elemento pi\u00f9 bello del barocco, che sa essere pesantemente leggero o pesante con leggerezza in un gioco di splendidi ossimori, con i disegni e i progetti delle fontane da azionare per valorizzare le sale da pranzo degli ospiti.<\/p>\n<p>Passando alla <strong>collezione delle maioliche<\/strong>, poi, si entra in un vero e proprio mondo, con piccoli gioielli di tecnologia magari un po\u2019 rudimentale, ma efficace.<br \/>\nAd esempio: in questi giorni fa molto caldo? Nessun problema, c\u2019\u00e8 un rinfrescatoio con sei bottiglie di maiolica. E ovviamente i vasi da farmacia che \u00e8 ancora possibile vedere in molte farmacie che hanno prodotti galenici e dietro il bancone portano avanti il concetto di botteghe storiche, per la gioia di <strong>Maurizio Caviglia<\/strong>, <strong>Gigi Attanasio<\/strong> (e, ad honorem, <strong>Elena Manara<\/strong>) che con la Camera di commercio hanno puntato anche su questo tipo di turismo.<\/p>\n<p>Sui vasi, poi, ci sono disegni e scritte con cui il visitatore pu\u00f2 farsi una cultura enciclopedica, una specie di antologia dell\u2019epoca, dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, best seller di quei tempi, alle Metamorfosi di Ovidio, che si prestano benissimo ad essere rappresentate, anche graficamente, sui vasi, fino all\u2019Orlando Furioso di Lodovico Ariosto.<\/p>\n<p>Ma la collezione delle maioliche barocche non tralascia nessun optional, meglio di una lista nozze completa: dalla tulipaniera con i buchi per i fiori ai vassoi con lo spazio per i calici, per cene eleganti, fino a un piatto da tacchino, ovviamente di dimensioni conseguenti. E, fra i disegni e le decorazioni, non mancano storie del mondo del porto che, ovviamente, portano elementi pi\u00f9 prosaici e goderecci rispetto ai quadri di argomento religioso delle sale precedenti.<\/p>\n<p>La sala di <strong>Gioacchino Assereto<\/strong>, invece, \u00e8 un trionfo delle mani, che emergono prepotentemente da ogni quadro e, spesso, sono gigantesche: mani che nemmeno Gianni Morandi ha cos\u00ec grandi. \u00c8\u00a0una gioia per gli occhi, con quadri che sono quasi scenografie teatrali con fermi immagine che, ovviamente, anche in questo caso sono sulle mani, come una vecchia canzone di Eduardo De Crescenzo a Sanremo o di Zucchero, \u201cMani\u201d e \u201cCon le mani\u201d, come fossero eredit\u00e0 diretta di tutto questo.<\/p>\n<p>E, a proposito di eredit\u00e0 diretta, sulla parete dedicata ai pittori lombardi dell\u2019epoca, gi\u00e0 si respira un\u2019altra aria, con i giochi di luci e ombre che sono caravaggeschi purissimi (e splendidi): le teste decapitate di San Giovanni Battista, i drappi che nascondono illuminazioni e buio, i muscoli dei protagonisti che sono quasi una fisarmonica di chiari e scuri sono di una bellezza assoluta che raccontano tutt\u2019altro tipo di barocco, ancor pi\u00f9 coinvolgente e affascinante.<\/p>\n<p>Molto lombardi, certo.<\/p>\n<p>Come se \u201cI Mercoled\u00ec (e non solo) della cultura\u201d fossero il Terzo Valico della bellezza.<\/p>\n<p><em>\u00a9 foto di apertura:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.museidigenova.it\/it\/palazzo-bianco\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.museidigenova.it\/it\/palazzo-bianco<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se c\u2019\u00e8 un valore aggiunto del \u201cProgetto Superbarocco\u201d \u00e8 il fatto che non stiamo parlando di una semplice mostra, ma [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":6730,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[381,139],"tags":[383,702],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6729"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6729"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6729\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6730"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6729"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6729"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6729"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}