L’elettroencefalogramma (EEG)


L’elettroencefalogramma (EEG) è la registrazione grafica dei fenomeni elettrici che si svolgono nell’encefalo. Rappresenta un mezzo d’indagine, non recente ma importante, per lo studio della funzionalità cerebrale, fondamentale nella diagnostica di patologie come l’epilessia e le sofferenze cerebrali su base metabolica (es. encefalopatia epatica). Nota a tutti è anche la sua fondamentale importanza nel Paziente in coma per registrare la cosiddetta “morte cerebrale” e poter eventualmente espiantare organi trapiantabili.
L’esame sfrutta le differenze di potenziale elettrico fra diversi punti del cervello, applicando più elettrodi (derivazioni) sul capo. Il Paziente, in condizioni normali e di assoluto riposo psicosensoriale, a occhi chiusi, presenta un ritmo elettrico a 8-10 hertz a che prende il nome di alfa. In base a stimoli anche semplici (per esempio l’apertura degli occhi), si registrano modifiche di questo ritmo. Si possono registrare la loro frequenza, onde beta, teta e delta, di vario significato patologico. In caso di epilessia le alterazioni elettriche dell’EEG, spesso molto indicative e specifiche (es. complessi elettrici detti “punta-onda”), possono essere presenti anche in assenza dei sintomi. Ciò rende conto dell’importanza di questo esame nella diagnosi della malattia.