Il professor Claudio Viscoli, ordinario di Malattie infettive all’Università di Genova, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino e con ambulatorio in Villa Montallegro, domenica 22 aprile riceverà l’Excellence Award 2018 ESCMID (European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases). La premiazione si tiene durante il 28° Congresso europeo di Microbiologia Clinica e Malattie Infettive che si svolge a Madrid dal 21 al 24 aprile.

La motivazione del riconoscimento spiega che il professor Viscoli, è un esperto in malattie infettive nei bambini e negli adulti con particolare riguardo a “persone compromesse” (cioè pazienti con deficienze immunologiche acquisite o congenite nei quali aumenta il rischio di malattie infettive), nelle infezioni fungine, nelle infezioni da cancro e neutropenia (la diminuzione al di sotto dei valori normali dei leucociti neutrofili nel sangue), nelle infezioni in trapiantati di fegato, nelle infezioni opportunistiche nell’Aids e nella trasmissione ereditaria dell’HIV. Viscoli – che è anche vicepresidente della sezione ligure dell’Anlaids, l’Associazione italiana per la lotta contro l’Aids viene premiato assieme a Dimitrios P. Kontoyiannis dell’Università del Texas.

Professore, come dice anche la motivazione dell’Excellence Award che le verrà consegnato, lei è impegnato da molto tempo nella lotta contro l’Aids. In particolare si è occupato della prevenzione della trasmissione ereditaria dell’HIV da madre a figlio con un progetto di grande rilievo nella Repubblica del Congo. Di che cosa si tratta?

«Premetto di non essere un “aidslogo”: l’infezione da HIV non è il campo principale della mia ricerca e della mia attività. Però sono sempre stato convinto che fosse necessario occuparsi anche di questo tema. E ho deciso di impegnarmi al massimo quando, in una sorta di eredità scientifica, ho ricevuto dal mio predecessore la bozza di un programma per la prevenzione della trasmissione materno-fetale del virus in Africa. È un programma che mi ha entusiasmato personalmente anche se nel mio gruppo di lavoro altri, come Gianni Mazzarello e Antonio Di Biagio, si occupano più profondamente di questo problema».

– Come vi siete mossi? E quanto è durato il programma?

«Tra il 2005 e il 2012, partendo da zero, abbiamo costruito una struttura organizzativa e uno dei pochi laboratori per la diagnosi in Africa, abbiamo portato farmaci, curando migliaia di donne e i loro figli. Inoltre abbiano istruito medici e infermieri. Compiuto il lavoro, abbiamo regalato tutto alla Repubblica del Congo. Speriamo ne sappiano fare buon uso. Il programma, supportato da Eni, ha visto la collaborazione in particolare dei giovani della nostra Scuola di specializzazione con la collaborazione dei medici di Igiene dell’Università, come il professor Giancarlo Icardi e la dottoressa Bruzzone.».

– Lei è anche vicepresidente dell’Anladis….

«L’associazione svolge un’attività necessaria a non far abbassare la guardia: oggi, purtroppo, il tema Aids sembra passato di moda».

– Una campagna che la vede protagonista è quella contro l’uso inappropriato degli antibiotici: argomento che gli italiani sembrano ignorare.

«Assieme alle infezioni in pazienti con ridotte difese anti-infettive questo è davvero il mio interesse principale. Gli antibiotici hanno consentito di sconfiggere, a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso, infezioni batteriche che un tempo potevano essere causa di morte e sono certamente alla base della medicina moderna, ma sono anche gli unici farmaci il cui maluso e abuso non danneggiano solo chi li prende, ma anche e soprattutto le generazioni future. In pratica possono fare miracoli, ma possono contemporaneamente far diminuire le difese anti-infettive».

– Può chiarire ancora meglio?

«Quando abusi di un rimedio, il rimedio tende a smettere di funzionare. Questo sta accadendo con gli antibiotici. Dobbiamno rendercene conto e cambiare prospettiva: si tratta di farmaci che vanno usati solo quando è davvero necessario e per tempi giusti e contingentati. È emerso il fenomeno dell’antibiotico-resistenza: molti batteri hanno imparato a resistere agli antibiotici e a sopravvivere. Quello dei superbatteri è un fenomeno in allarmante crescita e la causa non è solo nelle mutazioni genetiche dei batteri ma anche nell’utilizzo improprio o eccessivo che molti fanno dell’antibiotico».

– Esistono nuove frontiere nella cura delle malattie infettive?

«Volendo dare una priorità a questo tema – che è vastissimo – direi che oggi il problema con cui dobbiamo misurarci sono l’aumento delle resistenze agli antibiotici e la diffusione dei cosiddetti “superbatteri”. Più in generale va detto che malattie infettive e microorganismi sono spesso una sorpresa: credevi di aver risolto un problema e s’affaccia in un’area geografica dove non era presente; avevi l’antiobiotico giusto e scopri il germe resistente. Certe malattie infettive sono anche causa di tumori e questo è un altro piano di lavoro».

– C’è ancora molto da fare, in sostanza?

«Moltissimo. Globalmente abbiamo enormi problemi con la malaria in Africa e Asia, con la tubercolosi e con le meningiti. E occorre ricordare che l’HIV può essere tenuto sotto controllo ma non abbiamo ancora un farmaco totalmente curativo per questa malattia. Anche in Italia. a causa del riscaldamento globale, rischiamo di avere un ritorno delle cosiddette malattie “tropicali”. Annualmente combattiamo contro l’influenza, ma dovremmo avere un vaccino migliore. E ci tocca anche lottare contro quelli che parlano male dei vaccini».

– Domenica prossima le verrà consegnato l’Excellence Award 2018 dell’ESCMID. Che cosa ha pensato dopo aver appreso la notizia?

«Sulle prime ho pensato che ora potrei quasi andare in pensione. Ma mi è passata presto: credo che si debba continuare a lavorare e ci si possa sempre migliorare. Per il resto che cosa devo dire? La mia tendenza è l’understatement e ho la consapevolezza che ci siano molti studiosi che hanno fatto e stanno facendo molto. In sostanza non mi aspettavo che scegliessero proprio me».

Nelle foto: il professor Claudio Viscoli e, in  alto, l’annuncio del Congresso di Madrid durante il Congresso dell’ESCMID 2017 a Vienna

Scritto da:

Mario Bottaro

Giornalista, docente di Teorie tecniche di linguaggio giornalistico, è consulente per la comunicazione di Villa Montallegro