


{"id":517,"date":"2016-11-26T16:41:00","date_gmt":"2016-11-26T15:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.montallegro.it\/?p=517"},"modified":"2018-07-05T11:30:17","modified_gmt":"2018-07-05T09:30:17","slug":"giornata-nazionale-parkinson-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/giornata-nazionale-parkinson-2016\/","title":{"rendered":"Giornata nazionale della malattia di Parkinson"},"content":{"rendered":"<p>Il 26 novembre \u00e8 la giornata nazionale della <strong>lotta contro il Parkinson<\/strong> e di sostegno alla ricerca contro questa malattia. <strong><a href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/specialista\/fabio-bandini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fabio Bandini<\/a><\/strong>, primario di Neurologia alla Asl3 spiega ai lettori di Villa Montallegro sintomi e cura della malattia e le nuove frontiere terapeutiche.<\/p>\n<p><!--more-->Il Parkinson \u00e8 una <strong>malattia neurodegenerativa<\/strong> a esordio senile o presenile, a lenta e progressiva evoluzione, che colpisce circa il 3 per mille della popolazione generale, ma circa l\u20191% di quella sopra i 65 anni (anche se sono sempre pi\u00f9 frequenti i casi diagnosticati in et\u00e0 pi\u00f9 giovane). In Italia i malati di Parkinson sono circa<strong> 300 mila<\/strong>. A causa della malattia gli individui perdono progressivamente l&#8217;autosufficienza e, altrettanto progressivamente, diventano parzialmente o totalmente dipendenti da familiari e \u201ccaregiver\u201d. L\u2019impatto sul paziente e sul \u201ccaregiver\u201d \u00e8 particolarmente avvertito in <strong>Liguria<\/strong>, la regione italiana, secondo l\u2019Istat, con la pi\u00f9 alta percentuale di persone di oltre 65 anni (26,7%). Le cause della malattia sono ancora ignote, nonostante sia conosciuta da circa 200 anni, e, pi\u00f9 precisamente, dal 1817, anno in cui il medico londinese <strong>James Parkinson<\/strong> descrisse la malattia nel suo \u201cAn essay on the shaking palsy\u201d (Un saggio sulla paralisi agitante).<\/p>\n<p>\u00c8 verosimile che <strong>cause ambientali<\/strong> (metalli pesanti, pesticidi) e genetiche abbiano un ruolo importante nello<strong> sviluppo della malattia<\/strong>. In particolare, si ipotizza che un importante sistema deposto alla pulizia del cervello dalle proteine tossiche alteri il suo funzionamento, con conseguente accumulo di tali proteine nei neuroni produttori di dopamina delle aree profonde del cervello (\u201cnuclei della base\u201d).<\/p>\n<p>Dal punto di vista sintomatologico la malattia di Parkinson \u00e8 stata concepita per molti anni come un disturbo quasi esclusivamente motorio, caratterizzato dal \u201cfamoso\u201d <strong>tremore<\/strong>, associato per\u00f2 a lentezza dei movimenti, rigidit\u00e0 muscolare e instabilit\u00e0 posturale. In realt\u00e0 la malattia \u00e8 andata sempre pi\u00f9 delineandosi come un insieme di <strong>disturbi motori<\/strong> e non motori (es. dolore, alterazioni della sfera affettiva e cognitiva, del sonno, della visione, dell\u2019apparato gastroenterico). I sintomi motori sono abbastanza facilmente riconoscibili: tremore (tipicamente a riposo), rigidit\u00e0 e lentezza dei movimenti fino a problemi di stabilit\u00e0 posturale e di equilibrio. In genere i sintomi si presentano in modo asimmetrico, privilegiando un lato del corpo (emi-parkinson). Solo una <strong><a href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/trova-specialista?specialistat=&amp;specializzazione=neurologia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">visita neurologica<\/a><\/strong> accurata pu\u00f2 determinare se questi e altri sintomi (come problemi di deglutizione, di funzionalit\u00e0 gastro-intestinale, problemi del sonno, depressione) fanno parte del quadro clinico del Parkinson. \u00c8 importante sapere che il tremore pu\u00f2 avere <strong>origini<\/strong> assolutamente diverse dalla malattia di Parkinson e, se \u00e8 vero che il Paziente con Parkinson trema (anche se non \u00e8 una regola assoluta), non \u00e8 altrettanto vero l\u2019assioma che \u201ctutti quelli che tremano hanno il Parkinson\u201d.<\/p>\n<h2>Come diagnosticarla, cosa fare dopo?<\/h2>\n<p>In Villa Montallegro, il <a href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/?p=346\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">neurologo<\/a>\u00a0per formulare una diagnosi, deve analizzare sia i sintomi, sia la storia clinica del paziente. La <strong>diagnosi di malattia di Parkinson<\/strong> \u00e8, ancor oggi, preminentemente clinica, anche se alcuni esami ematochimici e strumentali possono essere utili per escludere altre patologie che possono presentare sintomi simili alla malattia, pur avendo cause differenti. In tal senso, particolarmente utili sono le<strong> <a href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/category\/diagnostica\/neurologica\/diagnostica-per-immagini-neurologica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">neuro immagini<\/a><\/strong> (TC e RM encefalica). Esami particolari come la SPECT DaTSCAN sono in grado di confermare o escludere la sofferenza dei neuroni dei nuclei della base produttori di dopamina, anche in uno stadio precoce della malattia. Gli apparecchi per l\u2019esecuzione delle immagini SPECT sono simili a quelli per la TAC, ma forniscono immagini cerebrali \u201cfunzionali\u201d invece che anatomiche. L\u2019esame con DaTSCAN non pu\u00f2 considerarsi come conclusivo nella diagnosi di Parkinson, ma indubbiamente una buona visita neurologica, con l\u2019ausilio dell\u2019esame SPECT DaTSCAN pu\u00f2 portare a una diagnosi molto accurata.<\/p>\n<h2>Come si cura?<\/h2>\n<p>La<strong>\u00a0cura del Parkinson<\/strong> si basa fondamentalmente su farmaci capaci di migliorare i sintomi della malattia, ma che, purtroppo, riducono la loro efficacia negli anni. Fino a oggi la malattia \u00e8 stata combattuta solo a livello dei sintomi, non nella sua progressione. Le <strong>terapie<\/strong> vanno iniziate il prima possibile, allo scopo di ottenere una miglior qualit\u00e0 di vita dei Pazienti. Sappiamo che i sintomi del Parkinson sono dovuti alla riduzione della produzione cerebrale della dopamina. Dopo l\u2019introduzione della levodopa (sostanza che viene trasformata nella dopamina livello cerebrale) nella terapia della malattia di Parkinson, la <strong>qualit\u00e0 della vita<\/strong> dei parkinsoniani miglior\u00f2 consistentemente e, l\u2019aspettativa e la durata di vita, che in epoca pre-levodopa erano di molto ridotte, tornarono a essere assai simili a quella della popolazione generale.<\/p>\n<p>Esiste, purtroppo, un problema importante con la <strong>levodopa<\/strong>, cio\u00e8 il fatto che a distanza di alcuni anni, durante i quali il Paziente ha assunto regolarmente la terapia, compaiono effetti collaterali assai disturbanti, in particolare le <strong>fluttuazioni motorie<\/strong> (variazioni consistenti nelle prestazioni motorie, per cui si passa in modo pi\u00f9 o meno repentino da una condizione definita &#8220;fase on&#8221; a una altra definita &#8220;fase off\u201d; nella &#8220;fase on&#8221; il parkinsoniano \u00e8 in grado di svolgere tutte le attivit\u00e0 della <strong>vita quotidiana<\/strong> (vestirsi, mangiare, lavarsi, parlare, levarsi dal letto ecc.) nella &#8220;fase off&#8221; invece tutte queste abilit\u00e0 diventano sostanzialmente impossibili e ricompaiono i sintomi della malattia (rigidit\u00e0, tremore), assenti nella &#8220;fase on&#8221;) e le discinesie (movimenti involontari che si sovrappongono ai movimenti volontari, in grado di interessare tutti i distretti corporei (mano, braccio, piede, faccia, tronco etc.), diventando essi stessi causa di impedimento e di imbarazzo per il Paziente).<\/p>\n<p>Le fluttuazioni motorie e le ipercinesie realizzano la cosiddetta &#8220;<strong>fase scompensata<\/strong>&#8220;. In questa fase (cosiddetta scompensata della malattia di Parkinson) vi \u00e8 la necessit\u00e0 di nuove <strong>strategie terapeutiche<\/strong> per migliorare la qualit\u00e0 di vita dei Pazienti che di seguito ricordiamo.<\/p>\n<h3>L\u2019intervento neurochirurgico di Stimolazione Cerebrale Profonda (DBS o Deep Brain Stimulation) di differenti nuclei situati profondamente nel cervello<\/h3>\n<p>Questi nuclei sono situati al centro del cervello, circondati da altro <strong>tessuto cerebrale<\/strong> per cui non possono essere raggiunti con il bisturi perch\u00e9 troppo gravi sarebbero le conseguenze per il malato. Per raggiungerli si utilizza il <strong>metodo stereotassico<\/strong>, metodica che permette la precisa localizzazione del nucleo che si vuole raggiungere, e di una sonda sottilissima che va a posizionarsi con il suo terminale, la punta, proprio sulla struttura bersaglio. La stimolazione del nucleo, che viene effettuata tramite uno stimolatore esterno, posto sottocute nella porzione alta del torace (come il pace-maker cardiaco), determina il blocco funzionale del nucleo stesso e il risultato terapeutico, cio\u00e8 il netto <strong>miglioramento dei sintomi<\/strong> parkinsoniani. I risultati ottenuti fino a oggi sono molto soddisfacenti, Controindicazioni all\u2019intervento sono: condizioni generali scadenti e qualsiasi situazione che implichi una ridotta <strong>aspettativa di vita<\/strong>, un\u2019et\u00e0 biologica avanzata e cronologica sopra i 70 anni, la presenza di un deterioramento intellettivo, precedenti psichiatrici, scarsa motivazione o collaborazione del paziente. Oltre ai rischi generici di un intervento neurochirurgico, le complicanze pi\u00f9 temibili sono l\u2019emorragia cerebrale e i processi infettivi che comportano la rimozione dell\u2019elettrodo. Queste complicanze si verificano in una percentuale molto bassa (all\u2019incirca 1%).<\/p>\n<h3>L\u2019infusione duodenale di levodopa\/carbidopa (Duodopa\u00ae)<\/h3>\n<p>Si tratta di un gel per somministrazione intestinale continua a base di levodopa e carbidopa che viene somministrato per infusione intestinale tramite una <strong>PEG digiunale<\/strong>, collegata a una pompa portatile. Con questa metodica le fluttuazioni motorie e le discinesie si riducono notevolmente. A questi risultati positivi, si aggiungono anche quelli di alcuni recenti studi in cui Duodopa\u00ae mostra efficacia anche sui sintomi non motori correlati alla malattia. Le complicanze pi\u00f9 frequenti sono legate al malfunzionamento della pompa portatile. Va segnalato che rispetto alla DBS, l\u2019infusione intestinale continua di Duodopa\u00ae pu\u00f2 essere utilizzata anche nei pazienti anziani, oltre i 70 anni, con disturbi cognitivi di grado moderato.<\/p>\n<p>Per completezza, si segnalano altri <strong>farmaci<\/strong> in grado di apportare beneficio sintomatologico ai pazienti affetti da Parkinson.<\/p>\n<h3>I farmaci dopaminoagonisti<\/h3>\n<p>Questi vanno a stimolare direttamente (di qui il nome di dopaminoagonisti diretti) il recettore della dopamina, che \u00e8 una zona specializzata della cellula nervosa, alla quale la <strong>dopamina<\/strong> stessa e il farmaco dopaminoagonista si devono legare per poter agire. Stimolando questo recettore possono svolgere compiti simili a quelli della dopamina all\u2019interno dei nuclei della base. Oggi, grazie a nuove formulazioni farmacologiche, i dopaminoagonisti possono garantire un\u2019adeguata stimolazione dopaminergica anche per 24 ore consentendo una sola somministrazione giornaliera. I principali farmaci dopaminoagonisti disponibili sono: <strong>ropinirolo, pramipexolo, rotigotina e apomorfina.<\/strong><\/p>\n<h3>Gli inibitori della catecol-O-metiltransferasi (COMT)<\/h3>\n<p>Come <strong>tolcapone<\/strong> ed <strong>entacapone<\/strong>, sono in grado bloccano un enzima che degrada la dopamina, permettendo quindi un prolungamento della permanenza della dopamina nel sangue e quindi l\u2019efficacia nel tempo.<\/p>\n<p>Gli inibitori delle monoaminoossidasi di tipo B (MAOB)<\/p>\n<p>Bloccano l\u2019enzima che degrada la dopamina nel cervello. Il blocco di questo enzima fa s\u00ec che la dopamina aumenti nel cervello e aumenti la sua permanenza nella sinapsi. Gli inibitori delle MAOB in commercio sono la <strong>selgelina<\/strong>, la <strong>rasagilina<\/strong> e, pi\u00f9 recentemente, la <strong>safinamide<\/strong> (che possiede anche altri meccanismi di azione).<\/p>\n<h2>Quali sono le nuove frontiere terapeutiche?<\/h2>\n<p>Questa domanda \u00e8 carica di una notevole componente affettiva: la speranza che la <strong>cura<\/strong> nuova possa essere <strong>risolutrice<\/strong>, o quanto meno sia pi\u00f9 efficace e quindi pi\u00f9 valida delle altre cure gi\u00e0 note e in uso. Purtroppo questa attesa viene di solito e almeno in parte non soddisfatta: fino a oggi cure che siano in grado di fare regredire la malattia non esistono, cio\u00e8 non esiste una terapia che faccia guarire. Peraltro la <strong>ricerca farmacologica<\/strong> e non solo quella, \u00e8 sempre attiva, e negli ultimi anni sono state scoperte e identificate nuove sostanze, che rappresentano un ausilio utile, e che costituiscono un arricchimento dell\u2019armamentario terapeutico a disposizione del neurologo e del malato.<\/p>\n<p>Una delle nuove frontiere della terapia del Parkinson sta proprio nel cercare di far fronte non solo ai sintomi invalidanti quale tremore e <strong>rigidit\u00e0 motorie<\/strong>, ma di proteggere le cellule cerebrali dalla progressiva degenerazione che porta, alla fine, anche alla <strong>demenza<\/strong>. Il futuro: la neuroprotezione. Attualmente sono in corso diversi studi sperimentali con farmaci che in laboratorio hanno dimostrato di proteggere le cellule nervose dai danni della malattia. Con questa strategia farmacologia innovativa, detta neuroprotezione, ci sono buone possibilit\u00e0 di sperare in un futuro in cui si possa frenare il decorso della malattia. Un corretto approccio alla gestione della malattia di Parkinson non pu\u00f2 prescindere da una presa in carico globale dei Pazienti che preveda anche il ricorso a interventi di carattere riabilitativo.<\/p>\n<p>Va detto, innanzi tutto, che \u201cmuoversi\u201d \u00e8 in generale di grande beneficio, non solo sul piano fisico ma anche e soprattutto su quello psicologico. \u00c8 stato a pi\u00f9 riprese documentato da studi scientifici che la terapia fisica, seppur non in grado di modificare la progressione della malattia, riesce a migliorare significativamente le capacit\u00e0 funzionali dei Pazienti e la loro qualit\u00e0 di vita. \u00c8 in primo luogo utile che un paziente si sottoponga a cicli di <a href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/home-page-fisiokinesiterapia-e-riabilitazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>fisiochinesiterapia<\/strong> <strong>passiva<\/strong><\/a>\u00a0quando la rigidit\u00e0 muscolare \u201cblocca\u201d le articolazioni e ne riduce la possibilit\u00e0 di movimento. E lo stesso riguarda la <strong>riabilitazione<\/strong> dopo un intervento neurologico.<\/p>\n<p>Particolare attenzione deve essere rivolta alla tensione muscolare della colonna che pu\u00f2 dare dolore e deviazioni laterali o in avanti. Per i disturbi della marcia un training contipologie-di-ricovero\/per-riabilitazione<strong>tapis roulant<\/strong> pu\u00f2 rivelarsi di grande aiuto. Molto utile \u00e8 anche la ginnastica attiva di gruppo, che pu\u00f2 essere effettuata anche in un contesto di <strong>Musicoterapia<\/strong> attiva con l\u2019uso di strumenti musicali. Questa attivit\u00e0 risponde anche allo scopo di far socializzare il paziente e al contempo di migliorarne il tono dell\u2019umore. Molti pazienti ascoltano musica ritmica per sbloccare il movimento delle gambe; \u00e8 il principio della \u201cstimolazione ritmica uditiva\u201d che viene applicato in contesti specifici per la riabilitazione del cammino. In queste sedute il ritmo musicale aumenta progressivamente e facilita il paziente ad aumentare il ritmo del passo.<\/p>\n<p>L\u2019utilizzo della musica come sorgente esterna a sostegno del movimento trova campo anche in <strong>danzaterapia<\/strong> (tango in particolare), con risultati a volte sorprendenti. \u00c8 importante ricordare che la riabilitazione funziona di pi\u00f9 se il paziente \u00e8 al meglio della terapia, quindi, nei pazienti con fluttuazioni motorie \u00e8 opportuno che venga eseguita sempre in condizioni di \u201cON\u201d terapia. Inoltre, alla fine di una sessione non bisogna essere affaticati, in questo caso occorre dire al fisioterapista di alleggerire il carico. Infine, \u00e8 necessario evitare di stare per lungo tempo con una postura i flessa del tronco, del capo e delle spalle. Da non dimenticare il fatto che i Pazienti con malattia di Parkinson riferiscono frequentemente calo del <strong>tono della voce<\/strong> e impaccio nell\u2019articolare le parole.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 importante ai fini della salute \u00e8 la <strong>difficolt\u00e0 a deglutire<\/strong>, o disfagia, che nelle fasi avanzate di malattia comporta spesso calo ponderale, perdita di continuit\u00e0 nella assunzione delle terapie orali e, soprattutto, il rischio di inalazione di cibo con conseguente <strong>polmonite<\/strong> detta \u201cab ingestiis\u201d. \u00c8 molto importante che il paziente riferisca subito al neurologo le difficolt\u00e0 nella deglutizione per cercare insieme la migliore soluzione al problema. Quando le difficolt\u00e0 si manifestano occorre essere valutati da un medico otorinolaringoiatra esperto in deglutizione, o foniatra, e da un logopedista. Per la disfagia esistono regole d\u2019igiene dell\u2019alimentazione che possono migliorare la deglutizione (evitare cibi troppo duri oppure friabili e le doppie consistenze, come la minestra). \u00c8 poi importante assumere una posizione corretta con la schiena ben appoggiata allo schienale della sedia e gli avambracci appoggiati al tavolo. Occorre infine occorre mangiare lentamente, assumendo piccoli bocconi ed evitando di parlare o distrarsi mentre si mangia. Esistono inoltre numerosi rimedi, come l\u2019introduzione di addensanti, le gelatine per facilitare l\u2019assunzione di farmaci, la riabilitazione logopedica, nell\u2019ambito di una riabilitazione mirata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 26 novembre \u00e8 la giornata nazionale della <strong>lotta contro il Parkinson<\/strong> e di sostegno alla ricerca contro questa malattia. <strong><a href=\"medici\/bandini-fabio\" target=\"_blank\">Fabio Bandini<\/a><\/strong>, primario di Neurologia alla Asl3 spiega ai lettori di Villa Montallegro sintomi e cura della malattia e le nuove frontiere terapeutiche.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":2598,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[3,12],"tags":[13,5],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/517"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=517"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/517\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4554,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/517\/revisions\/4554"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2598"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=517"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=517"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=517"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}