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Il quindicesimo Congresso del SICU


All'inizio di novembre si è tenuto a Genova il quindicesimo Congresso nazionale della Società italiana dei chirurghi universitari, SICU. Titolo del congresso, “Ruolo della Chirurgia Universitaria tra Passato, Presente e Futuro”. Villa Montallegro è stato partner dell'evento.

In quella sede, i circa 200 partecipanti hanno discusso i temi principali di rilevanza non solo istituzionale, ma clinico-gestionale, con riferimento, in particolare, al ruolo attuale della Chirurgia generale in era specialistica, al percorso formativo del chirurgo, alle linee-guida, alle tecniche chirurgiche più avanzate e innovative e ai progressi tecnologici. Il congresso è stato organizzato dal presidente del SICU, Corradino Campisi, ordinario di Chirurgia generale all'Università di Genova.
Lo abbiamo intervistato sui principali temi del Congresso.


Intervista al professor Corradino Campisi


- Oggi ha ancora senso parlare di Chirurgia generale o si è ormai nell'era della specializzazione molto spinta?

«Il ruolo della Chirurgia generale, soprattutto in ambito universitario, è più che mai attuale e indispensabile, per consentire al chirurgo già specializzato o in formazione, anche se dedito o orientato verso una super-specializzazione, l'acquisizione e il mantenimento di una visione unitaria delle migliori cure necessarie al paziente e delle specifiche competenze richieste, obiettivo prioritario, realizzabile soltanto con una idonea valorizzazione e un appropriato potenziamento dell'organizzazione dipartimentale dell'attività chirurgica, già esistente nei più importanti Centri regionali e nazionali».

Il nuovo ruolo del chirurgo

- La Chirurgia minivasiva, la microchirurgia e la robotica stanno trasformando il ruolo del chirurgo: in quale modo? LUniversità è in grado di rispondere a queste nuove frontiere?
«Sia le tecniche chirurgiche mininvasive sia la microchirurgia e la robotica stanno trasformando il ruolo del chirurgo in senso sempre più conservativo e meno demolitivo, in funzione, soprattutto, della qualità di vita del paziente offerta dalla terapia chirurgica, pur con l'obiettivo di un trattamento curativo, possibilmente definitivo, più particolarmente in ambito oncologico. L'Università italiana si sta concretamente attivando, per rispondere a queste esigenze, sul piano della ricerca, della didattica e della formazione necessarie al conseguimento di questi importanti traguardi. Determinante potrebbe essere la collaborazione offerta dalle strutture private. I risultati di tale positiva trasformazione sono stati numerosi e significativi nel convegno genovese».

La formazione universitaria

- Oggi si parla molto di rischio clinico e di contenzioso legale: quanto la formazione dei chirurghi tiene conto di questi elementi?
«Queste tematiche sono di vitale importanza nell'attività chirurgica e i percorsi di formazione universitaria dedicano ampio spazio al loro apprendimento e approfondimento sia teorico sia pratico».
- Quanto cambia la formazione dei giovani chirurghi rispetto alle esperienze dei chirurghi di una certa età?
«I cambiamenti già avvenuti e in corso sono l'espressione dei tempi, essendo la moderna Chirurgia sempre più a misura d'uomo! Ciò nonostante l'opera dei Maestri rappresenta una base ineludibile dei progressi attuali e delle prospettive offerte dalle nuove frontiere della Chirurgia».
- Si parla di formazione a distanza in Chirurgia: quali prospettive e quali ombre ci sono?
«La formazione a distanza dovrà essere potenziata, per consentire collaborazioni inter-universitarie tra i vari Centri nazionali, europei e internazionali. Questo percorso sarà però lungo e complesso, richiedendo, di volta in volta, con l'esperienza maturata, correzioni e modifiche organizzative e gestionali, oltre che tecniche e tecnologiche. Questa modalità di formazione rappresenta, come si è potuto evincere dalle relazioni ad hoc svolte durante il congresso genovese, un obiettivo, a medio-lungo termine, ambizioso, ma necessario».

I passi avanti della Chirurgia

- In quali settori della Chirurgia sono stati compiuti i passi più avanzati negli ultimi tempi?
«I risultati più significativi si sono registrati nel campo della microchirurgia (il Centro genovese è di riferimento non solo nazionale ed europeo, ma anche internazionale, per il trattamento delle malattie dei linfatici), della Chirurgia mininvasiva e della robotica. Il progresso futuro è affidato a esse e la Chirurgia universitaria italiana sarà di certo efficacemente produttiva nell'ambito delle sue specifiche e istituzionali competenze».


Matteo Ingrosso, 29 anni, giocatore di beach volley è stato visitato nel Centro fisioterapico di Villa Montallegro dalla dottoressa Maria Teresa Pereira ed è sottoposto a terapia con fattori di crescita.

Ingrosso, nato in Brasile e residente a Roma, ha quasi sempre giocato in coppia col fratello Paolo e ha vestito la maglia azzurra dal 2009 al 2014. Nella sua carriera ha collezionato 7 ori, 3 argenti 1 bronzo nel campionato italiano e due ori, due argenti e tre bronzi a livello internazionale.

L'infiltrazione con PRP, i cosiddetti fattori di crescita (PRP significa “plasma ricco in piastrine”) è utile nelle patologie osteoarticolari e nei traumi sportivi. Spiega la dottoressa Pereira: “I fattori di crescita sono dei granuli contenuti nelle piastrine che hanno molte proprietà, tra le quali un importante potere antinfiammatorio, antidolorifico. Soprattutto accelerano e attivano i processi di riparazioni dei tessuti dell’apparato muscolo scheletrico: tendini, ossa, muscoli, cartilagine articolare”.



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