La Casa di Cura Villa Montallegro sta dando vita a un network che punta su una disciplina della medicina sempre più attuale, quella rigenerativa.
Nell’iniziativa sono coinvolti professionisti di diverse specialità che impiegano tecniche rigenerative, vale a dire stanno seguendo la linea sanitaria sviluppatasi sostanzialmente negli ultimi quindici-vent’anni che utilizza nella pratica clinica cellule autologhe (cioè provenienti dallo stesso paziente) per la cura di diverse di patologie: parliamo di concentrati di cellule del sangue (piastrine) o di grasso (mesenchimali), prelevati dal paziente, debitamente trattati e utilizzati per intervenire in una serie sempre maggiore di procedure cliniche.
Come spiega il dottor Paolo Strada, direttore del Centro trasfusionale del Policlinico San Martino, «Si tratta di tecniche che non rientrano nei protocolli trasfusionali, ma di veri e propri trapianti di cellule; la medicina rigenerativa si basa essenzialmente sull’impiego clinico di cellule staminali e/o di prodotti biologici (quale il PRP, cioè il plasma ricco di piastrine) che hanno la proprietà di indurre la migrazione delle cellule staminali nel tessut
o danneggiato, di stimolarle a riprodursi e, alla fine del processo, di ottenere la riparazione dei tessuti lesi».
La dottoressa Tiziana Lazzari (nella foto), specialista in dermatologia e chirurgo estetico, promotrice del network di Villa Montallegro, racconta: «È un approc
cio terapeutico innovativo finalizzato alla rigenerazione biologica dei tessuti anziché alla loro sostituzione; é una terapia medica di potenziale illimitato che agisce sfuttando la capacità di rigenerazione del corpo».
La medicina rigenerativa è diventata routine terapeutica in discipline come l’ortopedia, la fisiatria e la parte riabilitativa della medicina dello sport, il trattamento di ferite acute o croniche, la neurochirurgia, l’odontoiatria, l’oftalmologia e la chirurgia cardiotoracica, maxillo-facciale, plastica ricostruttiva ed estetica.

In Montallegro, per esempio, suscita l’interesse – ricorda il dottor Riccardo Berti Riboli (nella foto), responsabile della branca di oftalmologia e chirurgia oculare – anche di specialisti, come gli oftamologi che individuano la possibilità di un suo uso per determinate malattie dell’occhio come la xeroftalmia (malattia che impedisce la lacrimazione anche per carenza di vitamina A).
Per quanto riguarda la chirurgia estetica, spiega ancora Lazzari: «Togliere il grasso di troppo dai fianchi e dalla pancia per spostarlo in zone più strategiche, quali il seno, è possibile grazie a un nuovo concetto di liposcultura che utilizza l’acqua, in modo gentile, per spostare il grasso da dove “non serve” a dove “serve”. L’innovazione di questa particolare forma di lipoaspirazione “a getto d’acqua” consiste nella capacità di sfruttare contemporaneamente una liposuzione dolce per eliminare simultaneamente i cuscinetti di grasso dal girovita, dai fianchi o da altre zone corporee e la possibilità di riutilizzare immediatamente il grasso vitale ottenuto, contenente le cellule staminali, per aumentare il seno senza protesi o rimodellare i glutei. Ma
non solo, si può utilizzare il grasso in eccesso per riempire le rughe del viso o per rendere più carnose le labbra. In pratica si può ridisegnare la propria silhouette come fosse un abito creato su misura».
«Nelle mani di un bravo operatore – testimonia il chirurgo plastico dottor Francesco Filippi (nella foto) – la metodica consente di correggere anche eventuali asimmetrie o un’eccessiva magrezza delle gambe, in particolare del polpaccio, in entrambi i sessi; in chirurgia senologica trova ampie applicazioni sia nella fase ricostruttiva, dopo la fase demolitiva per asportazione del tumore della mammella, sia appunto nella chirurgia estetica; consente inoltre procedure di ringiovanimento della pelle del collo o delle mani o di cute e mucosa della regione genitale, sia maschile sia femminile».
In questo settore opera il dottor Francesco Casabona che ha ideato una tecnica, basata sul PRP, per intervenire nella cura del lichen sclerosus. Dice: «Nel tessuto adiposo si trovano cellule con capacità riparative e azione paracrina: le cellule mesenchimali adulte di derivazione adiposa. L’impiego clinico princ
ipale è nella rigenerazione di tessuti danneggiati da radioterapia, di cicatrici atrofiche di varia natura e di esiti di ustione. Dall’altro canto anche il PRP viene da anni sempre più utilizzato per la presenza di numerose sostanze attive biologicamente e responsabili del richiamo in loco di macrofagi, di cellule staminali mesenchimali, responsabili sia della rimozione del tessuto necrotico sia della promozione delle funzioni fisiologiche di riparazione e rigenerazione tissutale».
L’utilizzo della medicina rigenerativa fa anche parte della mission del gruppo di ginecologi (con la collaborazione di psicologi, nutrizionisti, preparatori atletici, etc.) “+donna – pausa” che ha trovato collocazione all’interno di Villa Montallegro e che, tra l’altro – come spiega la dotto
ressa Cristina Pivetta, una delle ginecologhe del gruppo – si occupa di atrofia della mucosa genitale post menopausale su cui agire procedure con la medicina rigenerativa, in alternativa alle metodiche laser (laser Monnalisa touch), altra prerogativa del Centro.
Per quanto riguarda le patologie osteo artro muscolare, le nuove metodiche interessano sia gli
ortopedici (fra questi il dottor Ferdinando Priano, precursore dell’utilizzo del PRP in sala operatoria per esempio in caso di lesioni artrosiche) sia i fisiatri, come illustra la dottoressa Maria Teresa Pereira Ruiz (nella foto), responsabile del settore di medicina sportiva nel centro fisioterapico di Montallegro (assiste molti calciatori e altri atleti che necessitano di applicazioni per lesioni muscolari): «L’uso dei fattori di crescita, cioè del plasma ricco in piastrine, è ormai invalso nei traumi sportivi e nelle patologie infiammatorie e degenerative osteoarticolari. I fattori di crescita possiedono un importante potere antiinfiammatorio, antidolorifico, e sopratutto accelerano e attivano i processi di riparazione dei tessuti dell’apparato muscolo scheletrico: tendini, ossa, muscoli, cartilagine articolare».

Ricorda Daria Schettini, specialista in radiodiagnostica: «La medicina rigenerativa coinvolge sempre più frequentemente anche specialisti in radiologia (o diagnostica per immagini) dedicati alla patologia muscoloscheletrica, che oggi, in autonomia o, sempre più spesso, in collaborazione con altri specialisti clinici, utilizzano l’ecografia (strumento innocuo e di rapido e semplice utilizzo) per guidare l’infiltrazione di sostanze terapeutiche tra cui PRP e cellule mesenchimali del tessuto adiposo in qualsiasi distretto osteoartromuscolare, in particolare quelli di difficile accesso a mano libera come l’anca. Il grande vantaggio dell’utilizzo dell’ ecografia durante l’atto infiltrativo è quello quindi di poter guidare in tempo reale l’ago garantendo l’assoluta precisione del distretto da infiltrare».

Scritto da:

Mario Bottaro

Giornalista, docente di Teorie tecniche di linguaggio giornalistico, è consulente per la comunicazione di Villa Montallegro