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Esami utili in gastroenterologia


Non è possibile formulare un elenco preciso degli esami di laboratorio nec<essari per una visita gastroenterologica; a titolo di esempio riportiamo quelli più peculiari:
  • emocromo, sideremia e ferritina sono esami utili a diagnosticare diverse condizioni patologiche, non solo di pertinenza dell’apparato digerente; in gastroenterologia sono utili per ricercare segni di anemia microcitemica, indice indiretto di sanguinamento del tratto gastro-enterico;
  • transaminasi (GOT e GPT), bilirubina, gamma GT, fosfatasi alcalina sono indici di funzionalità del fegato;
  • amilasi e lipasi servono a valutare il funzionamento del pancreas;
  • anticorpi antitransglutaminasi sono l’esame di primo livello per la diagnosi di celiachia;
  • esame delle feci: fornisce molte indicazioni soprattutto in Pazienti affetti da stipsi cronica o da malassorbimento intestinale;
  • coprocoltura: serve a evidenziare la presenza di batteri responsabili di un’infezione intestinale;
  • esame parassitologico delle feci per rilevare la presenza di parassiti intestinali come ameba, tenia e ossiuri;
  • ricerca di sangue occulto nelle feci: è un esame che, se possibile, va eseguito su tre campioni consecutivi; serve a ricercare un sanguinamento non evidente a occhio nudo e “capriccioso”, tipico dei polipi intestinali e delle neoplasie;
  • calprotectina fecale: è una proteina isolata nei soggetti affetti da malattie infiammatorie intestinali (morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa).

La scelta di quali siano gli esami di laboratorio indicati per il caso specifico, dipende ovviamente dai dati clinici emersi in corso di visita specialistica. Talvolta si può richiedere al Paziente un secondo ciclo di esami per chiarire ulteriormente la causa di un processo infiammatorio. Per esempio in un Paziente con transaminasi alterate e GGT in aumento, apparirà utile approfondire le indagini con esecuzione dei marcatori virali e degli indici di autoimmunità.