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Ecco il passo: \u201c<em>Un doveroso saluto va alla clinica Montallegro nelle figure di Francesco Berti Riboli, Luca Spigno e in particolare all&#8217;amico Giorgio Maietta che si \u00e8 preso cura di me nei tanti giorni passati insieme<\/em>\u201d.<br \/>\nTempesti, che compir\u00e0 40 anni il 9 luglio, ha vinto tutto. In Italia una Coppa delle coppe con la Florentia, 14 scudetti, 13 Coppe Italia, 5 Len Champions League, 5 Supercoppe eurpopee, una Lega Adriatica con la Pro Recco.<br \/>\nCon la Nazionale, dove ha esordito nel 1999, un argento (2012) e un bronzo (2016) alle Olimpiadi, un argento (2003) e un oro (2011) ai Mondiali, un argento alla Coppa del Mondo 1999, un argento (2010) e un Bronzo (2013) agli Europei, due argenti (2003 e 2011) e un bronzo (2012) alla World League.<br \/>\n<strong>Ecco il testo della lettera<\/strong>:<br \/>\n\u201cTante volte mi sono chiesto come sarebbe stato, che emozioni avrei provato, quali pensieri mi avrebbero accompagnato salutando la mia famiglia sportiva, la mia societ\u00e0, la mia Pro Recco.<br \/>\nImmaginavo tristezza, lacrime, dolore e tanto dispiacere. Invece mi ritrovo oggi a sorridere e a essere felice. Si, sono felice perch\u00e9 guardandomi indietro e tornando con la mente a questi ultimi 16 anni vedo tanta gioia e tanti successi, grande stima e immenso amore.<br \/>\nCi sono stati tanti momenti tristi e situazioni difficili ma anche questi hanno contribuito a rendere indimenticabili le gesta del passato.<br \/>\nA partire da quei sette dirigenti che fecero la follia di acquistarmi, investendo su un giovane ragazzo che ancora tanto aveva da dimostrare.<br \/>\nMi guardo indietro e ripenso con affetto a chi mi ha allenato e adesso non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, i cari Enzo D&#8217;Angelo e Paolo De Crescenzo, signori di un tempo che fu.<br \/>\nRingrazio chi mi ha allenato e fatto diventare quello che sono oggi, Pino Porzio, l&#8217;amico Riccardo Tempestini, Igor Milanovic, Amedeo Pomilio, Vladimir Vujasinovic e, last but not least, Ratko Rudic.<br \/>\nRingrazio i preparatori atletici che negli anni si sono susseguiti, diventati poi tutti cari amici e confidenti: Paolo Barbero, Francesco Rizzo, Donato Quinto e Willians Morales.<br \/>\nRingrazio di cuore per la loro passione i fisioterapisti nominando, per dovere nei confronti del gentil sesso, l&#8217;amica Elisa Javarone.<br \/>\nRingrazio lo staff e la segreteria, da Gianfranco Mantovani a Marta Finetti passando per Jonathan Del Galdo e tutti coloro che ci promuovono nel mondo.<br \/>\nRingrazio tutti i giornalisti con i quali ho avuto il piacere di conversare, anch&#8217;essi divenuti poi amici negli anni, da Guido Martinelli a Italo Vallebella, da Claudio Mangini a Francesco Grillone, per arrivare al simpaticissimo partenopeo Franco Carrella.<br \/>\nAbbraccio con affetto i portieri che mi hanno sopportato e supportato negli anni, il dotto Claudio Bozzo, l&#8217;inesauribile Dario Gennaro, il fratello Jack Pastorino, indispensabile con la sua pazienza e fedelt\u00e0, il saggio Goran Volarevic, Francesco Massaro e Marko Bjiac.<br \/>\nI giocatori ai quali ho avuto l&#8217;ardire di coprire le spalle sono troppi da nominare e rischierei di fare torto a qualcuno, dimenticando qualche nome; vi ringrazio tutti. Col cuore e le braccia ho sempre cercato di darvi sicurezza in quel rettangolo di porta a volte maledetto, a volte sacro e inviolabile.<br \/>\nStringo al petto con calore i dirigenti e tutti coloro che hanno contribuito a rendere grande questa societ\u00e0, non abbiatene a male se nomino il buon Pino Capurro e il sagace Massimo Ferreccio per rappresentarvi al meglio con la stima che meritate.<br \/>\nAbbraccio tutti i tifosi che in questi anni ci hanno seguito e supportato. Porter\u00f2 sempre nel cuore l&#8217;urlo della cara Andreina, &#8220;Reccooooooo&#8221;, che rimbomba ancora in tutte le piscine del mondo, e l&#8217;ultimo striscione che mi avete dedicato rester\u00e0 una fotografia che porter\u00f2 sempre con me.<br \/>\nRingrazio l&#8217;amico Gianni De Ferrari, il fratello Massimo e tutto il suo staff per avermi sempre sostenuto con affetto e stima incrollabili.<br \/>\nUna menzione particolare va al grande Eraldo Pizzo, sempre presente col consiglio giusto e una saggezza ineguagliabile. Ti voglio bene Caimano, compagno di mille chiacchierate e aneddoti indimenticabili.<br \/>\nAbbraccio il caro amico fraterno Maurizio Felugo che mi ha dato l&#8217;onore di essere il padrino di Nina e mi \u00e8 stato vicino in tutte le vesti possibili e immaginabili in questi lunghi anni. Grazie Mauri, abbiamo creato insieme qualcosa di unico e irripetibile.<br \/>\nSaluto con calore Arnaldo, altro fratello, anche lui amico fedele e instancabile nel rendere sempre tutto pi\u00f9 facile e divertente con l&#8217;abilit\u00e0 di un grande professionista.<br \/>\nUn doveroso saluto va alla clinica Montallegro nelle figure di Francesco Berti Riboli, Luca Spigno e in particolare all&#8217;amico Giorgio Maietta che si \u00e8 preso cura di me nei tanti giorni passati insieme.<br \/>\nTutti questi anni hanno per\u00f2 avuto un denominatore comune, colui che \u00e8 diventato un punto di riferimento fisso e costante, un secondo padre sempre pronto a rispondere a qualunque bisogno e a qualunque necessit\u00e0, un cuore grande sul quale fare sempre affidamento nei momenti difficili e senza il quale questo splendido sogno non si sarebbe mai realizzato. GRAZIE Gabriele, GRAZIE Presidente, GRAZIE per tutto quello che hai creato e al quale mi hai permesso di partecipare.<br \/>\n\u00c8 stato un onore e un privilegio essere il capitano della tua Pro Recco. Mi hai sempre difeso e non lo dimenticher\u00f2 mai.<br \/>\nGrazie a tutti, spero di aver meritato l&#8217;affetto che mi avete dimostrato in questi sedici anni.<br \/>\nMe ne vado per un po&#8217;, ho ancora un pezzettino di storia da scrivere, ma torno presto&#8230;<br \/>\nSempre FORZA PRO RECCO\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella sua lunga e bella lettera di addio alla Pro Recco di cui veste la colottina dal 2003, il portiere [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":2582,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[36,84,650],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5296"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5296"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5296\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5299,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5296\/revisions\/5299"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2582"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5296"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5296"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5296"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}