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Anestesia generale



È una condizione indotta farmacologicamente di uso comune che mette il Chirurgo nelle condizioni di agire. Prevede il ricovero.
Impiega farmaci ipnotici (quelli che fanno dormire), analgesici (quelli che eliminano il dolore) e spesso i curarici che consentono il rilasciamento muscolare. In alcuni interventi è necessario ricorrere a questo tipo di anestesia (es. addome alto, torace e testa-collo) in quanto diventa obbligatorio utilizzare la respirazione meccanica.
Il Paziente viene accompagnato in sala operatoria in genere già sedato in modo da non fargli vivere lo stress di un ambiente asettico e freddo. Sul letto operatorio, si pone particolare attenzione al posizionamento del Paziente per evitare decubiti (termine che significa “posizione coricata del corpo”) potenzialmente dannosi, tipo la compressione di vasi o nervi. A questo scopo si utilizzano dispositivi morbidi in silicone per proteggere le varie zone di contatto a rischio.
Il mantenimento di temperatura costante del Paziente è assicurato da coperte termiche e dall’infusione di liquidi preriscaldati a 27/38 gradi centigradi.
Dopo aver messo in atto un monitoraggio adeguato al tipo di intervento, si procede all’induzione dell’anestesia per via endovenosa. Se le necessità del Chirurgo lo richiedono, si posiziona una protesi (tubo) tracheale collegata a un respiratore automatico per assicurare uno scambio gassoso adeguato al Paziente. Questo avviene di regola negli interventi addominali.
Durante tutto l’intervento l’Anestesista è sempre vicino al Paziente e lo “rifornisce” di farmaci per mantenere un’adeguata anestesia fino alla fine dell’operazione.

Il timore del Paziente di svegliarsi durante l’intervento è molto comune: un’attenta conduzione dell'anestesia scongiura questa possibilità. Per contro la paura di non svegliarsi dopo l’intervento è ancora più diffusa, ma è da escludere. Si può invece verificare una risposta diversa da parte del Paziente per cui si possono avere risvegli più o meno rapidi.
In ogni caso in Villa Montallegro, oltre alla competenza degli operatori che è la prima garanzia, sono disponibili apparecchi che misurano la profondità dell’anestesia: perciò il risultato in questo senso è assicurato.
I farmaci utilizzati comunemente hanno una breve emivita, vengono cioè eliminati molto velocemente da parte dell’organismo. Disponibili nell’«armamentario» dell’Anestesista ci sono comunque tutti i farmaci antagonisti che permettono, qualora fosse necessario, di eliminare un farmaco di cui il corpo ritardasse a liberarsi.