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Nel mondo femminile circa un tumore maligno ogni tre (il 30%) \u00e8 un tumore mammario. Il rischio di ammalarsi di carcinoma mammario aumenta con l&#8217;et\u00e0, con una probabilit\u00e0 di sviluppo di cancro al seno maggiore nella fascia d&#8217;et\u00e0 compresa tra i 50 e i 69 anni<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00bb<\/span>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><b>&#8211; \u00c8<\/b><\/span><b> vero che si sta verificando un aumento dei casi?<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00ab<\/span>L&#8217;incidenza del tumore al seno in Italia \u00e8 in lieve incremento, ma ci\u00f2 non corrisponde a un aumento della mortalit\u00e0 verosimilmente grazie alla maggiore diffusione dei programmi di diagnosi precoce e ai progressi terapeutici. Il carcinoma mammario resta la prima causa di morte per tumore nelle donne, ma in Italia la sopravvivenza a 5 anni \u00e8 pari all&#8217;87%<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00bb<\/span>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>&#8211; Il rischio di ammalarsi aumenta con l\u2019et\u00e0 o ci sono altri fattori scatenanti?<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00ab<\/span>La patologia neoplastica mammaria ha un&#8217;eziopatogenesi (\u00e8 lo studio delle cause di una malattia e del loro meccanismo di azione) multifattoriale derivante cio\u00e8 dall&#8217;associazione di diversi fattori: fattori riproduttivi, fattori ormonali, fattori dietetici e metabolici, pregressa radioterapia, familiarit\u00e0 ed ereditariet\u00e0. Agire su uno di questi fattori, alcuni dei quali modificabili, significa ridurre il rischio di sviluppare un carcinoma mammario<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00bb<\/span>.<\/p>\n<h3 align=\"JUSTIFY\"><b>La prevenzione\u00a0 e lo stile di vita<br \/>\n<\/b><\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>&#8211; La prevenzione \u00e8 importante anche come stile di vita: come comportarsi?<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00ab<\/span>Sicuramente tra i fattori modificabili sono da considerare quelli dietetici e metabolici: l&#8217;elevato consumo di alcool e di grassi animali e il basso consumo di fibre vegetali sembrerebbero essere associati all&#8217;aumentato rischio di carcinoma mammario. La dieta ipercalorica ricca di grassi e carboidrati e povera di fibre, l&#8217;obesit\u00e0 con eccesso di produzione di estrogeni e la sindrome metabolica con resistenza all&#8217;insulina sembrano aumentare il rischio d&#8217;insorgenza di cancro al seno. Seguire uno stile vita corretto con riduzione della sedentariet\u00e0, aumento dell&#8217;attivit\u00e0 fisica associato a una dieta mediterranea per i motivi appena detti, riduce il rischio di neoplasia mammaria nell&#8217;ambito di programmi di prevenzione secondaria<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00bb<\/span>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>&#8211; Quanto pesa la familiarit\u00e0, che lei ha indicato come uno dei fattori di rischio?<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00ab<\/span>Il tumore mammario \u00e8 nella maggior parte dei casi sporadico. Tuttavia il 5-7% risulta essere legato a fattori ereditari, un quarto dei quali determinati dalla mutazione di due geni oncosoppressori: BRCA-1 e BRCA-2. Nelle donne portatrici di mutazioni del gene BRCA-1 il rischio di ammalarsi nel corso della vita di carcinoma mammario \u00e8 pari al 65% e nelle donne con mutazioni del gene BRCA-2 pari al 40%. Le donne con mutazione riconosciuta vengono considerate &#8220;ad alto rischio&#8221; pertanto entrano in programmi di screening differenziati e a loro potrebbero essere proposti trattamenti chirurgici a scopo profilattico da discutere in equipe multidisciplinare e previa consulenza psicologica<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00bb<\/span>.<\/p>\n<h3 align=\"JUSTIFY\"><strong>Ecografia e mammografia<\/strong><\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>&#8211; La diagnosi precoce \u00e8 molto importante. Quale ruolo giocano le diagnosi con mammografia e l&#8217;ecografia?<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00ab<\/span>In Italia, i programmi di screening mammografico prevedono l&#8217;esecuzione di una mammografia ogni due anni nelle donne tra i 50 e i 69 anni, tuttavia si consiglia continuare a eseguire l&#8217;esame periodico fino a quando la donna \u00e8 in buone condizioni di salute e ha un&#8217;aspettativa di vita uguale o superiore a 10 anni. Lo screening mammografico \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 di prevenzione secondaria periodica rivolta a donne asintomatiche al fine di effettuare una diagnosi di carcinoma mammario in stadio precoce e, quindi, offrire trattamenti meno aggressivi e pi\u00f9 efficaci, con l&#8217;obiettivo di ridurre la mortalit\u00e0 da carcinoma mammario. L&#8217;ecografia mammaria bilaterale \u00e8 una metodica che consente in associazione alla mammografia l&#8217;identificazione di lesioni di piccole dimensioni, come guida di procedure agobioptiche mirate, nella valutazione dello stato linfonodale. Rappresenta l&#8217;esame principale nelle donne donne giovani o con mammella fibroghiandolare<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00bb<\/span>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>&#8211; Ecografia e mammografia sono alternative?<\/b><b><\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00ab<\/span>No: le due metodiche non sono una sostitutiva dell&#8217;altra. La risonanza magnetica con mezzo di contrasto viene invece eseguita in situazioni particolari: stadiazione pre-operatoria in pazienti candidate a CT neoadiuvante e rivalutazione della risposta alla terapia; sospetta neoplasia multipla; istotipo lobulare; sorveglianza in donne ad alto rischio; cup syndrome o carcinoma occulto<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00bb<\/span>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>&#8211; Quali sono i tipi e gli stadi di tumore al seno?<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00abLa c<\/span>lassificazione istologica tra i diversi istotipi, indica che quelli pi\u00f9 frequenti sono rappresentati dal carcinoma duttale e lobulare. In relazione al profilo biologico si distinguono: Luminal A (basso rischio), Luminal B (rischio intermedio), HER 2+ dovuto al recettore 2 per il fattore di crescita epidermico umano e Tripli negativi che sono attualmente i pi\u00f9 aggressivi<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00bb<\/span>.<\/p>\n<h3 align=\"JUSTIFY\"><b>I progressi della chirurgia del tumore al seno<br \/>\n<\/b><\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>&#8211; Negli ultimi anni sono stati compiuti passi avanti nella chirurgia, soprattutto conservativa: \u00e8 vero?<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00ab<\/span>La cura del tumore al seno deve avvenire in centri specializzati all&#8217;interno di Breast Unit certificate. Diverse sono le variabili da considerare nell&#8217;ambito di un programma terapeutico personalizzato che tiene conto dello stadio di malattia, del tipo istologico, del profilo biologico del tumore, del grading, dello stato linfonodale. Grazie alla diagnosi precoce sempre maggiori sono gli interventi di tipo conservativo anche mediante tecniche di oncoplastica volte a garantire la radicalit\u00e0 oncologica con ottimi risultati estetici. Anche la mastectomia che prevede l&#8217;asportazione dell&#8217;intera ghiandola, \u00e8 volta a ottenere un buon risultato estetico attraverso tecniche di conservazione del complesso areola-capezzolo (se non interessato da malattia) e della cute sovrastante con ricostruzione mediante expander o protesi immediata<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00bb<\/span>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>&#8211; Negli ultimi anni \u00e8 cambiato anche l&#8217;approccio ai linfonodi dell&#8217;ascella, tema sul quale lei ha lavorato molto. Che cosa significa questo cambiamento?<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00abIn passato lo standard era rappresentato dallo svuotamento ascellare con asportazione dei linfonodi di I, II, III livello. Successivamente, grazie all&#8217;avvento di metodiche di individuazione del linfonodo sentinella ascellare (il primo linfonodo che drena la linfa proveniente dalla mammella) \u00e8 stato possibile valutare l&#8217;interessamento neoplastico linfonodale attraverso l&#8217;analisi istologica: la presenza di metastasi al linfonodo sentinella rappresentava l&#8217;indicazione a eseguire la dissezione ascellare con possibili sequele sensoriali e motorie dell&#8217;arto superiore. A oggi l&#8217;approccio \u00e8 diverso, come confermato da diversi studi nazionali e internazionali, tra cui lo studio italiano Sinodar One appena concluso, elaborato e coordinato dall&#8217;Istituto clinico Humanitas con il coinvolgimento di circa 40 breast unit, che conferma il ruolo stadiativo e non pi\u00f9 prognostico dello stato linfonodale. In conclusione, in condizioni particolari, in assenza di coinvolgimento clinico e strumentale preoperatorio dei linfonodi ascellari, anche in presenza di metastasi al linfonodo sentinella \u00e8 possibile omettere la dissezione ascellare<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00bb<\/span>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>&#8211; Esistono nuove nuove cure oltre a radioterapia e chemioterapia?<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00ab<\/span>Le terapie ormai standardizzate per la cura del tumore al seno sono rappresentate dalla radioterapia per ridurre il rischio di recidive locali dopo trattamento conservativo, la chemioterapia e l&#8217;ormonoterapia adiuvante. L&#8217;indicazione al trattamento chemioterapico adiuvante \u00e8 sempre pi\u00f9 specifico grazie anche all&#8217;utilizzo recente di indagini geniche-molecolari, tra cui l&#8217;Oncotype DX che analizza l&#8217;espressione di 21 geni specifici del tumore che permettono di definire la probabilit\u00e0 di risposta alla chemioterapia e quindi di personalizzare la terapia. In condizioni particolari \u00e8 possibile proporre inoltre un trattamento con anticorpi monoclonali (trastuzumab, pertuzumab, lapatinib) in monoterapia o in associazione a emtansine o inibitori delle cicline, proteine che regolano la progressione del ciclo cellulare<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\">\u00bb<\/span>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>La foto di apertura \u00e8 di Ave Calvar Martinez, quella della paziente \u00e8 di Valeria Boltneva, entrambe da pexels.com.<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proprio in ottobre, mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, Montallegro ha implementato la propria struttura diagnostica dedicata alla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":5993,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[139,141],"tags":[907,902,906,908,268,901,909,893,36,26,905,904,894,910,903],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5977"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5977"}],"version-history":[{"count":19,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5977\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6003,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5977\/revisions\/6003"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5993"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5977"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5977"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5977"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}