TC ossea


La TC dei segmenti ossei-articolari è metodica divenuta ormai insostituibile nella patologia traumatologica in urgenza, laddove la radiologia tradizionale non sia in grado o presenti difficoltà tecniche nel dimostrare una frattura sospettata all’esame clinico e o sulla base dalla meccanica del trauma.
Nonostante l’avvento della risonanza magnetica, ancor oggi la TC è l’esame di prima linea quando sia necessaria una grande velocità di esecuzione dell’esame, in Pazienti doloranti e impossibilitati a mantenere l’immobilità assoluta e prolungata necessaria per un buon esame RM.
Il valore aggiunto della TC è rappresentato dalla possibilità di ottenere precise ricostruzioni tridimensionali e in volume-rendering, utili per il Chirurgo ortopedico, in particolare nel caso di fratture complesse con frammenti spazialmente dislocati. In queste situazioni le immagini TC 3D sono infatti uno strumento prezioso per il planning pre-operatorio e per effettuare le misurazioni necessarie alla scelta del più corretto approccio chirurgico nel rispetto di strutture anatomiche delicate quali vasi e nervi. Nel caso delle fratture del sacro e del bacino, la valutazione TC è di fondamentale importanza per la capacità di studiare contemporaneamente lo scheletro osseo e il contenuto dello scavo pelvico che in queste fratture può subire gravi danni.
Solo in particolari indagini TC, come nella patologia oncologica, può venire utilizzato il mezzo di contrasto per iniezione endovenosa; ancor più di rado il mezzo di contrasto è iniettato per via intra-articolare (es. artro TC spalla, gomito, polso o caviglia).