Questo sito utilizza cookies propri e di terzi al fine di consentirti la migliore esperienza nel suo utilizzo. Se procedi con la navigazione accetti la loro presenza.
!function(f,b,e,v,n,t,s){if(f.fbq)return;n=f.fbq=function(){n.callMethod? n.callMethod.apply(n,arguments):n.queue.push(arguments)};if(!f._fbq)f._fbq=n; n.push=n;n.loaded=!0;n.version='2.0';n.queue=[];t=b.createElement(e);t.async=!0; t.src=v;s=b.getElementsByTagName(e)[0];s.parentNode.insertBefore(t,s)}(window, document,'script','https://connect.facebook.net/en_US/fbevents.js'); fbq('init', '569219623249078'); // Insert your pixel ID here. fbq('track', 'PageView');

Potenziali evocati acustici (ABR)


I potenziali evocati uditivi (definiti anche ABR) sono un test neurologico che valuta la funzionalità del tronco cerebrale in risposta a stimoli uditivi grazie allo studio di un potenziale elettrico nervoso evocato da un tono sonoro trasmesso attraverso una cuffia.
Le risposte, a forma di onda, sono misurate utilizzando elettrodi di superficie posizionati al vertice della testa, sulla fronte e sulle tempie.
Negli esami ABR si utilizzano stimoli che generano una risposta a livello delle varie stazioni nervose della via acustica, dalla coclea (detta anche chiocciola) in poi. Gli elettrodi forniscono un grafico a onde la cui interpretazione permette di identificare patologie della via acustica.
L’esame non necessita di collaborazione e può essere eseguito anche sui neonati. In questo caso si associa generalmente una blanda sedazione o si effettua l’esame durante il sonno.