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Si dice che il timore dell&#8217;infezione abbia causato una notevole diminuzione di pazienti che si rivolgono al pronto soccorso e agli ambulatori medici, anche se in qualche occasione la loro situazione clinica richiederebbe un intervento indipensabile? Parliamo di questi temi con <a href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/specialisti\/fabio-bandini\/\"><strong>Fabio Bandini<\/strong><\/a>.(<em>nella foto<\/em>) da <img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-4383 alignleft\" src=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/06\/bandini.jpg\" alt=\"\" width=\"184\" height=\"187\" \/>oltre dieci anni direttore della Struttura Complessa di Neurologia dell\u2019Ospedale San Paolo di Savona e specialista con ambulatorio in Montallegro.<\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong>Problemi neurologici e Covid-19<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211;<\/span><\/span> S<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>econdo alcune informazioni il contagio da CoVID-19, oltre a colpire i polmoni, potrebbe anche avere un impatto sul sistema nervoso. Si tratta di affermazioni degne di fede e scientifiche? Se s\u00ec: quali sono i rischi?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00ab<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Da ci\u00f2 che abbiamo appreso durante la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) e la sindrome respiratoria medio orientale (MERS) e, purtroppo, in modo ancora molto parziale, durante l\u2019attuale pandemia CoVID-19 (o SARS-COV2), sappiamo &#8211; anche se le cose cambiano ogni giorno &#8211; che la componente neurologica non rappresenta il problema principale di questo tipo di infezioni. Detto questo, poich\u00e9 in corso di SARS e MERS si sono verificate rare, ma significative, complicanze neurologiche, possiamo aspettarci qualcosa di simile anche con CoVID-19. \u00c8 necessario precisare, tuttavia, che qualsiasi infezione grave (in grado, per esempio, di causare setticemia, disfunzione d\u2019organo multipla (MOF) o coagulazione intravascolare disseminata), aumenta in modo critico il rischio di sviluppare quelle che possiamo definire \u2018complicanze neurologiche indirette\u2019: per esempio, sono gi\u00e0 stati segnalati casi di pazienti con CoVID-19 e disturbi cerebrovascolari, come ictus ischemici o emorragici, che hanno un rapporto direttamente proporzionale alla gravit\u00e0 della malattia infettiva. In generale, infatti, le complicanze neurologiche descritte sinora, principalmente in Cina, sono nettamente pi\u00f9 frequenti nei pazienti pi\u00f9 gravi<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00bb<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">.<br \/>\n<\/span><\/span><b><\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>&#8211;<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Quali sono, in questi casi, le manifestazioni neurologiche pi\u00f9 frequenti?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00ab<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Le manifestazioni neurologiche pi\u00f9 frequenti, invero piuttosto aspecifiche, sono rappresentate da alterazioni dello stato di coscienza (15% dei casi gravi), cefalea e vertigini (circa il 20% dei casi). Un altro evento segnalato discretamente comune \u00e8 un non meglio definito &#8220;danno del muscolo scheletrico&#8221; (con valori di enzima CPK &gt; 200 UI\/mL). Pi\u00f9 recentemente si \u00e8 notato che la perdita del senso dell&#8217;olfatto e\/o del gusto potrebbe essere un indizio, soprattutto iniziale, di CoVID-19 e i neurologi (insieme agli ORL) possono essere i primi specialisti a evidenziarlo durante l&#8217;anamnesi o la visita. Questa possibilit\u00e0 potrebbe essere estremamente utile nell&#8217;ambito di uno screening intensificato per tentare di ridurre il rischio di trasmissione della malattia da parte di casi paucisintomatici (come, per esempio, persone che lamentino esclusivamente disturbi dell\u2019olfatto e\/o del gusto)<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00bb.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>&#8211;<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>E complicanze specifiche per chi \u00e8 stato infettato?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00ab<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Per le complicanze neurologiche specifiche nel corso di CoVID-19, dobbiamo ancora rifarci a SARS e MERS. In queste due infezioni i problemi neurologici erano rari, ma sono state segnalate alcune gravi patologie quali l\u2019Encefalite Acuta Disseminata Demielinizzante (ADEM), le encefaliti e le encefaliti del tronco encefalico. Nella CoVID-19 sono stati anche segnalati disturbi del Sistema Nervoso Periferico, quali la sindrome di Guillain-Barr\u00e9 (alcuni casi anche in Italia) o la polineuropatia da malattia critica. La questione principale \u00e8 se il virus \u00e8 in grado di infettare direttamente il Sistema Nervoso. Di nuovo, sappiamo da MERS e SARS che l\u2019infezione diretta del sistema nervoso da parte del virus \u00e8 un evento molto raro. Sappiamo anche che altri coronavirus non umani possono essere neurotropici, ossia hanno la tendenza a localizzarsi nel Sistema Nervoso Centrale. Sar\u00e0 importante valutare se, in caso di manifestazioni specifiche neurologiche in corso di CoVID-19, esse siano effettivamente attribuibili a danno diretto del virus, rilevando l&#8217;acido nucleico virale nel liquor cerebrospinale mediante PCR (la stessa tecnica usata per i tamponi faringei). <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il sospetto tuttavia, almeno per il momento, \u00e8 che l\u2019alterazione dello stato mentale e gli altri sintomi neurologici riscontrati sinora siano molto pi\u00f9 probabilmente secondari al grave stato tossi-infettivo generale piuttosto che all\u2019azione diretta del virus<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00bb.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong>Il sistema nervoso e la quarantena<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>&#8211;<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>La quarantena pu\u00f2 influenzare negativamente chiunque, ma potrebbe avere un&#8217;incidenza maggiore su particolari popolazioni pi\u00f9 fragili. Quali sono queste popolazioni? Quali sono le criticit\u00e0 che si possono riscontrare?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00ab<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Non c\u2019\u00e8 dubbio che la quarantena, spesso in ambienti non adatti a una prolungata permanenza, accompagnata dal timore di contrarre una malattia infettiva cos\u00ec contagiosa e dalla improvvisa sensazione di precariet\u00e0 e di incertezza sul futuro, pu\u00f2 compromettere la salute fisica, ma soprattutto psicologica, delle persone costrette a casa. Non \u00e8 solo il buon senso a suggerirlo, ma \u00e8 anche il risultato di uno studio effettuato su 369 persone, in 64 citt\u00e0 cinesi, pubblicato sulla rivista Psychiatry Research. Dallo studio \u00e8 emerso che nei soggetti in \u2018lockdown\u2019 il livello di salute psicofisica si \u00e8 considerevolmente ridotto. I soggetti pi\u00f9 a rischio sono gli adulti con pregressi problemi di salute (ad esempio malattie croniche come le cardiopatie e il diabete), le persone con disabilit\u00e0 di qualunque tipo, i pazienti oncologici, le donne in gravidanza e coloro che hanno dovuto smettere di lavorare come conseguenza del lockdown. Quest\u2019ultimo aspetto non deve sorprendere perch\u00e9 il lavoro, anche se routinario, aiuta le persone a trovare un senso alla propria vita<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00bb.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>&#8211;<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Quali sono i sintomi pi\u00f9 evidenti?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00ab<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00c8 intuitivo che le persone pi\u00f9 fragili psicologicamente siano quelle sulle quali il micidiale cocktail \u201cquarantena\u201d e \u201cmalattia infettiva contagiosa\u201d pu\u00f2 esercitare le influenze pi\u00f9 negative. Di fatto, secondo i dati forniti su \u2018The Lancet\u2019 da parte dei ricercatori del Department of Psychological Medicine del King&#8217;s College di Londra, circa il 40% delle persone soffre di sintomi correlati all&#8217;isolamento come cefalea persistente, disturbi di concentrazione e attenzione, sensazioni di frustrazione e rabbia, noia, ansia, insonnia e depressione. Notevole \u00e8 l\u2019aumento di incidenza del disturbo da attacco di panico. Altro effetto collaterale comune \u00e8 la fatica correlata allo stress: essa consiste in uno stato di stanchezza quasi costante che si sviluppa nel tempo e riduce energia, motivazione e concentrazione e, anche se di notte si dorme a sufficienza, la fatica pu\u00f2 farci sentire stanchi e privi di motivazione al mattino<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00bb.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>&#8211;<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>E la paura dell&#8217;infezione come incide?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00abA<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">lcuni studi provenienti dalla Cina indicano che il timore di contrarre il CoVID-19, insieme all&#8217;isolamento e al distanziamento sociale, rappresentano la &#8216;tempesta perfetta&#8217; in grado di produrre un aumento del rischio di suicidio o di altre gravi anomalie comportamentali, come abuso di alcol, violenza domestica e mancato rispetto delle direttive per la salute pubblica. Alcune delle sequele psicologiche della quarantena (es. panico, depressione, irritabilit\u00e0, insonnia) possono poi persistere anche dopo la sua fine, soprattutto in caso di isolamento prolungato. Il rischio di esiti psicosociali negativi \u00e8 pi\u00f9 alto per chi ha contratto la malattia, chi \u00e8 ad alto rischio di infezione (es. anziani) e chi soffriva gi\u00e0 di problemi psichiatrici o dipendenza da sostanze<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00bb.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>&#8211;<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Come si pu\u00f2 intervenire?<\/b><\/span><\/span><a name=\"_GoBack\"><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00ab<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Per cercare di evitare o di limitare tutto ci\u00f2 \u00e8 necessario non solo supportare le persone sul piano psicologico (anche attraverso colloqui telefonici o videochiamate con psicologi e psicoterapeuti) ed eventualmente impiegare i farmaci adatti da parte degli specialisti, ma, soprattutto, stimolare il recupero, facendo uso, per esempio, delle tecnologie per mitigare l&#8217;impatto del distanziamento. Estremamente importante, inoltre, \u00e8 che fin da subito vengano fornite indicazioni il pi\u00f9 precise possibili, poich\u00e9 l&#8217;incertezza non fa altro che aumentare l&#8217;inquietudine<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00bb.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong>Quarantena e persone pi\u00f9 fragili<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>&#8211;<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>La quasi assoluta cancellazione delle attivit\u00e0 sociali pu\u00f2 avere un&#8217;influenza negativa, anche neurologica, su alcune fasce della popolazione, in particolare quella pi\u00f9 anziana?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00ab<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #0a0a0a\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Se per le persone cosiddette \u201cnormali\u201d lo stare forzatamente a casa ha provocato disagi significativi, soprattutto psicologici, per il mondo della disabilit\u00e0 il lockdown sta mettendo a dura prova la resilienza delle famiglie che si ritrovano sempre pi\u00f9 sole a dovere fronteggiare le difficolt\u00e0 quotidiane. La tempesta scatenata dall\u2019emergenza sanitaria che ha investito il nostro Paese ha infatti reso ancora pi\u00f9 precari i servizi sanitari e sociosanitari dedicati che presentavano lacune gi\u00e0 in condizioni di \u2018normalit\u00e0<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00bb.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>&#8211;<\/b><\/span><\/span> <span style=\"color: #0a0a0a\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>E sulle persone anziane?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00ab<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #0a0a0a\">Le persone anziane, in particolare se affette da disturbi cognitivi come la malattia di Alzheimer, sono quelle per le quali il distanziamento sociale e il lockdown rappresentano l\u2019antitesi degli interventi necessari per migliorare la loro qualit\u00e0 di vita e quella delle loro famiglie. Le giornate di queste persone, prima della chiusura dei servizi, erano strutturate con una certa routine e in compagnia di volti ben definiti (come, ad esempio, i badanti). Tali certezze sono improvvisamente venute a mancare. L<\/span>a chiusura, inoltre, dei luoghi di assistenza sanitaria e sociale, come gli ambulatori medici, i caff\u00e8 Alzheimer e i centri diurni, ha fatto s\u00ec che l&#8217;accudimento degli anziani, in particolare quelli affetti da demenza, gravi interamente, <span style=\"color: #0a0a0a\">24 ore su 24, sette giorni su sette, sui familiari. <\/span>Le giornate di questi pazienti, <span style=\"color: #0a0a0a\">sempre pi\u00f9 \u201cdeprivate di stimoli\u201d, provocano un <\/span>rischio concreto di esacerbazione dei deficit cognitivi e dei disturbi comportamentali, quali ansia, aggressivit\u00e0 verbale e\/o fisica, sconvolgimento del ritmo sonno-veglia<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00bb.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>&#8211;<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Cosa si pu\u00f2 fare?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00ab<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">In questa situazione forzata, si possono suggerire ai familiari alcuni consigli pratici per i propri anziani. Per esempio, cercare di mantenere i normali ritmi sonno-veglia, conservando le abitudini giornaliere, dall&#8217;ora del risveglio, alla colazione, al pranzo all&#8217;igiene personale e all&#8217;abbigliamento. Utile anche approfittare delle tecnologie oggi disponibili come le videochiamate per contattare amici e parenti, oppure fare attivit\u00e0 motoria (semplici esercizi) durante la giornata, come brevi passeggiate intorno al palazzo o sul terrazzo. Se possibile, inoltre, sarebbe opportuno coinvolgere gli anziani pazienti nei vari impegni domestici come cucinare, apparecchiare, riordinare<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00bb.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<h3><strong>Chi sta male non deve temere l&#8217;ospedale<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>&#8211;<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Il fatto che gli ospedali siano stati costretti a puntare sulle cure anti-CoVID, limitando forzatamente l&#8217;attivit\u00e0 rivolta alle altre patologie, sta creando problemi?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00ab<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Questo \u00e8 un aspetto estremamente preoccupante, che sta purtroppo emergendo in questi mesi. Chi ha un\u2019emergenza medica, come l\u2019infarto miocardico o, nel caso del neurologo, l\u2019ictus cerebrale \u00e8 restio a rivolgersi al 118 per paura del contagio in ospedale. A confermare questa tendenza vi sono studi sia della <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Societ\u00e0 Italiana di Cardiologia sia della Societ\u00e0 Italiana di Neurologia<\/span><\/span><b> <\/b><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">che hanno registrato una riduzione di oltre il 50% dei ricoveri per tali patologie rispetto allo stesso periodo del 2019. Tale riduzione si \u00e8 verificata per i quadri clinici meno eclatanti, ma \u00e8 stata notata anche in pazienti con forme pi\u00f9 gravi di ictus o di infarto. Oltre a ci\u00f2, le persone che si sono recate in ospedale per queste patologie, per le quali il fattore tempestivit\u00e0 \u00e8 fondamentale (noto \u00e8 il detto \u201cTime is brain\u201d), lo hanno fatto tardivamente, rendendo meno efficaci o addirittura impossibili alcune terapie salva-vita. Questo andamento dei ricoveri e degli accessi al Pronto Soccorso non presenta sostanziali differenze tra Nord e Sud, nonostante il diverso impatto che il CoVID-19 ha avuto sinora nelle diverse regioni italiane<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00bb.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>&#8211;<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>E per quanto riguarda la sua specialit\u00e0, la Neurologia?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00ab<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Per quanto riguarda la Neurologia, si sono drasticamente ridotti anche gli accessi in Pronto Soccorso e i ricoveri per altri tipi di patologie, quali i traumi cranici, le cefalee, le crisi epilettiche. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Le motivazioni di questa drastica riduzione dei ricoveri sono ancora in fase di analisi, ma, sicuramente, la paura dei pazienti di ricoverarsi in ospedale e di contrarre il Covid-19 gioca un ruolo fondamentale.<\/span><\/span><b> <\/b><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Se il non recarsi in Pronto Soccorso per patologie banali pu\u00f2 essere sicuramente considerato un segno di maggiore coscienza civile, soprattutto in un momento come questo, non altrettanto pu\u00f2 dirsi per patologie gravi e potenzialmente mortali come l\u2019ictus cerebrale. \u00c8 completamente sbagliato <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">ritenere che l\u2019ictus o l\u2019infarto siano meno gravi del CoVID-19 e non bisogna assolutamente abbassare la guardia. Anche in corso di pandemia \u00e8 necessario non sottovalutare i sintomi, come ad esempio una perdita di forza improvvisa agli arti di un lato del corpo, oppure una difficolt\u00e0 acuta nell\u2019esprimersi, che potrebbero facilmente essere la spia di un problema cerebrale acuto e rivolgersi subito al 118, perch\u00e9 il ritardo nella diagnosi e nel trattamento dell\u2019ictus aumentano la mortalit\u00e0 e la disabilit\u00e0. I pazienti non devono avere paura perch\u00e9 negli ospedali ci sono percorsi differenziati dove i pazienti non si incrociano e possono, ognuno di essi, ricevere tempestivamente le cure necessarie<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00bb.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>&#8211;<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Il problema si registra anche a livello ambulatoriale&#8230;<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00ab<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Oltre al problema emergenze non-CoVID-19, si sta anche verificando un blocco quasi totale delle attivit\u00e0 ambulatoriali. Se tale provvedimento \u00e8 necessario per ridurre in modo significativo il rischio di contagio soprattutto per i pazienti pi\u00f9 fragili, da un altro punto di vista rappresenta un altro grande problema perch\u00e9, sfortunatamente, le malattie \u2018regolari\u2019 non scompaiono durante una pandemia. Il problema \u00e8 riuscire a trovare un modo per fornire assistenza ai nostri pazienti senza costringerli a esporre potenzialmente se stessi o gli operatori sanitari all\u2019infezione. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Tutti noi siamo ovviamente a disposizione per visite urgenti o, comunque, non troppo procrastinabili, ma \u00e8 innegabile, come praticamente accade in ogni centro di cui sono a conoscenza, che le visite e gli esami ambulatoriali non urgenti abbiano subito un drastico rallentamento. Chiaramente questo si ripercuoter\u00e0 sulle liste di attesa quando sar\u00e0 possibile riprendere le attivit\u00e0 ambulatoriali. Queste ultime, inoltre, non potranno pi\u00f9 essere gestite come veniva fatto prima della pandemia, con ambulatori affollati e lunghe attese: sar\u00e0 necessario approntare nuove metodiche e nuovi aspetti organizzativi per poter visitare con sicurezza i nostri pazienti<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>\u00bb.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span class=\"attribution_field hide-sm hide-md\"><em>La foto di apertura \u00e8 di Gerd Altmann da Pixabay.<\/em> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Covid-19 pu\u00f2 &#8220;attaccare&#8221; il sistema nervoso o comunque causare complicanze non solo polmonari?\u00a0 Soprattutto: quali influenze negative pu\u00f2 avere [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":5712,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[758,139,141],"tags":[767,796,760,759,801,293,36,799,797,800,776,798],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5709"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5709"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5709\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5727,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5709\/revisions\/5727"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5712"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5709"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5709"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5709"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}