Urinocoltura

È un esame microbiologico che indaga la presenza nelle urine di batteri o altri microorganismi.
È indicato per diagnosticare un’infezione urinaria.
In caso di positività può essere integrato da un antibiogramma che fornisce informazioni sulla sensibilità (o resistenza) dei batteri isolati ai vari antibiotici che vengono testati in vitro.
Si effettua raccogliendo in un contenitore sterile apposito le urine del mattino dopo aver eliminato il primo getto.

Esame delle urine

Sono determinazioni di laboratorio che analizzano le caratteristiche chimiche e fisiche delle urine e del sedimento urinario.
L’esame fisico studia l’aspetto (limpido o torbido), il colore e il peso specifico. L’esame chimico analizza l’eventuale presenza di sostanze (glucosio, proteine, emoglobina, urobilinogeno) che possono segnalare condizioni patologiche. L’esame del sedimento urinario evidenzia la presenza di elementi sospesi (batteri, cellule, sangue, cristalli) anch’essi possibili indicatori di malattia.

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Esami virologici e batteriologici (tamponi vaginali e cervicali, HPV DNA test, ricerca immunoenzimatica di Herpesvirus o Chlamydia)

Costituiscono un gruppo molto eterogeneo di prelievi di secreti (vaginali o cervicali) aventi finalità diverse. L’impiego più frequente dei tamponi batteriologici o della ricerca di CT* riguarda lo studio di situazioni di infertilità. Non vengono di regola eseguiti nella diagnosi e terapia delle vulvovaginiti, se non in rari casi di ricorrenza e cronicizzazione.

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