Villa Montallegro presenta una nuova apparecchiatura, appena acquisita nel quadro di investimenti per portare al top le dotazioni tecnologiche della Casa di cura. Lo strumento, utilizzato per operare la cataratta con tecnica di facoemulsificazione, è di ultima generazione e viene gestito da un software che controlla i vari passaggi dell’intervento, garantendo una stabilità dei parametri operatori tale da ridurre il cosiddetto “trauma chirurgico” e permettendo di affrontare situazioni di maggiore complessità riducendo i potenziali rischi.

Ne parliamo con il dottor Riccardo Berti Riboli, specialista in Oftalmologia e responsabile della Branca specialistica in Villa Montallegro.

– Che cosa è la cataratta e come si interviene?

«La cataratta è una patologia che porta alla progressiva opacizzazione del cristallino, la sezione dell’occhio a forma di lente, situata dietro la pupilla. Gli occhiali o le lenti a contatto possono solo in parte e temporaneamente migliorare la vista del paziente. L’intervento chirurgico è necessario perché né i colliri, né il laser, né altra terapia possono guarire una cataratta costituita; il mancato intervento comporta, in tempi variabili da soggetto a soggetto, la perdita progressiva e quasi totale della capacità visiva. Per intervenire, occorre procedere alla rimozione chirurgica del cristallino e al posizionamento di una lente artificiale sostitutiva».

– È necessario il ricovero?

«Normalmente l’intervento si esegue in regime ambulatoriale o di day surgery, cioè senza pernottamento».

– Come si è evoluta la tecnica dell’intervento di cataratta?

«Nell’arco di 30 anni siamo passati da una chirurgia invasiva a una chirurgia mini-invasiva riducendo l’incisione chirurgica principale a circa 2 millimetri. Questo passaggio ha comportato l’asportazione del cristallino opacizzato mediante una frammentazione indotta da ultrasuoni e un’aspirazione delle parti residue contrariamente alla vecchia tecnica di estrazione della cataratta “intera” attraverso una ferita chirurgica molto ampia cui seguiva la necessità di apporre diversi punti di sutura».

– E l’utilizzo del Laser a femtosecondi?

«È necessario fare un po’ di chiarezza su questo argomento, oggi dibattuto nella valutazione dei pro e dei contro legati soprattutto ai costi aggiuntivi. Di fatto il laser si può utilizzare nella prima parte dell’intervento per praticare le incisioni chirurgiche sia sulla cornea sia sul cristallino, la rimozione del quale però avviene sempre attraverso la convenzionale procedura a ultrasuoni».

– Perché oggi si parla di intervento precoce?

«Intervento precoce significa non attendere più che la cataratta sia “matura”. L’intervento è cioè finalizzato a ridurre sia i tempi sia la difficoltà a fronte della necessità di lavorare con il minimo impatto possibile sulle strutture dell’occhio per evitare complicanze intra e postoperatorie».

– Che cosa è il facoemulsificatore?

«Questa chirurgia si è legata sempre più strettamente all’utilizzo di apparecchiature ad alta tecnologia in grado di far lavorare all’interno del bulbo oculare, quasi fosse un piccolo aspirapolvere, una sonda di elevata potenza e ridotte dimensioni, garantendo la stabilità e l’equilibrio dei parametri di infusione/aspirazione/frammentazione. Il facoemulsificatore, emettendo ultrasuoni, frantuma il cristallino e ne aspira i frammenti; la maggior parte dell’involucro del cristallino (la capsula) non viene rimossa, perché diventerà il supporto del cristallino artificiale, cioè di una lente sintetica».

– Dopo questo intervento è possibile eliminare gli occhiali?

«Un aspetto non ultimo per importanza e sicuramente all’avanguardia è proprio la possibilità di correggere preesistenti difetti visivi impiantando un cristallino artificiale di potere idoneo, calcolato in fase preoperatoria grazie a strumenti che effettuano accurate scansioni dell’occhio da operare. La correzione è efficace in particolare per difetti quali miopia, ipermetropia e astigmatismo».

Sul tema vedi anche questi video:

La chirurgia della cataratta

Valutazioni preoperatorie: la chirurgia oculare per cataratta

Scritto da:

Mario Bottaro

Mario Bottaro
Giornalista, docente di Teorie tecniche di linguaggio giornalistico, è consulente per la comunicazione di Villa Montallegro

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