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Vulvoscopia


Consiste nell’attenta osservazione della vulva (i genitali esterni femminili, formati dalle grandi labbra, parzialmente ricoperte di peli, dalle piccole labbra o ninfe, dal clitoride e dal vestibolo vaginale) utilizzando una fonte di ingrandimento (spesso il colposcopio, ma non solo) e una luce adeguata. È indicata in caso di riscontro clinico di lesioni o in presenza di sintomi (specie prurito) persistenti e resistenti ai più comuni trattamenti.
Il tumore della vulva, nonostante la sua localizzazione “a vista” viene spesso diagnosticato – specie nelle donna anziana – in stadio avanzato e dopo mesi, se non anni, di sintomi trascurati. È importante che la donna, ma anche i familiari e i Medici cui essi fanno riferimento, ricordino la possibilità dei tumori vulvari e raccomandino un approfondimento vulvoscopico in presenza di ogni lesione – anche di piccolo volume – duratura nel tempo e non rispondente alle più comuni terapie locali o sistemiche. All'“osservazione ingrandita e ben illuminata” fa seguito la palpazione e l’eventuale esecuzione di biopsia mirata che spesso in questa sede richiede l’utilizzo di bisturi e l’applicazione di alcuni punti di sutura a scopo emostatico.