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Radiologia interventistica


Comprende tutte le procedure invasive (che prevedono introduzione di sonde, aghi o altri dispostivi all’interno del corpo) eseguite sotto guida strumentale (rX, ecografia, TC o RMN).
La prima tecnica radiologica interventistica, l’angiografia, è stata ideata negli anni ’50 con la semplice puntura dell’arteria femorale in epoca ben precedente all’avvento dell’eco-color-doppler e della TC.
Da allora, negli anni ’60-‘70 sono stati approntati i primi trattamenti di angioplastica, ovvero di disostruzione di arterie occluse, senza ricorrere alla chirurgia.
Successivamente la radiologia interventistica ha ampliato notevolmente i suoi campi di applicazione grazie all’affinamento dei materiali che attualmente permettono biopsie eco-guidate e TC-guidate di diversi organi e tessuti, procedure mini-invasive non chirurgiche (drenaggi addominali, posizionamento di endoprotesi biliari, di endoprotesi aortiche negli aneurismi, di stent all’interno di carotidi, vasi cerebrali e arterie degli arti), in maniera analoga a quanto avviene nel trattamento delle coronarie durante un infarto.
Altri trattamenti di radiologia interventistica comprendono la nefrostomia ecoguidata, l’embolizzazione dei fibromi uterini, la chemioembolizzazione o l’ablazione con radiofrequenza (RF) di tumori epatici, renali, tiroidei, etc., fino al trattamento in urgenza di gravi emorragie interne con l’embolizzazione per via endovascolare di vasi sanguinanti.
Un’ulteriore estensione delle tecniche radiologiche interventistiche ha interessato anche la patologia scheletrica con l’avvento della cementoplastica per il trattamento delle fratture patologiche, della vertebroplastica per le fratture vertebrali, del trattamento con RF degli osteomi osteoidi e delle ernie discali, il tutto utilizzando la guida in tempo reale fornita da appositi apparecchi radiologici chiamati angiografi o dalla TC.
Assai diffuso è anche l’utilizzo dell’ecografia come strumento di mira per infiltrazioni mirate di cortisone, acido ialuronico o fattori di crescita nell’anca e in altre articolazioni o tessuti e per il lavaggio delle calcificazioni di spalla.