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Come si svolge l’esame?
Dopo aver tolto qualsiasi oggetto o indumento contenente metallo, il Paziente viene fatto distendere sopra un lettino che, attraverso un comando elettronico, scorrerà fino a posizionarsi tra i poli del magnete. Nei macchinari tradizionali la forma dell'apparecchiatura potrebbe creare problemi a chi soffre di claustrofobia. Oggi sono tuttavia a disposizione anche macchinari più moderni, dove il problema si pone in modo molto minore.
Durante l'esame, al Paziente non è richiesta alcuna forma di collaborazione, se non quella di rilassarsi e di avvertire il personale tramite appositi strumenti in caso di malessere. Le apparecchiature sono infatti dotate di altoparlanti e di microfoni per comunicare con il Medico o con il personale addetto. A protezione dei rumori piuttosto forti e secchi, dovuti all'emissione delle onde radio, vengono anche forniti appositi auricolari
La durata media dell'esame è generalmente compresa tra i 20 e i 30 minuti, anche se le tecniche più moderne consentono di ridurre i tempi di rilevazione.

Ci sono controindicazioni?
Non possono sottoporsi a RM i portatori di pacemaker cardiaco o di neurostimolatori perché il campo magnetico potrebbe alterarne il funzionamento. L'esame è controindicato anche per chi ha nel corpo strutture metalliche di vario tipo, specialmente se in prossimità di organi vitali. Tipicamente si tratta di protesi, chiodi e viti applicate in ortopedia, ma esistono anche altri dispositivi, es. clip vascolari, che potrebbero rendere rischioso l'esame. Le protesi del cristallino impiantate per la cataratta o le valvole cardiache metalliche costituiscono un altro motivo di controindicazione all'esecuzione della risonanza magnetica. Grazie ai progressi della tecnologia, tuttavia, ormai da diversi anni gran parte dei metalli utilizzati per uso medico è compatibile con la risonanza magnetica. Durante la gravidanza l'esame non è controindicato, anche se la prudenza consiglia di evitarlo nelle prime 12 settimane.