Mastoplastica con impiego di protesi mammarie

L’utilizzo di impianti protesici (bilateralmente o unilateralmente) è indicato in caso di:


Gli impianti mammari attualmente più utilizzati sono:
  1. protesi mammarie a volume fisso e preriempite con silicone altamente coesivo;
  2. protesi monocamera espandibili con soluzione fisiologica al momento dell’intervento;
  3. espansori temporanei monocamera, espandibili con soluzione fisiologica;
  4. protesi doppia camera miste gel-saline, tipo espansori a permanenza;
  5. protesi monocamera preriempite con Hydrogel posizionate a livello sottomuscolare;
  6. protesi monocamera preriempite con poliuretano.

In tutti i casi l’involucro esterno è costituito da silicone solido.

Le differenze strutturali che caratterizzano ciascun impianto protesico comprendono: la forma (rotonda/anatomica), il volume, le proprietà del riempitivo (densità, viscosità, biocompatibilità), la morfologia di superficie (liscia/testurizzata).
È opportuno quindi discutere anticipatamente con il Chirurgo la scelta della protesi più adatta, la pianificazione dell’intervento chirurgico (via di accesso, posizionamento dell’impianto, eventuali correzioni complementari) e le possibili complicanze postoperatorie.

Nessun tipo di protesi mammaria è completamente scevro da complicanze. È opportuno valutare a fondo il rapporto rischio-beneficio.
L’intervento chirurgico viene eseguito in anestesia locale (con sedazione) o generale, attraverso una piccola incisione, eseguita a livello dell’areola mammaria inferiore, dal solco sottomammario, in regione ascellare (bilateralmente) o nel solco sottomammario, attraverso cui viene inserita la protesi mammaria.

Per ottenere un risultato estetico soddisfacente è fondamentale che la Paziente, nel decorso post-operatorio, si sottoponga a una serie di medicazioni e controlli clinici, concordati con il Medico curante, che sono parte integrante dell’intervento chirurgico e ne possono influenzare il risultato.

È sconsigliata la gravidanza nei primi sei mesi successivi all’intervento chirurgico.
Successivamente non esiste alcuna controindicazione all’allattamento, poiché l’impianto è inserito in casi limitati a livello sottoghiandolare e non al suo interno.

In presenza di un impianto protesico, la mammografia può essere di difficile esecuzione, poiché le proiezioni standard possono non essere sufficienti per lo studio dell’intera ghiandola mammaria. È opportuno perciò informare il Radiologo della presenza della protesi. La radiodensità è in funzione del tipo di riempitivo protesico e più precisamente dipende dalle caratteristiche chimiche e fisiche.
In alternativa alla mammografia si esegue una risonanza magnetica nucleare della mammella.

Non esistono prove scientifiche che mettano in relazione le protesi con l’insorgenza di carcinoma mammario; recenti studi clinici hanno evidenziato la stessa incidenza di carcinomi della mammella in Pazienti portatrici di protesi rispetto a Pazienti non portatrici: l’intervento chirurgico di mastoplastica additiva non sembrerebbe aumentare quindi la possibilità di sviluppare una patologia neoplastica.