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cineforumPrende il via domani la sessantaseiesima stagione del Cineforum Genovese, sostenuto da Villa Montallegro.
Le proiezioni si tengono nella Nuova multisala America di via Colombo ogni martedì (ore 15, 17,30 e 21,15).
L'introduzione a questa stagione è affidata a un classico restaurato “Blow up” di Michelangelo Antonioni (1966) nel cinquantenario della conquista della Palma d'oro al Festival di Cannes (1967).

Il sostegno al territorio

Villa Montallegro ha deciso anche quest'anno di “dare una mano” al Cineforum, in linea con due elementi che ne caratterizzano l'attività. Il primo è il rapporto con le realtà più vivaci di Genova e della Liguria, collaborando con una serie di iniziative che hanno preso il via nel 2002 (per il cinquantesimo anniversario di Montallegro) volte a sostenere e promuovere il territorio a cui la Casa di Cura fa riferimento.

La passione per il cinema
Il secondo elemento è una “passione” per il cinema che si è già realizzata con vari appuntamenti, tutti di qualità. Il più recente, nell'aprile 2017, è stato il sostegno al Riviera international Film Festival, caratterizzato da un format innovativo, che coniuga la domanda crescente di formazione sulle tecniche cinematografiche, insieme all’opportunità di dare uno spazio qualificato ai giovani registi under 35 del cinema indipendente.
Un'altra iniziativa che ha suscitato molta curiosità e parecchio interesse è stata, nel 2012, la pubblicazione, con l'editore Redazione, del volume “MediCine” che collega varie sindromi con le pellicole che, nella storia del cinema sono state a esse dedicate. È possibile sfogliare “Medicine” sul sito di Villa Montallegro.







Nel Centro fisioterapico (piùKinesi) di Villa Montallegro diretto dal dottor Marco Scocchi, la dottoressa Maria Teresa Pereira gestisce il team di lavoro sulle metodiche relative a propiocezione e della postura con il sistema Delos Postural che permette di misurare, allenare e migliorare l'equilibrio e la postura.
Il tema - anche per l'interesse "sportivo" sull'argomento - è stato trattato sul Corriere della Sera di oggi.


Il test Delos di Riva
Il test di Riva (dal nome dell'ideatore del sistema) alla base di questa attività è puntato sia sulla prevenzione del rischio di cadute e di traumi, sia durante la riabilitazione sia per le attività sportive anche a livello professionale. Si tratta di un sistema computerizzato che indaga l'influenza dell'informazione propriocettiva (la sensibilità agli stimoli), visiva e vestibolare sul controllo posturale e sul movimento in varie situazioni sensoriali e di appoggio e allena il soggetto a ottenere miglioramenti delle proprie performance.

La propriocezione (o cinestesia) misura la capacità di percepire la posizione del corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei muscoli: è cioè fondamentale per il controllo del movimento. In pratica mette in relazione gli stimoli provenienti dalle terminazioni nervose che inviano impulsi al midollo e “comandano” i movimenti. Senza una buona propiocezione si rischia l'atassia, vale a dire il “disordine” (questa la traduzione del termine greco) della coordinazione muscolare.

Serve agli sportivi ma non solo


Molti sportivi hanno utilizzato questo sistema in Montallegro, come, negli scorsi mesi, l'allora sampdoriano - ora nel Siviglia - Luis Muriel (nella foto mentre prova il Delos).

Quando una persona è reduce da interventi ortopedici o presenta problemi alle articolazioni, il primo passo è sempre la visita fisiatrica spesso accompagnata da test, come questo, che consentono di valutare lo stato di salute della persona, anche al di là di eventuali postumi da intervento che inevitabilmente richiedano una riabilitazione.
Il tema - anche per l'interesse "sportivo" sull'argomento - è stato trattato sul Corriere della Sera di oggi.






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