Questo sito utilizza cookies propri e di terzi al fine di consentirti la migliore esperienza nel suo utilizzo. Se procedi con la navigazione accetti la loro presenza.

Resezione prostatica con laser a tullio



La prostata è una ghiandola della grandezza di una castagna posizionata sotto la vescica e attorno all’uretra; ha il compito di produrre parte del liquido seminale.
Il suo ingrossamento (ipertrofia) può determinare una serie di disturbi irritativi (bruciore urinario, aumentata frequenza delle minzioni, minzioni notturne, sanguinamento) e ostruttivi (esitazione e difficoltà minzionale, diminuzione del flusso urinario, ritenzione d’urina).
Questi disturbi sono molto frequenti nei maschi al di sopra dei 50 anni di età (17-37%).

La THULEP (Thullium Laser Enucleation of the Prostate) è una tecnica di resezione prostatica mini invasiva che riproduce i risultati della chirurgia a cielo aperto, provoca scarso sanguinamento e consente la dimissione dopo 1-2 giorni. È indicata in Pazienti che, per motivi cardiocircolatori, debbano assumere farmaci anticoagulanti. I disturbi irritativi postoperatori (che non possono essere nulli perché comunque esiste una ferita interna) sono significativamente ridotti rispetto alle tecniche di vaporizzazione e di resezione prostatica transuretrale con elettrobisturi (TURP).
Quando l’ipertrofia prostatica veniva operata solo a cielo aperto, era il dito esperto dell’Urologo a enucleare l'adenoma dalla ghiandola normale.
Successivamente, con la resezione endoscopica (TURP), l'introduzione di uno strumento (il resettore) nell'uretra ha consentito un taglio del tessuto prostatico ipertrofico in frammenti aspirati all’esterno con il liquido di lavaggio. La TURP è un intervento di non facile esecuzione che può provocare sanguinamento; la cavità residua (loggia prostatica) è in generale meno regolare rispetto a quanto succede dopo l'enucleazione e l’asportazione dell’adenoma è talora meno “completa” , specie se l’operatore non ha una lunga esperienza.
Dopo almeno 20 anni di questa pratica, sono state sperimentate tecniche endoscopiche alternative, molte delle quali basate sulle proprietà del raggio laser di evaporare i tessuti.
La tecnica più innovatica – utilizzata anche in Villa Montallegro – prevede l'uso del più potente laser in commercio, il laser a tullio, per riprodurre la vecchia tecnica dell’enucleazione dell’adenoma, usandolo come il dito dell’urologo ma per via endoscopica.
Attraverso il canale uretrale viene introdotto uno strumento endoscopico nel quale si inserisce una sonda laser. Il laser enuclea la porzione di prostata ingrossata che viene staccata per l’azione combinata della fibra laser e dello strumento; le porzioni di prostata (lobi) vengono fatte "cadere" in vescica dove, al termine della procedura, saranno “tritate” da un apposito strumento (morcellatore) che provvede anche ad aspirarle e portarle all’esterno.
Questa procedura permette di effettuare l'esame istologico dei frammenti prostatici asportati, non possibile con gli altri tipi di laser (a olmio, green laser, etc.) che vaporizzano soltanto.
L'intervento viene eseguito preferibilmente in anestesia loco-regionale (spinale). Al termine viene posizionato un catetere vescicale di piccolo calibro, senza alcun lavaggio della vescica, che sarà rimosso dopo 1-2 giorni. La durata della procedura varia da 40 a 90 minuti, dipendendo prevalentemente dalle dimensioni della prostata.